In scena al Piccolo Teatro Strehler in prima nazionale da ieri, 14 novembre, La pulce nell’orecchio, del drammaturgo francese Georges Feydeau (1862-1921): ciò che più colpisce è l’entusiasmo del pubblico, perlopiù giovani liceali e universitari. Scena dopo scena, equivoco dopo equivoco, capriola dopo capriola, le risate si spargevano in sala varie e continue, sfociando spesso in applausi spontanei. Sono gli stessi ragazzi che stanno ore davanti a un computer e non sanno più coltivare rapporti diretti? O a teatro ieri è accaduto un miracolo, oppure non è così. Tra suoni anche da cartoon, effetti speciali, musiche dal vivo, quella che si consuma davanti agli spettatori per 2 ore e 45 minuti (più intervallo) è un vaudeville a tutti gli effetti.
Una coproduzione Lac-Lugano Arte e Cultura e Piccolo Teatro di Milano, per la regia di Carmelo Rifici che ha firmato anche traduzione, adattamento e drammaturgia con Tindaro Granata, anche in scena. Con lui un cast di interpreti dalla consolidata esperienza, Fausto Cabra, Christian La Rosa e Carlotta Viscovo, insieme ai giovani attori Alfonso De Vreese, Giulia Heathfield Di Renzi, Ugo Fiore, Marta Malvestiti, Marco Mavaracchio, Francesca Osso, Alberto Pirazzini, Emilia Tiburzi. Si nota, però, in scena, nel complesso di più l’energia dei giovani: il che è cosa buona, certo, ma a volte sembra scadere un po’ in un eccessivo entusiasmo acrobatico e ridanciano. Si ricalca, insomma, lo spirito del testo, ma magari aggiungere anche una rilettura più profonda poteva aumentare l’efficacia dello spettacolo: che risulta un po’ troppo fine a se stesso.
Ineffetti lo stesso Rifici nelle note di regia che “Feydeau impone allo spettacolo una macchina comica perfetta (…) che porta i suoi personaggi e il loro modo di parlare oltre il ‘gioco’ linguistico fine a sé stesso, di puro intrattenimento ed evasione, con lo scopo di estrapolarne il massimo potenziale teatrale e la massima ridicolaggine umana”. Bisogna insomma sapere cosa ci si deve aspettare. In una scenografia, di Guido Buganza, astratta e in movimento, di elementi singoli che vengono continuamente spostati e su un palco a sua volta roteante, con i costumi fantasiosi tra il clownesco e il giullaresco di Margherita Baldoni e il gioco di luci del light designer Alessandro Verazzi sulle musiche del compositore Zeno Gabaglio, in scena si consuma un momento di gioco e spensieratezza.
DURATA: 2 ore e 45 minuti più intervallo
INFO. Piccolo Teatro Strehelr, Largo Greppi 2. Tel. 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
Dal 14 al 26 novembre
ORARI: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.
PREZZI: platea 40 euro, balconata 32 euro
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