"Arrivato a questo punto”
Gioele Dix torna al Parenti con un testo memoir

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Nato a Sesana, all’epoca provincia di Trieste, oggi territorio Sloveno, nel 1924, è morto in Sicilia, a Trappeto, nel 1997. Il padre era un ferroviere di Rovato (Bs), la madre una donna slovena: sarà anche perché figlio di un ferroviere, ma la vita di Danilo Dolci non ebbe mai un punto geografico fisso (studia in Lombardia, conseguendo nel 1943 il diploma presso un Istituto tecnico per geometri e nello stesso anno la maturità artistica a Brera). Il fascismo gli sta stretto, Durante gli anni del regime sviluppa presto una decisa avversione e nel 1943 rifiuta la divisa della Repubblica Sociale Italiana, tenta di attraversare la linea del fronte, ma viene arrestato a Genova. Terminata la guerra studia Architettura alla Facoltà della Sapienza di Roma. Torna poi a Milano, dove insegna in una scuola serale di Sesto San Giovanni. Prosegue gli studi di Architettura al Politecnico di Milano, ma nel 1950, poco prima di discutere la tesi, decide di lasciare tutto per aderire all’esperienza di Nomadelfia – comunità animata da don Zeno Saltini – a Fossoli (frazione di Carpi): il don aveva riunito tutti i bambini rimasti orfani durante la guerra e gli adulti, donne e uomini, che decidevano di aderire alla comunità. “Un posto dove la fraternità è legge”.
Il suo desiderio, spinta, di impegno verso il prossimo comincia a definirsi sempre più chiaramente nell’assenza di limiti e confini a cui Danilo Dolci vi si dedica: si trasferisce in Sicilia. Intraprende uno sciopero della fame quando scopre che un bimbo sta morendo per malnutrizione: si sdraia accanto al suo letto e non tocca più cibo. Dopo alcuni giorni i giornalisti prima e le autorità poi si accorgono di lui: s’impegnano nella costruzione di una rete fognaria. Nel 56, sempre in Sicilia, porta un gruppo di operai disoccupati a lavorare un tratto di strada come forma di protesta contro la disoccupazione: è il suo sciopero alla rovescia.

Chi andrà a vedere lo spettacolo Danilo Dolci-la domanda che non si spegne, fino al 28 giugno, da 16, al Teatro Franco Parenti, capirà ancora più direttamente e da vicino la figura di Danilo Dolci grazie al reading (“ma io odio i reading”) di Fausto Cabra con l’accompagnamento musicale di Mimosa Campironi e la consulenza artistica di Lorenzo Vitalone, in una produzione Teatro Franco Parenti. L’attore, bresciano, classe 1979, diplomato al Piccolo Teatro, ha deciso di dedicare uno spettacolo alla figura di Dolci, persona che ha dedicato tutta la vita agli altri, agendo in modo concreto e fattuale, mai solo teorico. vita. Ogni suo risultato è partito dal suo personale sforzo: dalla prima radio italiana indipendente, Radio Partinico Libera, aperta in Sicilia nel 1970. Inizia le sue trasmissioni lanciando un appello: a più di due anni dal tremendo sisma che aveva devastato la Sicilia occidentale non erano ancora iniziati i lavori di ripristino, e la gente viveva nelle baracche.
Nella recitazione chiara e partecipe di Cabra arriva al pubblico tutta la straordinarietà di questa singola persona, che a partire da se stessa e con il suo esempio ha inciso profondamente nella Sicilia e l’Italia di quel tempo. Spettacolo che parte dalle parole che Dolci stesso scriveva, poesie e pensieri: si entra direttamente nella sua intimità più coraggiosa e dedita al prossimo, che nulla ha di nascosto o timoroso. Una lettura di pensieri formulati e scritti da Dolci, ma non solo: i testi che Cabra riporta vengono anche proiettati, nella loro versione originale stampata, e condivisi con il pubblico. Esistono dei movimenti scenici sul palco, e l’accompagnamento musicale, vocale e sonoro della Campironi crea un’atmosfera ancora più sospesa e originale in cui far emergere le parole e i concetti che Dolci regalava agli altri con la sua stessa. “Questo spettacolo nasce dalla mia ignoranza -spiega Cabra-, non sapevo chi fosse Dolci”. Lo ha scoperto per caso, ne è rimasto profondamente colpito e ha deciso di raccontare questa personalità luminosa in uno spettacolo. “Può essere d’esempio per molti giovani”.
Durata: 1 ora e 30 minuti
Indirizzo: Teatro Franco Parenti, via Pierlombardo 14, Milano.
Info: Email: biglietteria@teatrofrancoparenti.it- Telefono: 02- 59995206 – Website: www.teatrofrancoparenti.it
Orari:
Bilgietti:
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