Non ha bisogno di parole il gusto onirico del teatro dei Gordi

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Nascono a Venezia nel 2010 “davanti ai fornelli di una casa in affitto alla Giudecca”, ma a loro città d’adozione è Milano: sono alla Fabbrica del Vapore nel 2015, al Teatro Menotti nel 2016, e dal 2018 collaborano col Teatro Franco Parenti, di cui sono Compagnia Associata per il triennio 2023-26. Sono I Gordi, gruppo di una decina di attori formatisi alla Paolo Grassi di Milano (Cecilia Campani, Daniele Cavone Felicioni, Camilla Galloni, Antonio Gargiulo, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Riccardo Pippa, Sandro Pivotti, Maria Vittoria Scarlattei, Giulia Tollis, Matteo Vitanza).

Un teatro senza quasi parole: fino al 21 giugno, dal 16, sono al Parenti per Breve
enciclopedia delle porte
, spettacolo nato per Gorizia Capitale della Cultura
2025. Lavoro che, infatti, affronta il tema del confine, tra porte reali e
immaginarie che segnano l’esistenza tra i luoghi dell’attesa
— come corridoi e
sale d’aspetto —, dove il gesto e l’ironia superano ogni barriera linguistica.

Premio Hystrio Iceberg 2019, nel 2020 debutta alla Biennale di Venezia il loro ultimo spettacolo, “Pandora”, per cui ricevono, sempre quell’anno, il Premio Nazionale
della Critica Teatrale. Dal 7 al 12 luglio sarà al Parenti: ambientato in un
bagno pubblico, luogo di passaggio intimo e di sospensione, lo spettacolo mette
in scena un’umanità variegata che dismette le norme sociali. Ci saranno attori
con indosso una maschera: volti di cartapesta, un classico per la compagnia, ma
anche, in questo caso, “maschere quotidiane” che indicano in modo
esplicito vari stati d’animo che esplorano la fragilità.

Perché il Teatro dei Gordi esprime anzitutto un clima: un’estetica che si compone di ironia, figure d’ispirazione giullaresca e medievale, movimenti e parole che nascono e si nutrono reciprocamente gli uni delle altre.

Spettacoli che fanno scattare un sorriso, ma anche una sensazione di ansia o comunque che hanno al centro la precarietà e fragilità umana.

Per lo stile gotico, soprannaturale e un po’ fantasy del loro teatro, i Gordi sono molto apprezzati anche all’estero: sono approdati al Coronet Theatre di Londra, 13-16 maggio, al Black Sea Theatre Festival di Trabzon in Turchia, 6 e 7 maggio, e accoglono
l’invito del Puppet Festival del La MaMa Experimental Theatre Club di New York,
storica istituzione della scena off-off Broadway e punto di riferimento
internazionale per il teatro di ricerca. Qui portano Sulla morte senza
esagerare
: omaggio alla poetessa Wisława Szymborska, la pièce affronta il tema
del congedo definitivo. Figure familiari raccontano senza parole i propri
ultimi istanti, trasformando la fine della vita in un momento di acuta ironia (www.teatrofrancoparenti.it).  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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