Pirandello sta a Silvio Orlando come Nino Marino e Nino Manfredi a Pino Insinna: il XIX secolo in teatro a Milano

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Recensioni, Riflessioni dalla platea

Pubblicato Aprile 18, 2026

Una scena di "Gente di facili costumi", credit @TeatroManzoni
Una scena di "Gente di facili costumi", credit @TeatroManzoni

Attori molto diversi tra loro, in scena in questi giorni al Piccolo e al Manzoni, sanno interpretare due momenti del Novecento

Flavio Insinna vs Silvio Orlando. Il primo romano, classe 1965, ma di origini siciliane, il secondo napoletano, classe 1957. Due attori imparagonabili? Sì, se si pensa che Orlando ha vinto, tra gli altri, 3 David di Donatello e 3 Nastri d’argento muovendosi sempre in ambiti teatrali e cinematografici. Insinna ha una carriera lunghissima, costellata di vari premi e riconoscimenti, legata principalmente ai programmi televisivi di cui è stato conduttore (in particolare Affari tuoi e L’eredità su Rai1, entrambi per varie edizioni, ma anche molti altri e in diverse reti). Quindi Orlando più legato a uno spettacolo d’arte, Insinna a un registro di intrattenimento principalmente. Entrambi gli attori sono in scena a Milano in questi giorni, in spettacoli diversi eppure avvicinabili: Orlando è al Teatro Strehler fino al 26 aprile con Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, opera del 1916 che andò in scena per la prima volta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. Stesse date per Flavio Insinna, che è al Manzoni con Gente di facili costumi, spettacolo di Nino Marino e Nino Manfredi, che andò in scena per la prima volta nel 1988 con lo stesso Nino Manfredi nei panni del protagonista.

Silvio Orlando ne "Il berretto a sonagli", credit @LailaPozzo
Silvio Orlando ne “Il berretto a sonagli”, credit @LailaPozzo

Un Insinna convincente riesce, anche grazie a una parimenti vivace Giulia Fiume, brava attrice catanese classe ’88, a coinvolgere nelle vicende di Ugo, l’inquilino del piano di sotto, un intellettuale che vivacchia scrivendo per la tv e per il cinema ma che sogna di fare film d’arte, e Anna, nome d’arte Principessa, nella vita prostituta: i due si incontrano per questioni di ordinaria polemica tra vicini di casa, e finiscono per innamorarsi uno dell’altra. Il Pirandello di Silvio Orlando è rispettoso dell’epoca e della poetica dell’autore: il suo Ciampa, lo scrivano, è un uomo umile, “un borghese piccolo piccolo -dice lo stesso Orlando-, che si è adattato e non pretende di essere altro che un umile servitore di una famiglia importante del paese. Ma la sua posizione viene messa in discussione per i giochi dei suoi padroni e quindi scopre dentro di sé una rabbia e un risentimento fortissimo che lo portano quasi a minacciare, quasi a compiere una strage”. È la prima volta che Orlando si confronta con Pirandello: di fronte al tradimento di Nina, sua moglie, lui tenta di difendersi salvando le apparenze, ovvero facendo finta di nulla. Quando però la verità diventa innegabile, pur di non perdere le sue certezze piccolo borghesi e non diventare protagonista di uno scandalo, decide di mettere a tacere la voce della verità, chi aveva rivelato lo scandalo, Beatrice, Stefania Meandri, accusandola di follia.

Flavio Insinna, credit @TeatroManzoni

Due spettacoli profondamente diversi, che rappresentano due diverse epoche del Novecento, eppure entrambi raccontano due modi di reagire ai pregiudizi moralisti: mentre in Gente di facili costumi la società è qualche anno più avanzata e la coppia prostituta/autore trova gli strumenti per superare le apparenze e decide di vivere il proprio amore, ne Il berretto a sonagli è ancora la paura dell’opinione pubblica a prevalere sui bisogni del singolo. Protagonisti e testimoni di due epoche pur diverse del Novecento, Silvio Orlando e Flavio Insinna sono tuttavia avvicinabili per la capacità di tenere le due scene e soprattutto per il modo in cui hanno raccontato l’individuo del Novecento. Se Orlando è costretto a scendere a compromessi col benestare comune per non perdere a faccia e quindi ad accusare Beatrice di follia, Insinna decide, seppur dopo più due ore di spettacolo, di accettare il suo amore per una prostituta. Doppi complimenti, infine, a Insinna che ha superato anche i pregiudizi possibili su di sé dimostrando di essere un attore capace e di grande libertà interpretativa.

“Il berretto a sonagli” 1 ora e 30 minuti senza intervallo

Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi – M2 Lanza), dal 14 al 26 aprile 2026

Orari: martedì e giovedì ore 19.30; sabato 18 aprile ore 15 e 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30 (salvo mercoledì 22 aprile, ore 15 riservata scuole); domenica, ore 16. Lunedì 20 e sabato 25 aprile riposo.

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro

Informazioni e prenotazioni piccoloteatro.org

“Gente di facili costumi”, 2 ore e 20 minuti

Teatro Manzoni, via Manzoni 42. Dal 14 al 26 aprile

feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30

sabato 25 aprile ore 15,30 e 20,45

BIGLIETTI

Prestige € 37,00 – Poltronissima € 34,00 – Poltrona € 26,00 – Poltronissima under 26 anni € 18,00

Per acquisto:

biglietteria del Teatro

online https://www.teatromanzoni.it/acquista-online/?event=3915464

telefonicamente 027636901

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