La scena è aperta, anche se buia: tutto si svolge agli occhi dello spettatore, senza quinte. Il dramma è complesso, si tratta un argomento oscuro, nodoso e che provoca un inconcepibile necessità di acquisire delle competenze che superano la tradizionale difficoltà del diventare nuovi genitori: concepire un bambino autistico. Fino all’8 dicembre al Teatro Elfo Puccini è in scena Dedalo e Icaro, dalla drammaturgia di Tindaro Granata per la regia di regia Giacomo Ferraù e Francesco Frongia.
La storia è semplice: una coppia giovane concepisce un bambino, Giulia Viana interpreta la madre e Enzo Curcurù il padre. Dopo i primi mesi si accorgono che qualcosa non sembra andare per il verso giusto: Giacomo, il Ferraù, mirabile nella resa della condizione di un bambino autistico, incarica inconsapevolmente ma indelebilmente i suoi genitori di prendersi in carico la sua malattia. La grande sensibilità di Giacomo e i suoi abbracci immediati, la sua necessità continua di carezze e affetto sono la garanzia attraverso la quale il padre sogna, infondo, di portare questo bambino a condurre una vita il più possibile vicina alla normalità. La scienza, la ricerca, i medici, sono la parallela attenzione che la madre rivolge a suo figlio. Come anche la nascita del fratello di Giacomo, Libero Stelluti, pare come un’ulteriore prova della coppia per garantire a Giacomo una vita dopo la loro morte, una compagnia e uno stimolo.
Da sinistra Enzo Curcurù, Giacomo Ferraù, Libero Stelluti e Giulia Viana, credit @GloriaFerlito
Tentativi che i genitori usano per creare al loro Icaro delle ali per uscire dal labirinto in cui tutti e quattro si trovano: il fatto che lo spettacolo sia ispirato a questa leggenda fa capire che, per quanto forti le motivazioni dell’amore possano essere, le soluzioni appaiano lontane. Uno spettacolo di grande attenzione e sensibilità, recitato in modo autentico e che restituisce in modo convincente e appropriato le difficoltà in cui ogni parte si muove sotto l’ombra dell’autismo: Giacomo anzitutto, e poi i genitori, ma anche Libero, addossato di una responsabilità, occuparsi già ora e soprattutto in futuro del fratello. Una prigione da cui però nessuno dei protagonisti cerca di fuggire, nonostante i comprensibili momenti di rabbia e dolore. Nella lucidità con cui lo spettacolo guarda alla condizione autistica, insomma, forse infondo si vede una luce: uniti si può vincere. Se non la malattia, si può salvare l’affetto reciproco e la famiglia.
Ogni sera, prima dell’inizio di Dedalo e Icaro un’attrice o un attore della compagnia propongono al pubblico una Fiaba per anime ribelli: fiabe per adulti, scritte di Giulia Viana e Giacomo Ferraù, interpretate da Riccado Buffonini, Federica Carra ed Eugenio Fea, liberamente ispirate a Il Soldatino di Stagno di H. C. Andersen e al Pifferaio Magico dei fratelli Grimm. Nei weekend Fiabe per anime ribelli è in versione Young con lo spettacolo dedicato ad un pubblico dai 5 anni dal titolo Fate Madrine, Fauna, Flora E Serenella, liberamente ispirato a La bella addormentata di C. Perraultcon Ilaria Longo.
DURATA: Dedalo e Icaro: 1 ora e 15 minuti
DURATA: Fiaba per anime ribelli: 30 minuti circa
Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano
PREZZI: intero € 38/34 | <25 anni € 15 | >65 anni € 20 | online da € 16,50. Prezzi per le fiabe: posto unico 7 euro – abbonati Elfo Puccini 5 euro.
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Little Italy
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Bello spettacolo, sono andata per il piacere di partecipare senZa pregiudizi sulll’argomento; è stato affrontato con delicatezza, a momenti triste e più volte ci siamo trovati a ridere. Gli attori bravissimi, calati nella parte in modo veritiero. Sono uscita contenta di averlo visto e ritengo, più vicina a Famiglie che si trovano ad affrontare quotidianamente l’autismo.
Uno spettacolo unico e toccante.
Secondo il mio parere, un argomento così doloroso e difficile che coinvolge l’intera famiglia viene trattato con estrema delicatezza e potenza nello stesso momento.
Durante lo spettacolo si alternano momenti di speranza e di difficoltà, di amore e di odio.
Ci fa immergere nelle difficoltà e nell’amore che una famiglia prova quando all’interno della stessa vi è una persona autistica.
Gli attori sono tutti e proprio dico tutti super bravissimi.
Ognuno a suo modo ha trasmesso molta emozione.
Ho avuto la fortuna di essere in prima fila e di essermi sentita parte dello spettacolo.
Non si poteva che uscire che con le lacrime e un grosso nodo alla gola.
Direi che il messaggio è stato assolutamente trasmesso e arrivato a segno nel cuore.
Ho anche molta apprezzato il discorso finale dell’attore che ha chiesto che gli spettatori scrivessero qualcosa a proposito di quello che avevano visto e soprattutto secondo me vissuto.
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