Regine di niente, capaci di tutto (per sopravvivere)
Di Marta Calcagno BaldiniCategoria Recensioni
Pubblicato Febbraio 27, 2026

Tutto nelle mani della -brava- Marina Rocco lo spettacolo "Il mio nome è Maria Stuarda" al Parenti per la regia di Andrea Piazza
Attrice milanese classe 1979, Marina Rocco è immediatamente riconoscibile nel suo linguaggio interpretativo, e Andrée Ruth Shammah la inquadra bene quando la porta nel ruolo della donna di borgata nella periferia meneghina. Come ne La Maria Brasca, di Giovanni Testori, in cui era la protagonista, Maria appunto, calzettaia in una fabbrica di Niguarda (Milanoateatro ha recensito lo spettacolo qui: https://milanoateatro.it/recensioni/12272/). Fino all’8 marzo, dal 24 febbraio, è in scena al Teatro Franco Parenti, per progetto della Shammah e la regia di Andrea Piazza (che è in scena al Parenti in questi giorni anche con Parlami come la pioggia, che Milanoateatro ha recensito qui: Al Parenti va in scena la retorica della distruzione di coppia – Milano a Teatro), ne Il mio nome è Maria Stuarda, di Nicoletta Verna (scrittrice e editor, esordisce nella narrativa nel 2021 per Einaudi con il romanzo Il valore affettivo, menzione speciale al Premio Calvino).
Tutto il merito di incollare il pubblico alle sue parole è della Rocco: in una scenografia totalmente spoglia fino quasi alla fine dello spettacolo, solo uno sgabello e un microfono sul palco, Maria Stuarda si trova a raccontare la sua vita in una sorta di processo/confessione.
Il suo nome altisonante altro non è che una dichiarazione di umiltà: il padre lo assegna alla figlia per cercare di conferirle un’apparenza di onore che la sua povera famiglia d’origine non ha agli occhi della gente (senza contare che, però la Stuarda, regina di Scozia e regina consorte di Francia, morì decapitata). L’importante è sposarsi, altro insegnamento del padre. E questo la Stuarda riesce a farlo. Certo, tutto deve essere concesso al marito: anche la violenza, la manipolazione, i maltrattamenti, la poca stima. È lei, Maria, a fargli trovare tutto pronto, a dedicarsi a lui con una non ricambiata dedizione. Arriva la guerra. Lui viene dato per disperso: non c’è la pensione a disposizione di Maria. Ecco quindi la sua seconda vita, di donna sola in un mondo povero, ancor più impoverito dalla guerra appena conclusa, ignorante e violento. In cui Maria cerca di reagire, di salvarsi.
Un monologo, anche se con l’accompagnamento sonoro a sax di Marina Notaro, che risulta, purtroppo, ancora molto attuale nella descrizione di una società maschilista, e soprattutto che cerca di far passare anche nella coscienza delle donne la loro subalternità come normale.
DURATA: 1 ora e 5 minuti
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14 02 59995206 biglietteria@teatrofrancoparenti.it
ORARI: martedì – 20:30 mercoledì – 19:15 giovedì – 20:15 venerdì – 19:15 sabato – 19:15 domenica – 15:45
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Parenti Bistrot
Prima dello spettacolo offre aperitivo alla carta, servizio bar e cena placé. Dopo è possibile cenare o bere un cocktail (il menù offre piatti classici come Spaghetti di Gragnano, pomodori del Piennolo e basilico, 12 euro, o Risotto alla milanese con gremolada essicata, 14 euro, cotoletta ala milanese, 24 euro, fritto di calamari e fiori di zucca, 16 euro).
Indirizzo: Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono: 393440101739
Email: prenotazioni@gudmilano.com
Altrè Milano
Uno, due, tre… via! Questo viene da pensare dopo essere passati Al Tre Milano ed aver conosciuto Andrea e Barbara, che da Bergamo solo un mese fa hanno sostutuito l’inutile e poco attraente self service Spacca (che gestivano), con loro enoteca con cucina, aperta fin dal mattino e tutto il giorno anche come caffè.
La voglia di lavorare non manca, tantomeno quella di portare la propria città, Bergamo, a Milano: una cantina ricca di etichette prevalentemente italiane e cercate una ad una preferendo piccoli produttori specializzati sui vari territori, la cucina (di cui si occupa Andrea) offre piatti tipicamente bergamaschi-bresciani, come i casoncelli, fino a ricette di pesce, come le linguine bio allo scoglio, e antipasti di salumi selezionati con gnocco fritto. Un luogo che ispira libertà e creatività, vedi anche i quadri alle pareti e l’ambiente caldo, accogliente, che in due sale dalla luce morbida, permette di rilassarsi e incontrarsi, con se stessi e con gli altri, lasciando cadere preconcetti e idee sclerotizzate. Un po’ come hanno fatto i due fondatori, che si sono coraggiosamente proposti Al Trè di via Gustavo Modena e già stanno incuriosendo Milano.
Indirizzo: Via Gustavo Modena 3, 20129
Telefono: 0236736833
Gattò, robe & cucina
Locale accogliente in via Castel Morrone, ha un sapore parigino per la luce soffusa, i tavolini piccoli, l’atmosfera raccolta. E la ampia presenza di vini e di etichette di tutti i tipi. E in effetti la presenza di “un pezzettino” di Francia è confermata dal locale stesso, anche se il sapore più incisivo vuole essere quello napoletano. Ad ogni modo da Gattò potete star certi di assaggiare ricette sane e di qualità a pranzo e cena, con piatti specifici di ogni regione italiana. Noi abbiamo provato la rosa di Gorizia con insalata di gamberi al vapore, arance, noci e ceci fritti al rosmarino (18 euro) e la vellutata di zucca mantovana ai profumi dell’orto servita con capasanta piastrata in plancia e un crumble di guanciale croccante (18 euro). Gentilezza e accoglienza del personale: lo chef, vedendo dalla cucna che non arrivava la cameriera occupata nell’altra sala, ci ha portato lui i piatti. Atmosfera colloquiale e amichevole, senza troppi fronzoli pur mantenendo un suo stile.
Indirizzo: via Castel Morrone 10
Telefono: 0270006870
Email: info@gattomilano.com
Website: https://gattomilano.com/
BBQ
Da sempre a conduzione famigliare (lui milanese lei di origini argentine), questo ristorante insieme rustico e raffinato punta tutto sulla carne: filetto, tagliata, fiorentina, chateaubriand, tartar per citare i piatti imperdibili, sia per il sapore che per l’ottima qualità. Tra ottimi vini, si trova anche la cerveza Quilmes o la Buenos Aires, mentre, tra le pregiate carni perlopiù italiane, non manca l’entrecote di manzo argentino “Rioplatense”. In menù da assaggiare anche il Salame di Varzi (12 euro), o le tagliate (22 euro, 48 quella “All’antica”, per due persone), come i filetti (27 euro).
Indirizzo: via Pasquale Sottocorno 5, Milano
Telefono: 0276003571
Salt Food Atelier
Un nome e un programma. O meglio un sale, il “Maldon”. Il logo di “Salt”, il ristorante in via Pierlombardo 23, è infatti il rombo che rappresenta i cristalli di sale pregiati della città inglese dove viene prodotto, situata sull’estuario del fiume Blackwater. E’ quasi l’unica nota anglosassone che si trova nell’elegante sala vicina al Parenti, che ha anche un ampio spazio esterno: il ristorante offre infatti una gustosa cucina italiana, piatti gustosi e ricette varie. E pensare che lo chef, Steven Walters, è inglese, o meglio scozzese di Edimburgo, ecco da dove ha origine la passione per il Maldon. “Ho conosciuto la mia futura moglie fuori da una discoteca nella mia città, ci siamo innamorati”. Ora tutta la famiglia (bambino e genitori di lui, “solo mio fratello e mia sorella sono rimasti in Scozia”) si è trasferita a Milano. Si può dire che il locale goda della straordinaria affabilità, cortesia e gentilezza di Steven, qualità che si riscontrano anche nell’arredamento, contemporaneo, ma semplice e raffinato, e le ricette proposte gli corrispondono. Al giovedì sera musica live. Prezzi nella norma.
Indirizzo: via Pier Lombardo 23
Telefono: 3425113260
VINO Enoteca con mescita
Ubicato praticamente davanti al teatro Franco Parenti. E’ un locale piccolo, che si riempie facilmente, arredato in modo rustico ma elegante. Pochi tavolini in esterno. Presenta una buona scelta di vini e si possono consumare piatti anche veloci come taglieri. Non chiedete solo un bicchiere di vino con le patatine perchè berrete soltanto.
Indirizzo: Via Pier Lombardo, 9, 20135 Milano
Telefono: 0228098239
Website: https://www.enotecavinomilano.it/



