Quella di Francesco Brandi, classe 1982, diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma, è un’ironia totale, una chiave di lettura del mondo intero. Per il grande schermo ha già lavorato con Pupi Avati, Paolo Virzì, Nanni Moretti, Fabio De Luigi, e per la tv varie miniserie Rai. In teatro è stato diretto da Adrée Ruth Shammah e da suo figlio (bravo regista) Raphael Tobia Voguel, o da lui stesso. Come da domani, 21 maggio, fino al 25 maggio, che sarà in scena al Teatro Oscar con Questo mondo e quell’altro, sua drammaturgia di 3 anni fa, una produzione Teatro degli Incamminati. All’Oscar lo spettacolo è recitato per la prima volta con Ippolita Baldini, stessa età, milanese, diplomata alla AccademiaSilvio D’Amico, anche per lei una carriera tra cinema (Benvenuti al Nord con Claudio Bisio e Alessandro Siani), teatro (ha scritto con Emanuele Aldrovandi il one-man -girl- show Mia mamma è una Marchesa, e con Simone Toni, anche regista, ha scritto V’Angelo), da anni è sul palco di Zelig, in televisione è su ZeligTv, Colorado su Mediaset, e Only Fun sul Nove.
Milanoateatro ha visto lo spettacolo prima della Prima, e in scena Brandi (Giacomo il nome del personaggio) mantiene la sua caratteristica attoriale che abbiamo ritrovato ad esempio nel suo spettacolo Per strada, ovvero di essere protagonista sentendosi fuori luogo: il personaggio è un irrequieto, insicuro, debole uomo che, nel giorno del suo quarantesimo compleanno si ritrova a casa, da solo. Entra in campo, a sorpresa, il suo peluche, un orso, Bobby, la Baldini, che ha sin da quando è bambino: parla assume sembianze femminili. Conosce tutto di lui, abitudini, amori, debolezze. E’ una specie di Angelo Custode, mandato sulla Terra da un Aldilà però altrettanto umanizzato, impacciato. Un Paradiso che funziona, ma ogni traguardo è da raggiungere su paradigmi terrestri anche per Angeli e Santi. Bobby deve, nella comprensione delle difficoltà protagonista, cercare di fargli capire il vero senso della Vita, da ritrovare anche in tante debolezze. L’insicurezza Giacomo, che di lavoro è direttore di un ufficio postale, è palese seppur lui sia barricato dietro alle sue abitudini e semplicità apparente.
Tra citazioni di Trenitalia, oltre a Poste, nella ricerca continua di salvagenti e angoli rotondi, Giacomo si deve scontrare con il fatto che “la banalità di tutti non è banale mai”, e qualcosa, che poi si scoprirà, lo flagella. Uno spettacolo che con ironia tratta temi di morte e vita, realtà terrena e surreale. La figura della Baldini, seppur di una celestialità imperfetta, è salvifica e proficua, mostra a Giacomo che “tu sei vivo, i giochi per te sono ancora aperti”.
Ma quanto entrambi i protagonisti credono in questa massima? “Bisogna mettersi alla guida della propria vita” dice Brandi. Che poi, però, precisa: “La teoria di base è che siamo tutti autobus con a scritta ‘Al deposito’ ”. Allora qual è la verità? e che senso ha l’arte? “io scrivo i miei spettacoli perché ho qualcosa da dire -spiega ancora Brandi, questa è la sua sesta drammaturgia-, come Ippolita: con le nostre differenze descriviamo quasi la stessa disperazione”.
Eppure in scena si ride, “questo testo è anche un happening, una follia, una serata di cabaret” dice ancora Brandi. Per una comicità che vuole smascherare la debolezza, reale, dei quarantenni 2.0, in modo dinamico e divertente, ma senza lasciare speranza.
DURATA: un’ora
Teatro Oscar, via Lattanzio 58
INFO: www.oscar-desidera.it, tel. 334-8541004
ORARI: mercoledì 21 maggio 2025, ore 20.30, giovedì 22 maggio 2025, ore 20.30, venerdì 23 maggio 2025, ore 20.30, sabato 24 maggio 2025, ore 20.30, domenica 25 maggio 2025, ore 16.00
BIGLIETTI: intero, 22,00 € / under 30 e over 65, 16 euro/ università, scuole di teatro, Desidrera Card (acquistabile solo in cassa), 10 euro
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Antidoto Bistrot- Lucanda di una giapponese
A catturare la mia attenzione è stato il nome: “Antidoto Bistrot, Lucanda di una giapponese”. Arrivata in via Ennio 6, a cinque minuti a piedi dal Teatro Oscar, zona Fondazione Prada, ho presto capito che non mi ero sbagliata: il locale si è rivelato tradizionale e innovativo, un po’ come invita a pensare il nome. E così si chiama Antidoto perché si propone come appunto un antidoto allo stress della città, Lucanda di una giapponese “per unire le nostre due metà”, ovvero quella di Luca e Kinu, romagnolo lui, giapponese lei: “ci siamo conosciuti lavorando insieme nella ristorazione -racconta Luca-. Poi abbiamo deciso di aprire il nostro locale”. Che è un semplice e raffinato giardino d’inverno, riscaldato anche con stufe a vista. Quando la stagione è fredda il tetto è ovviamente chiuso, “in estate apriamo tutto si vedono le bellissime terrazze che si affacciano qui”. La specialità sono i rolls, ottimi: “abbiamo tagliato molte ricette perché in cucina c’è Kinu, e questo per i giapponesi è uno scandalo: le donne in Giappone non possono cucinare”. Del resto il motto del locale è “un battito d’ali può diventare tempesta”, un invito a osare nella vita. La cantina è ricca di vini, ma si trova anche birra. Il locale è frequentato anche da giapponesi, e da gente della moda. Prezzi medio alti, ma per il servizio offerto è un prezzo più che onesto. Si può fare anche solo aperitivo. Info. info@antidotobistrot.it
MCB
Indirizzo: Via Ennio 6 Telefono: 3349891385 E-mail: info@antidotobistrot.it
Tra moules o pommes frites per respirare Le Vent du Nord
Non c’è bisogno so spingersi fino in Bruxelles per trovare una tipica brasserie belga che serve piatti autentici del Paese: ottime le mules (cozze) chr vengono portate al tavolo dirrttamente nella loro pentola di cottura e accompagnate dalle ferites, patatine croccanti e accompagnate da salse varie. Il tutto innaffiato dalle birre artigianali delle Ardenne. Si spende su 35 euro per un piatto, un contorno e una birra.
Indirizzo: Via Sannio 18, 20137, Milano Telefono: 0255189027 E-mail: mbox@leventdunord.it
Upcycle
Esterno del locale Upcycle, credit @MartaCalcagno
Sempre aperto. Questa la prima caratteristica. Non è solo un ristorante, l’Upcycle, in via Ampere 59. Di giorno, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, è uno spazio per leggere, lavorare, soprattutto per studiare. E poi è un bike-caffè, ovvero uno spazio dedicato agli appassionati di bicicletta. Qui ci si trova, si organizzano gite, riunioni di ciclisti: “a Milano non ce n’erano -racconta con gentilezza e sprint Annemieke, olandese, che arriva in Italia nel 2013 per amore, si sposa e qui si stabilisce. Nello stesso anno apre il locale, che porta avanti una filosofia-. E poi qui si fa “upcycling”, ovvero quel processo di conversione di materiale di scarto o prodotti apparentemente inservibili in nuovi materiali o prodotti di migliore qualità”. E allora si inizia a notare che il lungo tavolo in mezzo al locale è realizzato con vecchie assi da cantiere e tubi idraulici. In tutto il locale si trovano biciclette riconfigurate ad arredo. Lo stesso immobile era un garage, e lo si capisce dalla salita tipica in cemento che dalla strada porta nel locale, ora arredata con ruote di bici sul muro e con la presenza anche di tavoli sull’altro lato. In cucina i prodotti sono tutti freschi e di stagione, per un menù molto ampio perché copre tutti e tre i pasti. La sera e a pranzo si possono assaggiare quiche, zuppe e creme, baccalà, aringa e salmone. O arrosti e spezzatini, oltre all’originale hamburger Upcycle. Nel complesso è una cucina molto leggera, che passa dai mini piatti (tartare di pesce del giorno, 13 euro. Polpette vegane, 9 euo. Pollo in sala curry e cocco, 11 euro), a “I completi”, sorta di piatto unico (bowl di formaggio di capra, con couscous olive nere e mandorle tostate, 15 euro. O melanzana arrosto, 13 euro. O l’Upcycle Burgher, d fassona e ben condito, 16 euro, e latro). Il tutto è cucinato con prodotti di stagione, dalla colazione al brunch, dal pranzo alla cena. In qualunque momento della giornata si possono gustare caffè e the da accompagnare con biscotti e torte fatte in casa, bere vino, birra e pastis artigianale. L’acqua è alla spina, gratis, anche in modalità self sempre disponibile per chi è lì durante il giorno a studiare: “tranne nel weekend -conclude Annemieke-: sabato e domenica siamo aperti, ma lo spazio è dedicato allo svago”.
Indirizzo: via Ampère, 59 Telefono: 0283428268 Website: https://upcyclecafe.it/ E-mail: info@upcyclecafe.com
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Marta Calcagno Baldini
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