Pirandello sta a Silvio Orlando come Nino Marino e Nino Manfredi a Pino Insinna: il XIX secolo in teatro a Milano
Attori molto diversi tra loro, in scena in questi giorni al Piccolo e al Manzoni, sanno interpretare due momenti del Novecento

Recensioni

Torna al Teatro Franco Parenti, a distanza di quasi un anno, lo spettacolo Come nei giorni migliori, scritto da Diego Pleuteri, ormai non più una giovane promessa del teatro contemporaneo (visto che negli ultimi anni è già entrato nella terna delle nominations del Premio Ubu ed è attualmente il direttore artistico del Teatro Stabile di Torino sezione junior ) ma un autore seguito oltre il piccolo culto delle scene sperimentali ( è proprio di questi giorni il debutto a Torino del suo terzo lavoro Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti).
Il pubblico viene da subito portato a entrare nella storia. Lo scambio dei dialoghi dei due protagonisti, che non avranno mai un nome, se non i nomignoli affettuosi di Jessica Fletcher e Billy Elliot, è accompagnato da una fisicità molto accesa, con cui i due si mostrano emotivamente l’uno all’altro, dalla nascita della loro storia d’amore, alla fase successiva dell’assestamento in cui i desideri diventano più complessi e esistenziali, in cui si comincia a litigare e a entrare in una routine di cose banali, che possono essere sia molto rassicuranti che angoscianti. Si segue la storia dei due in momenti anche esilaranti, come il pranzo di Natale dai suoceri e la nascita dei due gemellini di una sorella, si arriva anche alla comicità amara dei litigi nel modo con i due ragazzi evitano di dirsi la verità circa le loro aspettative.
Ogni scena è accavallata all’altra in un’anticipazione della situazione fatta di musiche e di cambi d’abito, un editing molto usato nel cinema e nelle serie in cui la scena successiva è già annunciata dalla colonna sonora. Meraviglie della tecnica teatrale senza effetti speciali, che qui trova la sua forza in due giovani attori molto bravi, Alessandro Bandini e Alfonso De Vreese, e nella regia dal ritmo incalzante di Leonardo Lidi ( suo l’ultimo capitolo della Trilogia di Čechov, Il giardino dei ciliegi debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto).
Tra il vivere la vita di coppia come “una saggia scelta di sopravvivenza” o un angolo chiuso in cui le ambizioni si fermano, c’è poi Milano, una città che si vede tra Gucci e la Pinacoteca di Brera, dove uno due due lavora come sorvegliante (evviva si vedono attori con lavori veri), dove si parla di alcuni consumi feticcio come il Panbauletto o come le serate al karaoke.
La realtà è dunque sempre presente, ricercata nella sua autenticità, attraversata da temi universali che si smarcano subito dal rischio che lo spettacolo possa essere impagliato in un genere, tantomeno ricondotto strettamente alla connotazione queer: si tratta “solo” della formazione di una coppia, faticosa e vitale, che non esclude nessuno, ne siamo tutti coinvolti, al punto che viene da parteggiare per l’uno o per l’altro, identificarsi o riconoscersi.
Durata: 100 minuti
Indirizzo: Teatro , corso .
Info: Email – Telefono – Website
Orari:
Bilgietti:
Prima dello spettacolo offre aperitivo alla carta, servizio bar e cena placé. Dopo è possibile cenare o bere un cocktail (il menù offre piatti classici come Spaghetti di Gragnano, pomodori del Piennolo e basilico, 12 euro, o Risotto alla milanese con gremolada essicata, 14 euro, cotoletta ala milanese, 24 euro, fritto di calamari e fiori di zucca, 16 euro).
Indirizzo: Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono: 393440101739
E-mail: prenotazioni@gudmilano.com
Si tratta di una piccola enoteca con cucina dotata anche di uno spazio esterno. In un ambiente intimo e curato si può trovare una buona scelta di vini e di piatto. Da l’antipasto di Acciughe del Mar Cantabrico, pane tostato e burro, fino al Calamaro alla plancia, colatura di alici e crema di ceci o la Battuta di piemontese al coltello, senape in grani e capperi di Pantelleria o le tagliatelle ai finferli e crema di porcini o l’ombrina alla crema di topinambur e cavolo riccio (prezzi dai 6 euro per antipasto di Frisa di stracciatella e pomodorini confit ai 17 per l’Entrecote di manzo, crema di castagne e misticanza.
Indirizzo: Via S. Faustino, 1, 20134 Milano
Telefono: 0235983275
Website: https://www.lasaladelvino.it/
Un nome e un programma. O meglio un sale, il “Maldon”. Il logo di “Salt”, il ristorante in via Pierlombardo 23, è infatti il rombo che rappresenta i cristalli di sale pregiati della città inglese dove viene prodotto, situata sull’estuario del fiume Blackwater. E’ quasi l’unica nota anglosassone che si trova nell’elegante sala vicina al Parenti, che ha anche un ampio spazio esterno: il ristorante offre infatti una gustosa cucina italiana, piatti gustosi e ricette varie. E pensare che lo chef, Steven Walters, è inglese, o meglio scozzese di Edimburgo, ecco da dove ha origine la passione per il Maldon. “Ho conosciuto la mia futura moglie fuori da una discoteca nella mia città, ci siamo innamorati”. Ora tutta la famiglia (bambino e genitori di lui, “solo mio fratello e mia sorella sono rimasti in Scozia”) si è trasferita a Milano. Si può dire che il locale goda della straordinaria affabilità, cortesia e gentilezza di Steven, qualità che si riscontrano anche nell’arredamento, contemporaneo, ma semplice e raffinato, e le ricette proposte gli corrispondono. Al giovedì sera musica live. Prezzi nella norma.
Indirizzo: via Pier Lombardo 23
Telefono: 3425113260
Da sempre a conduzione famigliare (lui milanese lei di origini argentine), questo ristorante insieme rustico e raffinato punta tutto sulla carne: filetto, tagliata, fiorentina, chateaubriand, tartar per citare i piatti imperdibili, sia per il sapore che per l’ottima qualità. Tra ottimi vini, si trova anche la cerveza Quilmes o la Buenos Aires, mentre, tra le pregiate carni perlopiù italiane, non manca l’entrecote di manzo argentino “Rioplatense”. In menù da assaggiare anche il Salame di Varzi (12 euro), o le tagliate (22 euro, 48 quella “All’antica”, per due persone), come i filetti (27 euro).
Indirizzo: via Pasquale Sottocorno 5, Milano
Telefono: 0276003571
Website: https://ristorantebbqmilano.it/il-menu/
Attori molto diversi tra loro, in scena in questi giorni al Piccolo e al Manzoni, sanno interpretare due momenti del Novecento

Al Parenti va in scena la riduzione teatrale del romanzo di Elsa Morante

All'Out Off gli attori nella regia di Maurizio Schmidt rendono tutto il senso di precarietà emotiva descritto dalla drammaturgia di Harold Pinter

Al Menotti a riduzione per il Teatro del Capolavoro di Giuseppe Berto, che tutta la vita lottò contro la depressione

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