No, la vita non è tutta qui
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Ciapa'l tram

Uno spettacolo da vedere per la grazia e la sensibilità con cui riesce a trasmettere gli argomenti profondi e complessi di cui si fa portavoce. Siamo al Teatro Menotti, dove ancora questa sera e domani è in scena Storia di una capinera, produzione Teatro Abc Catania – Ass. Progetto Teatrando, dal romanzo epistolare di Giovanni Verga (Catania, 1840-1922) nel riadattamento drammaturgico di Micaela Miano e la regia di Guglielmo Ferro: una scena nera, di Salvo Mancicagli, che cambia per diventare di volta in volta il convento o la villa di Maria, Nadia De Luca, la giovane costretta fin da quando è bambina a farsi suora.

Per Verga la storia di Maria è raccontata attraverso le lettere che questa scrive alla compagna di convento Marianna, per Ferro la vicenda interiore della novella suora è animata in una vera e propria drammaturgia che include necessariamente diverse altre vite. Sì, perché ciò che emerge chiaramente dallo spettacolo è che il buio in cui Maria è costretta a vivere non sarebbe suo: il padre, meravigliosamente interpretato da Enrico Guarneri (applauso a scena aperta alla prima dopo il suo monologo iniziale), nel suo amore forte per la figlia quanto incapace di dirigerlo verso il bene per lei, la porta lui stesso in convento quando Maria è solo una bambina. Perché? Era stato deciso così in famiglia. La prima moglie dopo poco muore, lui si risposa e ha una seconda figlia, Giuditta (non compare mai in scena, viene solo citata). Maria resta in convento, con altre sorelle e la Madre superiora (interpretata dalla brava Emma Muni). Finchè a Catania scoppia il colera, siamo nel 1887, l’epidemia costò più di 700 morti: il padre decide di andare a riprendere Maria, portarla al sicuro a palazzo.

Ecco lo sconvolgimento interiore di Maria prende luce davanti agli occhi del pubblico: immediatamente, grazie alla vita che riesce a condurre appena fuori dal convento, la ragazza si anima, si consolida, l’aria entra in lei, riesce a percepire la meraviglia del mondo. E si innamora del giovane Nino. Non sia mai: la capinera sta per scappare dalla sua gabbia. Il padre la riconduce in convento, dove lei scoprirà l’esistenza di un’altra suora che cadde nella tentazione dell’amore: è stata rinchiusa nei sotterranei della casa monacale.

Un dramma efficace e davvero coinvolgente, con attori che esprimono il dolore che costa dover vivere secondo le scelte che altri hanno condotto per te. Il giovane Nino verrà promesso sposo alla sorella, e uno dopo l’altro gli anelli di una catena dura si stringono attorno al collo di Maria, che niente ha fatto per dover essere ingabbiata e soffocata. E lo sguardo si allarga verso tutte le storie di vite di donne che non hanno mai potuto scegliere, e ancora oggi devono vivere nel buio.
DURATA: 90′ con intervallo
ORARI SPETTACOLO: dal martedì al sabato ore 20. Domenica ore 16.30
Lunedì riposo
ORARI BIGLIETTERIA: dal lunedì al sabato dalle ore 14.00 alle ore 18.30, dalle 19.00 alle 20.00 solo nei giorni di spettacolo
Domenica ore 14.30 | 16.00 solo nei giorni di spettacolo
INFO. via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org
PREZZI: Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita. Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita
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