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Recensioni

Più che indicare “Tre modi per non morire” lo spettacolo di Toni Servillo e Giuseppe Montesano in scena al Piccolo Teatro Studio fino al 22 gennaio risuona come un campanello d’allarme su dove stia andando a sprofondare la società intera. Il (grande) attore napoletano (di Afragola, classe 1959, tra i vari riconoscimenti nel 2014 ha ricevuto il premio come miglior attore al David di Donatello per il film “La grande bellezza” diretto da Paolo Sorrentino) per due ore è artefice, con Giuseppe Montesano che ha scritto i testi, di una crociata contro il “feudalismo digitale” di oggi. L’intero tragitto è un percorso non tanto contro le accuse esplicite verso il modo di vivere attuale, ma in qualche modo risulta come una condanna ancora più grave. Perché è una presa di posizione a partire dalla grandezza di chi è venuto molto prima di noi: Baudelaire, Dante e tutto il popolo della Grecia Antica.
Lo spettacolo, una coproduzione Piccolo Teatro di Milano e Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, è un invito al coraggio, alla Vita vissuta pienamente, senza cercare compromessi e moralismi. “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, come scrive Dante nel XXVI Canto dell’Inferno, come recita Servillo, e come aveva già raccontato con altri versi, Omero nell’Odissea con la figura di Ulisse (che infatti si ritrova anche in Dante) e Baudelaire (da cui in realtà lo spettacolo parte) che racconta come la bellezza combatte contro la depressione e l’ingiustizia. “Abbiamo smarrito la poesia”, è il monito che Servillo lancia contro il pubblico. E lui è davvero fiero di poter cercare di smuovere, attraverso la sua Arte, le coscienze di chi gli siede intorno (il Teatro Studio ricorda i teatri inglesi a pianta semi circolare): legge in scena, ma con vera capacità e intensità.
Tanto che a volte il pubblico sembra scemare le sue attenzioni: piano piano, arrivando verso la fine dello spettacolo (che, almeno alla Prima, è durato cica mezz’ora in più del previsto), avrebbe quasi bisogno di una battuta complice, un segno di vicinanza, un allentamento almeno momentaneo della tensione trasmessa dall’attore. Non certo per sminuire il tema, anzi: proprio perché questo spettacolo vorrebbe anzitutto essere un antidoto contro la paralisi del pensiero e un invito alla riflessione e alla vita.
Piccolo Teatro Studio Melato (Via Rivoli, 6 – M2 Lanza), dall’11 al 22 gennaio 2022
Orari: mercoledì e venerdì, ore 20.30; martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; domenica, ore 16.
Lunedì riposo.
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
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