Un capolavoro di irrealtà per raccontare la vita

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Recensioni

Pubblicato Novembre 29, 2023

Federica Fracassi in Agota Kristof, credit @masiarpasquali
Federica Fracassi in Agota credit @masiarpasquali

Al Piccolo Teatro studio la nuova produzione dello stabile milanese su proposta di Federica Fracassi: il testo di Ágota Kristóf immerge in due fiabe nere che arrivano al pubbico per la bravura degli attori e la precisione della macchina scenica

Non è da tutti poter lanciare un’idea al Piccolo Teatro e sperare che venga accolta. Federica Fracassi, classe 1971, Premio Enriquez, Premio Hystrio, Premio Ubu, Premio Eleonora Duse e molti altri (Milanoateatro l’ha intervistata qui: https://milanoateatro.it/interviste/a-teatro-non-manca-il-pubblico-non-ce-critica-e-quindi-dibattito/), lei può: “sono molto emozionata, è uno spettacolo che sento un po’ come un figlio: meno, quasi, come attrice, e più come idea, desiderio che è stato colto da altre persone” ha detto a Milanoateatro il giorno della presentazione alla stampa dello spettacolo.

La nuova produzione del Piccolo infatti è “Trilogia della città di K- Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna”, progetto della Fracassi con Fanni&Alexander, in scena al Teatro Studio fino al 21 dicembre, dal romanzo di Ágota Kristóf (1935-2011), scrittrice ungherese naturalizzata svizzera. Le tre fiabe nere, dallo sfondo angosciante, sono state scritte tra il 1986 e il 1991, adattate e rese drammaturgie da Chiara Lagan per la regia di Luigi de Angelis. In scena la Fracassi nei panni della scrittrice ungherese, con Andrea Argentieri, Consuelo Battiston, Alessandro Berti, Lorenzo Gleijeses e la partecipazione in video di Fausto Cabra, Anna Coppola, Alfonso De Vreese, Giovanna Franzoni, Marta Malvestiti, Mauro Milone, Renato Sarti. In voce Chandra Candiani, Renzo Martinelli, Woody Neri.

Assistere a questo spettacolo significa, anzitutto, abbandonarsi a ciò che viene in scena. La trama è complessa, ma infondo non è fondamentale averne presente ogni sfumatura. Nella scenografia, sempre di Luigi De Angelis, è già ben espresso l’andamento della vicenda: a scatti, tra il reale e l’immaginario, con richiami ai crudeli avvenimenti di guerra e il tentativo di fuggire nella fantasia. Un pianoforte infondo allo spazio scenico: a inizio spettacolo suona da solo. Si muovono i tasti senza un pianista. Dall’alto pendono degli schermi, come dei parallelepipedi che raccontano attraverso i video storie ulteriori e connesse con la scena. Che storie? Quelle narrate dalla Kristóf, in scena anche come autrice interpretata dalla Fracassi: la sua scrivania è ben visibile, lei inizia a raccontare la sua fiaba. Con un accento perfettamente slavo, senza titubanze eppure con una tristezza mai superata, la Fracassi-Kristof parla di due gemelli. Da bambini sono stati affidati dalla madre alla nonna, che loro non conoscevano. Siamo in tempo di guerra, la vita dei bambini si dipinge piano piano attraverso i video e in scena tra la severità dell’anziana e la caparbietà e capacità di adattamento dei due, che alla fine riescono a farsi amare.

credit @MasiarPasquali
credit @MasiarPasquali

Come spettatori assistiamo credendo di aver trovato il senso dello spettacolo, anche in questa particolare scenografia tra personaggi viventi e presenze in video che pure sono parte integrante del testo. Invece il ritmo si interrompe: la madre torna, con un’altra bebè in fasce. Ma una bomba le uccide quando ancora le due sono in giardino: un altro trauma. E’ troppo: da questo momento il racconto si popola di presenze, di bambini reali ma fantocci, di vite che cercano una salvezza e la trovano sacrificando le esistenze di altri, di stabilità e luoghi conosciuti che diventano indispensabili, di certezze trovate a discapito della gioia altrui.

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credit®MasiarPasquali

Per uno spettacolo che è una grande prova attoriale, ma anche di trucco (i visi degli attori sono modellati rendendoli vagamente irreali), di costumi e di luci: rende credibile il surreale, che infondo è il grande potere del teatro. Rappresentare l’essenza e la profondità dei significati della vita senza essere per forza realisti.

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Bar del Teatro Studio

    Esiste in teatro un piccolo bar che offre principalmente caffè e bevande. si può fare un aperitivo tranquillo senza pretese.

    Indirizzo: Via Rivoli, 6, 20121 Milano

  • Bistrot Degustazione alla Casa degli Artisti

    Ospitalità perfetta al Bistrot “Degustazione” nella Casa degli Artisti: arriviamo tardi, senza prenotazione e a cucina quasi chiusa, ma si dimostrano comunque disponibili ad accoglierci. Prendiamo una buona tartar con un bicchiere di vino. Il locale è ampio, spazioso, con una parte in esterno. Esiste anche una terrazza dove si può mangiare, e il servizio è cortese, l’ambiente abbastanza famigliare, di persone che conoscono già il posto. Del resto il locale nasce in una struttura storica per Milano quale la Casa degli artisti, fondata nel 1908 come residenza per pittori e scultori e sovvenzionata dalla famiglia Bogani, mecenati milanesi. E’ poi diventata una casa occupata dagli anni ’70-’90 fino al restauro, voluto dal Comune e conclusosi nel fatidico febbraio2020. A causa del Covid 19 ha dovuto immediatamente richiudere: oggi per tutti, non solo per artisti, la Casa è un luogo d’incontro, e anche il Bistrot fa la sua parte per rendere la struttura accogliente sotto ogni punto di vista. La gestione è affidata a Future Fond, “affezionati al futuro”, impresa fondata da Lorenzo Castellini che “sviluppa progetti e reti in ottica di rigenerazione urbana”, in cui la campagna entra in città. Infatti, affacciato sul giardino pubblico Pippa Bacca, lo spazio “Degustazione” si distingue per il vivaio di erbe spontanee, aromatiche e officinali da ammirare e gustare sul posto. I tavoli all’aperto, sempre del Bistrot, valorizzano il fatto che la Casa degli Artisti sia un luogo di connessioni per tutti. Info. www.casadegliartisti.net, per prenotazioni via WhatsApp: 3427992990

    Indirizzo: Corso Garibaldi 89/A o con ingresso da via Tommaso da Cazzaniga

    Telefono: 3427992990

    Website: https://degustazione.org

  • Dumpling Mywei

    Perfetto se cercate un posto poco dispendioso, allegro, semplice ma curato nei dettagli (ad esempio è quasi perfettamente accessibile). Locale quindi piccolo ma completo, si trova davvero a pochi metri dalle gradinate che portano al Teatro Strehler. Prima, 8 anni fa, qui c’era solo un bar, gestione cinese. Da due anni e mezzo la stessa famiglia ha convertito la sala in una piccola ravioleria cinese — o dumpling bar, per dirla all’Inglese. Il nome fonde il termine cinese Meiwèi — il cui significato è “delizioso” — con l’espressione inglese My way, a modo mio. Un luogo gestito e frequentato da giovani, per gustare, prima o dopo spettacolo, ravioli cinesi freschi preparati secondo l’antica tradizione, ma ogni volta sempre diversi. Aperti tutti i giorni dalle 11:30 alle 15:30 e dalle 18:00 alle 23:30.

    Indirizzo: Via Rivoli, 2, 20121 Milano

    Telefono: 3737538973

    Website: https://www.myweibar.it/

  • La Libera

    Nel 1979 Italo Manca, ex marinaio di lungo corso, sempre elegante con i suoi grandi baffi, sigaro cubano Curchill e completi di stile ingleseapre (allora con il proprietario della Trattoria Vittoria) “La Libera”, una birraria con cucina, ossia una trattoria dove gustare piatti prevalentemente a base di birra, accompagnati dalle migliori birre del nord europa. Ancora oggi è possibile trovare in alcuni momenti in menu lo storico risotto alla birra, Il LiberatoIl menù propone specialitá regionali lombarde a base di carne e di pesce. Italo Manca è ancora proprietario della Libera, oggi con Gino Narducci.

    Indirizzo: Via Palermo, 21, 20121 Milano

    Telefono: 028053603

    Website: https://lalibera.it/it/menu/

  • Pandenus Bistrot

    Chissà se Ramazzotti ci è andato da quando il suo ex Resentin, il locale in via Mercato 24, è stato rilevato nel 2018 dalla società Hotel Pandenus, controllata a sua volta dalla holding Bretzel proprietaria del marchio fondato da Filippo Lecardane. Il Resentin aveva chiuso nel 2014, ma Ramazzotti era rimasto proprietario dei muri cedendo l’attività a Crocetta, il locale (di un suo amico) noto in città per i suoi veramente ottimi panini in corso di Porta Romana 67. Da quando la gestione è della catena che attualmente ha locali anche in Gae Aulenti, Melzi d’Eril, Largo La Foppa, piazza Vetra, corso Concordia e via Tadino, chiaramente ha perso un po’ dell’autenticità e del sapore del rapporto vero tra cliente e gestore. Si tratta più di un’amministrazione tecnica che sta molto, molto, troppo (?) attenta alle entrate più che a cercare una affiliazione con chi si reca nel locale. Al punto che, quando ci siamo andati, abbiamo perso ben due volte tempo a dimostrare che il gruppo non aveva intenzione di truffare il ristorante senza pagare alcune quote. Con foto e scannerizzazioni di scontrini, risalendo anche ad errori del locale (che una volta aveva stampato un prezzo superiore a quello effettivamente consumato) abbiamo dovuto dimostrare la nostra onestà di clienti. E  perdipiu’ il controllo interno della sicurezza è totalmente assente: la seconda delle due sere in cui siamo andati al Pandenus di via Mercato una signora del nostro gruppo ha subito il furto della sua borsa. La gestione non ha dimostrato alcun interesse nell’aiutarla nella ricerca, ne’ si è assunta la minima responsabilità dell’accaduto. Come se il furto non fosse avvenuto nel loro locale.  Ovviamente, data la sfiducia dimostrata verso di noi come ladri e, paradossalmente, il furto subito proprio da una persona del nostro gruppo, non torneremo mai più. Peccato, perché la cucina, che in via Mercato ha come chef Enrico Bartolini, propone buoni piatti di ricette tradizionali italiane. Compresa la pizza, il risotto giallo e pastasciutta di vario tipo. A prezzi che, tra l’altro, sono perfettamente nella norma per un locale del centro. Non viene neanche in mente di alzarsi senza pagare!

    Indirizzo: via Mercato 24

    Telefono: 028693391

    Email: mercato@pandenus.it

    Website: https://www.pandenus.it/it/store/pandenus-via-mercato-24/

  • Rovello18

    E’ un locale che sfrutta il fatto che arrivino in prevalenza turisti stranieri. Noi, tutti milanesi o comunque abitanti a Milano, eravamo in quattordici per un pre-teatro (è molto vicino allo Strehler): abbiamo prenotato specificando che avremmo scelto antipasti o primi leggeri. Non abbiamo pagato alla romana: ho speso 20 euro per una ridicola porzione di minestrone freddo e due bicchieri di bianco. Allora: servizio veloce, cucina più che mediocre e soprattutto imbroglioni. Assurdo il prezzo pagato rispetto al piatto scelto e soprattutto alla irrisoria quantità che mi hanno servito (il corrispondente di un bicchier d’acqua pieno). La zona di Brera-Garibaldi è sempre più sgradevole per chi abita in città, troppo turistica.

    Indirizzo: via Tivoli 2

    Telefono: 0272093709

    Email: rovello18@gmail.com

    Website: https://www.rovello18.it/

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