Il Teatro Manzoni accoglie, anche per la stagione 2022/23, il suo pubblico, bisogna ammettere ampio e soprattutto di abbonati fedeli. Forse perchè negli spazi eleganti e arredi novecenteschi di questa sala nell’omonima via al 42 il clima è personale e unico, tra la guardaroba gestita da visi ormai noti, il bar anni ’50, con i camerieri eleganti e l’aperitivo ricco. E poi i bagni, curati e anche qui con personale sempre presente. Si scendono le scale sapendo già cosa aspettarsi da tutta la solida organizzazione che fa da cornice allo spettacolo, e questo rincuora sempre e fa sentire a casa. Come quando si arriva in sala, dove le maschere ti raggiungono per accompagnarti al posto (quasi impossibile non essere aiutati). Del resto, 150 anni di esperienza non sono pochi.
Manzoni Cafè @ Credit Teatro ManzoniManzoni Sala @credit Teatro Manzoni
Abbiamo parlato dei 50 del Parenti e dei 75 del Piccolo, il Manzoni nasce nel 1872 in piazza San Fedele come sala per la commedia. Aveva infatti appena chiuso il Teatro Carlo Re, abbattuto per costruire la Galleria Vittorio Emanuele che doveva congiungere piazza del Duomo con piazza Scala. Milano necessitava di un nuovo teatro per la prosa: ecco che nasce il Sociale di Milano, in piazza San Fedele, il primo in Europa ad essere illuminato elettricamente da una stazione centrale di distribuzione. Venne inaugurato con “I gelosi fortunati” di Giovanni Giraud e con “La Rivincita” di Teobaldo Ciconi.
Teatro della Commedia, @Credit Teatro Manzoni
Un anno dopo muore Alessandro Manzoni, e questa sala decide di omaggiare il grande autore dei Promessi Sposi prendendone il nome. Anni dopo, nel 1881, il palco viene calcato per la prima volta da Eleonora Duse con “Divorcons “di Victorien Sardou, poi con “Hedda Gabler” e “La Donna del mare” di Ibsen, fino a “La Locandiera” di Goldoni e “Gioconda” del -suo amato- Gabriele d’Annunzio. Nell’agosto 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale, la sala di piazza San Fedele fu distrutta dai bombardamenti: arriviamo così al 1950, quando fu costruita quella attuale, addirittura nella via che già dava il nome al teatro, via Manzoni. Si trattò di uno spazio polifunzionale: al piano terra si trovava un cinema, un night club e una galleria, sotto il palcoscenico e la platea.
Eleonora Duse @Credit Teatro Manzoni
Ancora oggi gli ampi spazi dell’atrio, l’elegante foyer e la sala teatrale con una capienza di 838 posti sono impreziositi dagli affreschi di Achille Funi e dalle sculture di Leone Lodi. Il 20 ottobre sempre del 1950 l’inaugurazione del nuovo Teatro Manzoni con uno spettacolo tenuto dall’American Ballet Theatre con Ingrid Bergman come madrina. Dal 1978 il Teatro è parte del Gruppo Fininvest.
“Un portatore di cultura trasversale”, ha definito il Manzoni Tommaso Sacchi assessore alla cultura di Milano e intervenuto lo scorso 15 settembre alla presentazione del cartellone. E, in effetti, in questa sala si può assistere a spettacoli di diverso genere, smentendo il pregiudizio per cui un teatro privato sia dedicato solo all’intrattenimento e non possa fare anche ricerca, e allo stesso tempo permettendo che uno spettacolo teatrale possa anche divertire senza con ciò temere di non essere “arte”.
Marina Massironi credits @Teatro Manzoni
Come da tradizione anche il cartellone che sta per cominciare è dedicato anzitutto alla prosa: si parte il 18 ottobre (fino al 30) con “Il marito invisibile” con Maria Amelia Monti e Marina Massironi, spettacolo scritto e diretto da Edoardo Erba. Si tratta il tema dell’amore e della gelosia durante il lockdown (momento in cui è stato scritto), e quindi attraverso le videochiamate, allora necessarie.
“Malato Immaginario” credits @Teatro Manzoni
Dopo il Moliere con Emilio Solfrizzi (“Il malato immaginario” dall’8 al 20 novembre, per adattamento e regia di Guglielmo Ferro), si attende, tra gli altri, dal 13 dicembre all’8 gennaio Vincenzo Salemme come autore, regista e attore di “Napoletano? Famme ‘na pizza!”.
A San Valentino non poteva che debuttare “Amanti”, fino al 26 febbraio, una commedia di Ivan Cotroneo, anche regista. Alessio Boni è attore nel “Don Chicotte” che ritorna anche quest’anno nel riadattamento di Francesco Niccolini e liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra, dal 28 febbraio al 5 marzo. Carlo Buccirosso è autore e regista di “L’erba del vicino è sempre più verde”, dal 2 al 14 maggio. Accanto alla prosa per adulti il Manzoni presenta un ricco calendario di spettacoli per i più piccoli (“Manzoni Family”), oltre a vari appuntamenti dedicati alla musica, alla cultura e anche diversi laboratori. Per una sala che, da oltre un secolo, sa accogliere il suo pubblico, vario e fedele.
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