"Arrivato a questo punto”
Gioele Dix torna al Parenti con un testo memoir

Recensioni

Mentre le 150 marionette in scena si muovono, entrano e escono di scena, interagiscono tra loro o remano una barca, lavorano una miniera, guidano un’auto, ecco mentre tutto ciò accade si immagina la perfezione, la sincronia, l’abilità con cui i marionettisti devono saper muovere i fili invisibili che sorreggono e guidano i personaggi e le varie parti sceniche. Non per niente in piedi sulla pedana coperta dalla scenografia e svelata solo alla fine, a muovere le marionette è la Storica Compagnia Marionettistica Carlo Colla e Figli, attiva a Milano e tutta l’Italia del Nord dal 1800, e al Teatro Gerolamo a Milano in particolare dal 1911 (fino alla sua chiusura, 1957).
Ecco perché non stupisce che quella in scena al Piccolo Teatro Grassi fino al 26 giugno (dal 17), sia l’800esima replica di Excelsior, il Gran Ballo Storico in due tempi e (ben) 12 quadri e 11 cambi di scena, spettacolo di Luigi Manzotti con musiche di Romualdo Marenco che fu rappresentato per la prima volta, con ballerini umani, al Teatro alla Scala nel 1881.

Secondo la consuetudine del tempo dopo un po’ il titolo passò alle marionette: prima, l’8 marzo 1884, per opera della compagnia di Luciano e Rinaldo Zane, e nel 1895 alla Carlo Colla & Figli, che scelse il titolo Civiltà e Progresso. Con il nome definitivo di Excelsior lo spettacolo approda al Teatro Gerolamo nei primi del 1900: in quegli anni il Gran Ballo scaligero cominciava a vedersi meno, divenendo nel tempo uno spettacolo solo del teatro delle marionette e, più particolarmente, della Compagnia Carlo Colla & Figli che ha continuato a riproporlo fino a oggi. Nel 2025 Eugenio Monti Colla elaborò una nuova edizione dell’Excelsior, che comunque utilizza le stesse scene storiche di Achille Lualdi e Ugo Bellio, restaurate e integrate da Franco Citterio. I mille costumi sono disegnati da Alfredo Edel, Luigi Bartezago e Caramba, e realizzati dalla Sartoria della Compagnia, come sempre (l’archivio della Compagnia Carlo Colla, di marionette scenografie e costumi, è immenso e rappresenta un vero patrimonio culturale per la città di Milano). E già solo per questo lo spettacolo è una rarità e un onore potervi assistere.
Il titolo Civiltà e progresso che fu adottato dai Colla prima di tornare a Excelsior non è casuale: in 5 quadri, e altrettante scenografie diverse, lo spettacolo racconta dove stava arrivando il progresso tecnologico e scientifico di allora, con entusiasmo, ma anche con un occhio critico e consapevole verso l’umanità e il rischio che, davanti alle nuove opportunità, prevalgano egoismi e desiderio di sottomettere gli altri. Ecco che quindi vengono illustrate tutte le nuove scoperte scientifiche del tempo: mongolfiera, treni, elettricità, miniere, fino al Canale di Suez. Ogni scoperta viene annunciata e presentata come una conquista per l’umanità, anche se vicino alla dea fortuna, o l’angelo positivo, è anche sempre presente un spirito negativo: la coscienza buona fa progredire l’uomo, quella cattiva porta a litigare, a temere le novità. Quella buona cerca armonia, collaborazione, capacità di unirsi per costruire il futuro insieme.
L’attualità di questo spettacolo è al di sopra di ogni dubbio: l’uomo nei secoli non cambia, e la situazione storica attuale, con il conflitto nello stretto di Hormuz, quello in Ucraina e il ruolo ancora da delineare dell’intelligenza artificiale, sono solo i primi paralleli che immediatamente appaiono alla mente.
Il tutto declinato attraverso la profondità e la delicatezza del linguaggio marionettistico, che sa parlare ai suoi spettatori di ogni età (presenti anche molti bambini) di argomenti complessi come appunto l’evoluzione umana e le modalità combattute del suo progresso, anche con ironia e romanticismo. E sempre in una scenografia, costumi e marionette realizzate tutta a mano e ad arte.
Durata: un’ora e 20 minuti compreso intervallo
Indirizzo: Piccolo Teatro Grassi, via Rovello 2, Milano
Info: www.piccoloteatro.org – Telefono: 02-21126116
Orari:
Biglietti:
A partire da 17 euro
Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).
Indirizzo: via Rovello 10
Telefono: 0286462709
Website: https://ristoranteandry.com/
E-mail: andryrestaurant@gmail.com
Milano può sorprendere: uscendo dal Piccolo Teatro Grassi, via Rovello, a pochi metri da Via Dante, pieno centro, decido di provare finalmente uno dei ristoranti della stessa strada del Teatro. Devo essere sincera: non mi ci ero mai mai addentrata perchè intimorita dall’idea del prezzo. E il Real One, al 3 di via Rovello, il primo che ho scelto di provare, da fuori è elegante: ampie vetrate, ampi e tavoli ben distanziati, luce soffusa. Scopro che è indiano, “quello vero, The RealOne, per questo si chiama così”, mi dice subito il giovane proprietario. Col fratello sono arrivati in Italia dal Panjab, al Nord dell’India, e hanno comprato un appezzamento di 90 ettari vicino alla zona di Pordenone. Coltivano ortaggi: 7 mesi fa si sono decisi ad aprire un ristorante indiano, vicino al Duomo. “Siamo aperti 7 giorni su 7, dalle 11 alle 23 -risponde il fratello maggiore-. Prima di aprire ho lavorato al Mandarin e al Bulgari: i ristoranti indiani a Milano sono spesso gestiti in maniera generica, io invece voglio essere autentico nel portare qui la mia tradizione”. La clientela è per la maggior parte indiana, buon segno. L’arredamento è nel complesso elegante, ma non manca di piccole imperfezioni che lo rendono più simpatico e autentico. Ho provato un antipasto indiano, riso al cocco, una crema di melanzane affumicata e lenticchie gialle in salsa piccante e cumino, due bicchieri di vino per 69 euro. Da tornare.
Indirizzo: via rovello 3
Telefono: 028652235
Website: https://www.realoneristoranteindiano.it/
E-mail: realoneristoranteindiano@gmail.com
Situato nel Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro in via Rovello, è più di un locale di ristorazione: è infatti assorbito pienamente dalla vita (e gli orari) del teatro. Dal servizio di buffet quando si svolgono le conferenze stampa di mattina in settimana, alle cene dopoteatreo (su prenotazione), passando per gli aperitivi per il pubblico come per avventori esclusivamente lì per respirare l’atmosfera. Insomma, il Piccolo Cafè&Restaurant Milano è quasi un palcoscenico già lui stesso: tavolini nel chiostro e dentro, dietro alle vetrate che lo circondano, per offrire piatti semplici a prezzi ragionevoli (abbiamo provato un risotto zola e noci, biscotti e due bicchieri di vino rosso a 27 euro). Certo, non aspettatevi piatti dal sapore indimenticabile: aperto tutto il giorno, si tratta di una cucina non troppo saporita e veloce, realizzata più per offrire un servizio e permettere di passare momenti di relax durante il giorno e prima o dopo lo spettacolo. Oraari: lunedì, 11.30-20. Martedì-sabato: 11.30-23. Domenica: 11.30-20
Indirizzo: via Rovello 2
Telefono: 0272333505
Website: https://www.piccolocaferestaurant.it/
E-mail: mail@piccolocaferestaurant.it
Gioele Dix torna al Parenti con un testo memoir

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