Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Uno spettacolo che è un focus sulla storia recente dell’omosessualità in occidente e termina con un appello al coraggio di tutti nell’individuare la propria identità e lasciarla libera di esprimersi.
Fino al 19 giugno al Teatro Elfo Puccini a Luca Toracca il ruolo di Quentin Crisp, l’attore e scrittore inglese (1908-1999) che ha vissuto della sua omosessualità: nato a Sutton, un quartiere di Londra, figlio di un contabile e una governante, fin dall’infanzia ha atteggiamenti omosessuali. La speranza è nuda è lo spettacolo di Mark Farrelly, drammaturgo e attore inglese attivista in tematiche di genere, che, in poco più di un’ora, racconta, nell’interpretazione di Luca Torracca e per la regia di Ferdinando Bruni, la vita di un uomo che ha rappresentato un Mondo, quello gay, rendendo questo lo scopo della sua esistenza.
Nella scena di Roberta Monopoli lo spettacolo si apre, e rimane per tutta la sua durata, in un camerino. Come il grande Umberto Orsini in Prima del Temporale (su Milanoateatro ne abbiamo parlato qui Umberto Orsini conquista il Teatro Caio Melisso al Festival dei Due Mondi – Milano a Teatro) l’attore si apre e si racconta come se riflettesse da solo: in questa zona a metà, tra il palcoscenico e la vita di tutti i giorni, si liberano le coscienze, e il pubblico assiste come non visto.
E Toracca/Crisp ci accompagna per tutta la sua vita: da quando era bambino, a quando vinse una borsa di studi per il College, a quando servì nella squadra dei Cadetti Ufficiali arrivando a comandarla, tutto il suo percorso di formazione è un viaggio nella discriminazione. Al contrario dell’adeguamento, la sua reazione è l’eccesso, la definizione ancora maggiore nell’omosessualità: dopo la scuola studiò giornalismo, ma non riuscì a laurearsi, studiò arte frequentando i caffè di Soho, quartiere di Londra, dove iniziò a prostituirsi, vestendo da donna. Siamo negli anni ’30: nonostante Crisp venisse picchiato per il suo essere diverso, nonostante il rifiuto ad accoglierlo nell’esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, nonostante l’arresto per adescamento, Crisp arriva “inossidabile”, come lui/Toracca dice, agli anni Sessanta, in cui si inizia a respirare una maggiore tolleranza. Alla fine degli anni Settanta, forte del successo che la sua figura riscuoteva come scrittore e oratore del mondo omosessuale, si trasferisce a New York, negli Stati Uniti “dove non prendono niente sul serio”.
Una storia di vita, una storia di emarginazione, una storia che è ancora attuale, a sentire l’attore, che denuncia “siamo in un mondo di oscurantismo”. Ma è davvero così? Seppur ben recitato, lo spettacolo ha un tono altamente polemico e di denuncia che rispecchia le esigenze di quando è stato scritto, ma oggi rischia di sembrare poco attuale.
Durata: 60 minuti
Indirizzo: Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano
Info: – Telefono: 02-00660606, 333-2049021 – Website: www.elfo.org
Orari:
Biglietti:
Propone piatti semplici, da poter consumare se necessario in poco tempo, anche vegetariani e vegani, oltre alle nuove interpretazioni di classici della gastronomia italiana o le incursioni di ricette etniche. I dolci sono fatti in casa, la scelta di vini provenienti da piccoli produttori regionali. Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di superare l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano per ricostruire accessi ai diritti di cittadinanza di persone con problemi di salute mentale.
Indirizzo: Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano
Website: https://www.olinda.org
Una sala relativamente piccola e una sotto, scendendo una scala di una decina di gradini massimo. Arredamento accogliente, predomina il legno scuro nei tavoli, i portabottiglie sparsi per il locale, cassettiere e credenze: la parola “tradizione” è la prima che salta in mente entrando da “Non solo lesso”, in via Redi angolo via Jan. Fuori folle di persone si rincorrono tra le vetrine di Buenos Aires, qui, nelle corte vie appena dietro il corso, si respira subito un clima accogliente e rilassato. Breker, il proprietario, viene dalle terre percorse dal fiume Brenta, in Veneto: una vera e propria oasi con paesaggi incantevoli, sia naturalmente che per la ricchezza di ville storiche, monasteri, chiese. Ecco che, nel suo ristorante, la cucina rispecchia tutte queste caratteristiche: una cucina verace, di ingredienti genuini e ricette di tradizione “che si trovano un po’ in tutto il nord Italia” dice Beker. Ecco quindi trionfare il lesso (o bollito, 26 euro per testina, lingua, guancia, coda, cappello di prete, biancostato, geretto, cotechino, gallina serviti con salsa verde, mostarda, rafano, senape), che dà il titolo al ristorante, ma anche da provare il brasato, cotto per più di 3 ore, con la puree (ottima, 20 euro). Se i secondi trionfano (spezzatino, polpettone, cinghiale, straccetti ad esempio, sui 18, più cotoletta o ossobuco alla milanese 26 e 25 euro), da provare, tra i primi, la crema di zucca, 10 euro, i ravioli valtellinesi o le caramelle alla piacentina, 13.
Indirizzo: via Redi angolo via Jan
Telefono: 0236533440
Website: http://www.nonsololesso.it/
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
Website: https://littleitalymilano.com/
Una sala abbastanza piccola a pochi minuti dal Teatro Elfo Puccini. Si trova in Galleria Buenos Aires 14, ma da un lato si affaccia su strada con ampie vetrate. Un gruppo di giovani camerieri, ragazze e ragazzi, simpatici. Tanti clienti cinesi, segno che la cucina è autenticamente asiatica. Infatti il Ristorante Batong è un unicum tra i locali che propongono piatti orientali a Milano: il menù qui è di piatti provenienti dallo Yunnan, regione nell’estremo sud ovest della Cina. Confina con Vietnam, Laos, Birmania e Tibet: ecco perchè si possono gustare qui ricette innovative oltre ai classici involtini primavera o ravioli al vapore (pur presenti). Imperdibili ad esempio gli spaghetti di riso in brodo piccante con carne di maiale macinata (10 euro). Molti sono i piatti con carne, meno di pesce e c’è anche una scelta di ricette vegetariane.
Chiuso al mercoledì
Indirizzo: Galleria Buenos Aires 14
Telefono: 022043712
E-mail: ristorante.batong@gmail.com
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