Sogni d'amore nei Balcani in guerra
Maddalena Crippa e Maximilian Nisi interpretano in modo coinvolgente e convincente la vita di Masa e Max, la ragazza bosniaca e il medico austriaco

Ciapa'l tram

Uno spettacolo immerso nel buio dell’anima del protagonista, con i fantasmi della sua coscienza che appaiono sullo sfondo. Questa l’atmosfera de Il male oscuro, dal capolavoro di Giuseppe Berto (romanzo con cui vinse il Premio Campiello nel 1964), l’autore di Mogliano Veneto, Treviso (1914), adottato dalla Calabria (Capovaticano -Ricadi-, dove si stabilì nel 1957 costruendo egli stesso con l’aiuto di qualche muratore il suo rifugio per la mente e per l’anima -è ora qui sepolto-).
Da ieri al 12 aprile è in scena al Teatro Menotti la riduzione in drammaturgia del romanzo, per mano di Giuseppe Dipasquale che firma anche la regia. Impresa non semplice. Un po’ per la penna di Berto, dallo stile in linea con la sua epoca, con periodi lunghi e frasi poco immediate, un po’ per il tema, ovvero l’irrequietezza di un’anima alle prese con il suo stesso “male oscuro”. Alessio Vassallo, attore palermitano classe 1983 con molti lavori alle spalle in teatro, cinema e tv, è il giovane Berto, che indaga la vita che lo circonda, senza capirla. Lo aiuta nell’intento il suo psichiatra, Ninni Bruschetta, che cerca di fornirgli gli strumenti mentali per affrontare il suo stesso carattere, ma Berto sembra non afferrarne il linguaggio. Va, si reca in seduta, ma come fosse la strofa di un ritornello: appena esce dallo studio è la vita che lo cattura e lo intrappola. E quindi una moglie giovane e una bambina niente possono con il peso dei lunghi anni passati in guerra (prima in Africa e poi nella Seconda Guerra Mondiale): la depressione è sempre dietro alle spalle, come i sensi di colpa.
Uno spettacolo che racconta una vita con brevi sequenze, estratti: Berto e il suo difficile rapporto col padre. Berto e il collegio, la guerra, l’ospedale, i suoi amori, la scrittura, la nascita della bambina e il suo ritiro a Capovaticano. Tutto avvolto dall’ombra del suo male oscuro, che lo accompagna sempre.
DURATA: 90 minuti
TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
ORARI: dal martedì al sabato ore 20; domenica ore 16.30; lunedì riposo
BIGLIETTERIA: • Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita. • Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita.
Uno, due, tre… via! Questo viene da pensare dopo essere passati Al Tre Milano ed aver conosciuto Andrea e Barbara, che da Bergamo solo un mese fa hanno sostutuito l’inutile e poco attraente self service Spacca (che gestivano), con loro enoteca con cucina, aperta fin dal mattino e tutto il giorno anche come caffè.
La voglia di lavorare non manca, tantomeno quella di portare la propria città, Bergamo, a Milano: una cantina ricca di etichette prevalentemente italiane e cercate una ad una preferendo piccoli produttori specializzati sui vari territori, la cucina (di cui si occupa Andrea) offre piatti tipicamente bergamaschi-bresciani, come i casoncelli, fino a ricette di pesce, come le linguine bio allo scoglio, e antipasti di salumi selezionati con gnocco fritto. Un luogo che ispira libertà e creatività, vedi anche i quadri alle pareti e l’ambiente caldo, accogliente, che in due sale dalla luce morbida, permette di rilassarsi e incontrarsi, con se stessi e con gli altri, lasciando cadere preconcetti e idee sclerotizzate. Un po’ come hanno fatto i due fondatori, che si sono coraggiosamente proposti Al Trè di via Gustavo Modena e già stanno incuriosendo Milano.
Indirizzo: Via Gustavo Modena 3, 20129
Telefono: 0236736833
“Il Gatto e la Volpe” non è un nome che rispecchia veramente il ristorante in via Paolucci di Calboli Fulcieri 4: nulla della calcolata falsità dei due personaggi che circuiscono Pinocchio nella favola di Collodi rispecchia la sala nel quartiere di Niguarda. Lo dimostra l’affluenza di persone, quotidiana, che riempie il locale da sempre a gestione famigliare. Nel 2000 è subentrata quella attuale, di Matteo, giovane e motivato: “ma quella precedente a cui sono subentrato era qui dagli anni ’90 e io già ero un fedele frequentatore del locale, ci conosciamo”. Buona la pizza, ben cotto il risotto anche se per tanti e immancabile la specialità: il tiramisù. Prezzi nella norma e servizio veramente accogliente e professionale.
Indirizzo: Via Paolucci di Calboli Fulcieri 4
Telefono: 02661003328
E-mail: ilgattoelavolpe@yahoo.it
In un ambiente chic senza essere radical, sportivo e elegante nello stesso tempo, una schiera di ragazzi e ragazze servono ai tavoli quelle che chiamare solo “pizza” forse è troppo poco. Da Giolina, in zona Porta Venezia, il segreto probabilmente è la lievitazione della pasta, 48 ore: potete stare certi che non vi rimarrà sullo stomaco. Aperta dal gruppo Arbellini-Brisbane-Saturnino, gli stessi di Panini Durini, Marghe, Pizzium, fino a Locanda Carmelina, Giolina oltre al tempo di riposo della pasta mette al centro di ogni ricetta la qualità degli ingredienti. Credete di poter parlare di acciughe? Certo che no, sono Alici di Cetara. O di mozzarella? Non sia mai, qui si usa il Fior di latte d’Agerola. Ingredienti raffinati, per nomi di pizze nuovi anche se spesso ricalcano quelle più tradizionali. Ad esempio la Margherita qui si chiama Ghitina (8 euro) ed è preparata con pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP, fior di latte d’Agerola, Parmigiano Reggiano DOP 30 mesi, olio extravergine di oliva biologico e basilico fresco. Da consigliare, per chi non ama la mozzarella sulla pizza c’è la Luisina, ovvero la Napoli rivisitata, 11.00 euro: Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino Dop, pomodorini del piennolo del Vesuvio Rossi Dop, alici di Cetara, capperi disidratati, polvere di olive caiazzane, origano di montagna, basilico fritto, olio evo aromatizzato all’aglio. Di fatto come ricette da assaggiare non esistono grandi alternative alla pizza, e non ne sono previste senza glutine per i celiaci. Certo, potreste assaggiare un antipasto: bruschette, friarielli, mozzarella di bufala e taglieri, con prezzi che vanno dai 3.50 agli 11 euro, anche se glutine o lattosio sono, anche qui, praticamente inevitabili. Da bere esiste una buona selezione di etichette e l’ottima birra Ichnusa, filtrata o meno. Da Giolina è presente anche una zona pre-ristorante (anche se non è molto frequentata): una sorta di bancone dove si può prendere un aperitivo. L’accessibilità è trattata come un argomento noto: per facilitare le carrozzine esiste una pedana spostabile da appoggiare sul gradino all’ingresso, unico presente. Il bagno è a norma ed è provvisto anche di un fasciatoio. Lo spazio tra i tavoli in sala consente tranquillamente il movimento di una carrozzina e i cibi si possono adeguare a esigenze particolari di masticamento. Non c’è un parcheggio disabili di Giolina, ma posto in zona dovrebbe trovarsi nelle vicinanze (c’è un mix di parcheggio residenti e a pagamento. C’è anche un parcheggio coperto a pochi metri dal ristorante). Vi arrivano vari tram (9, 19, 23, non sempre, ma anche agibili), l’autobus 54 e 61 (agibili). La metro più vicina è la Rossa, fermate di Palestro o Porta Venezia.
Indirizzo: via Bellotti 6
Telefono: 0276006379
Website: https://giolina.it/
Locale accogliente in via Castel Morrone, ha un sapore parigino per la luce soffusa, i tavolini piccoli, l’atmosfera raccolta. E la ampia presenza di vini e di etichette di tutti i tipi. E in effetti la presenza di “un pezzettino” di Francia è confermata dal locale stesso, anche se il sapore più incisivo vuole essere quello napoletano. Ad ogni modo da Gattò potete star certi di assaggiare ricette sane e di qualità a pranzo e cena, con piatti specifici di ogni regione italiana. Noi abbiamo provato la rosa di Gorizia con insalata di gamberi al vapore, arance, noci e ceci fritti al rosmarino (18 euro) e la vellutata di zucca mantovana ai profumi dell’orto servita con capasanta piastrata in plancia e un crumble di guanciale croccante (18 euro). Gentilezza e accoglienza del personale: lo chef, vedendo dalla cucna che non arrivava la cameriera occupata nell’altra sala, ci ha portato lui i piatti. Atmosfera colloquiale e amichevole, senza troppi fronzoli pur mantenendo un suo stile.
Indirizzo: via Castel Morrone 10
Telefono: 0270006870
Website: https://gattomilano.com/
E-mail: info@gattomilano.com
Maddalena Crippa e Maximilian Nisi interpretano in modo coinvolgente e convincente la vita di Masa e Max, la ragazza bosniaca e il medico austriaco

Dal testo dei Virginia Wolf del 1928 alla drammaturgia di Fabrizio Sinisi per la regia di Andrea De Rosa

La scelta di molte sale cittadine è di titoli ottimi per ogni età, dai boomer alla GenerazioneX

Ripubblichiamo la recensione del 21 maggio 2024 di "Vorrei una voce", che torna al Teatro Elfo Puccini dal 28 al 30 novembre con Tindaro Granata. Racconta il suo esperimento di insegnante di teatro nella Casa Circondariale di Messina. Ma ogni tema sociale è offuscato dalla pesantezza con cui interviene l'argomento dell'omosessualità

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