Dal parrucchiere con delitto: e il pubblico diventa testimone

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Tutti i 6 attori in scena al Teatro Leonardo dal 7 al 25 febbraio per Forbici & Follia sono davvero efficaci. Eppure probabilmente la resa non sarebbe la stessa senza Max Pisu, il comico legnanese noto per Zelig e varie partecipazioni tv (“Quelli del calcio”, “Controcampo”, Don Matteo” e molte altre), ma anche cinema e tanto teatro: la credibilità, nell’ironia e il gioco di ruolo, con cui interpreta il parrucchiere del centro di bellezza immaginato da Paul Portner, rendono effettivamente questo spettacolo un esempio del “teatro della spontaeità” propugnato dall’autore tedesco (1925-1984).

Quella allestita al Leonardo è la versione di dieci anni fa per la regia di Marco Rampoldi (che ha firmato anche la versione italiana con Gianluca Ramazzotti), milanese classe 1966 che ha in repertorio sia spettacoli per un vasto pubblico che di ricerca. Infatti di questo Forbici & Follia forse la caratteristica che salta più all’occhio è la scorrevolezza, la perfezione e l’equilibrio della macchina scenica: già mentre il pubblico prende posto, l’attività nella salone è cominciata. Max Pisu, lo choiffeur, con movimenti armonici e ariosi, si muove per il locale e già pettina i primi clienti. Arriva la shampista Samantha, Lucia Marinsalta, davvero efficace nel suo essere, apparentemente, “terra terra”: subito accende Spotify, balla mentre pulisce il locale e intona canzoni non gradite allo choiffeur, lava i capelli, sistema il negozio, entra e esce dallo sgabuzzino, siede qua e là un po’ annoiata se ci sono momenti di vuoto. Lo spettacolo comincia, e piano piano le luci si abbassano. Ecco gli altri clienti che arrivano: anzitutto Nino Formicola, il comico milanese noto come Zuzzurro nel duo Gaspare e Zuzzurro, che già aveva collaborato con Pisu ne La Cena dei cretini (stesso genere di brillante spettacolo, su Milanoateatro ne abbiamo parlato qui: https://milanoateatro.it/recensioni/al-leonardo-cretini-che-ribaltano-i-ruoli-e-fanno-emergere-le-verita-nascoste/): interpreta un cliente, almeno in apparenza. In realtà è il Commissario, ed è con lui, sempre in incognito, l’agente scelto, piuttosto improbabile, interpretato da Giorgio Verduci. Ecco chiedere un taglio anche l’antiquario Eddi Genovese, Giancarlo Ratti. Per ultima arriva la sofisticata moglie di un politico signora Shubert, Roberta Petrozzi. Che ci fanno un Commissario e un Agente dal parrucchiere? Forse erano lì per caso, o forse no: improvvisamente avviene un omicidio. La vittima è la vecchia pianista che vive al piano di sopra.

Se era già percettibile qualcosa di strano nell’aria di Forbici&Follia, ora l’atmosfera si fa scottante: il salone diventa territorio d’indagine. Il Commissario comincia gli interrogatori con un testimone alla volta (schiacciando nello sgabuzzino tutti gli altri), e ogni personaggio ha un alibi. La questione si fa spinosa: il commissario decide di interpellare il pubblico in quanto testimoni dell’assassino. Per uno spettacolo che in due ore e mezza riesce a coinvolgere, rilassare, divertire: risultati che non sarebbero possibili senza una squadra tanto affiatata e coordinata. Per di più in un continuo gioco di interazione e scambio tra attori e pubblico, al punto che le soluzioni del mistero possono essere ogni sera diverse.

Durata: 120 minuti

Teatro Leonardo, via Ampere 1

Orari: da martedì a sabato ore 20.30 – domenica ore 16.30 – mercoledì 21 febbraio riposo

Prezzi: intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno)- € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO

Info e prenotazioni: www.mtmteatro.it, biglietteria@mtmteatro.it. Tel. 02.86.45.45.45

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Upcycle

    Esterno del locale Upcycle, credit @MartaCalcagno
    Esterno del locale Upcycle, credit @MartaCalcagno

    Sempre aperto. Questa la prima caratteristica. Non è solo un ristorante, l’Upcycle, in via Ampere 59. Di giorno, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, è uno spazio per leggere, lavorare, soprattutto per studiare. E poi è un bike-caffè, ovvero uno spazio dedicato agli appassionati di bicicletta. Qui ci si trova, si organizzano gite, riunioni di ciclisti: “a Milano non ce n’erano -racconta con gentilezza e sprint Annemieke, olandese, che arriva in Italia nel 2013 per amore, si sposa e qui si stabilisce. Nello stesso anno apre il locale, che porta avanti una filosofia-. E poi qui si fa “upcycling”, ovvero quel processo di conversione di materiale di scarto o prodotti apparentemente inservibili in nuovi materiali o prodotti di migliore qualità”. E allora si inizia a notare che il lungo tavolo in mezzo al locale è realizzato con vecchie assi da cantiere e tubi idraulici. In tutto il locale si trovano biciclette riconfigurate ad arredo. Lo stesso immobile era un garage, e lo si capisce dalla salita tipica in cemento che dalla strada porta nel locale, ora arredata con ruote di bici sul muro e con la presenza anche di tavoli sull’altro lato. In cucina i prodotti sono tutti freschi e di stagione, per un menù molto ampio perché copre tutti e tre i pasti. La sera e a pranzo si possono assaggiare quiche, zuppe e creme, baccalà, aringa e salmone. O arrosti e spezzatini, oltre all’originale hamburger Upcycle. Nel complesso è una cucina molto leggera, che passa dai mini piatti (tartare di pesce del giorno, 13 euro. Polpette vegane, 9 euo. Pollo in sala curry e cocco, 11 euro), a “I completi”, sorta di piatto unico (bowl di formaggio di capra, con couscous olive nere e mandorle tostate, 15 euro. O melanzana arrosto, 13 euro. O l’Upcycle Burgher, d fassona e ben condito, 16 euro, e latro). Il tutto è cucinato con prodotti di stagione, dalla colazione al brunch, dal pranzo alla cena. In qualunque momento della giornata si possono gustare caffè e the da accompagnare con biscotti e torte fatte in casa, bere vino, birra e pastis artigianale. L’acqua è alla spina, gratis, anche in modalità self sempre disponibile per chi è lì durante il giorno a studiare: “tranne nel weekend -conclude Annemieke-: sabato e domenica siamo aperti, ma lo spazio è dedicato allo svago”.

     

     

    Indirizzo: via Ampère, 59
    Telefono: 0283428268
    Website: https://upcyclecafe.it/
    E-mail: info@upcyclecafe.com

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