I "Giorni felici" dell'Elfo sono giorni tollerati: manca approfondimento.

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Il problema non è l’attrice, Elena Russo Arman, e nemmeno l’attore, Roberto Dibitonto. E’ forse il regista, Francesco Frongia: il loro Giorni felici, fino al 21 aprile al teatro Elfo Puccini, si limita ad essere una buona esecuzione, scolastica e attendibile, della drammaturgia di Samuel Beckett (nella traduzione di Gabriele Frasca). La montagnetta in cui Winnie-Arman è bloccata, inconsapevolmente, e da cui vive tutte le sue giornate, c’è. Wille, Dibitonto, si aggira schiacciato e represso, come nell’originale. Tutto funziona, anche le scene e i costumi di Ferdinando Bruni, che rispecchiano esattamente la drammaturgia: Winnie che non molla, o almeno cerca di non mollare, le sue quotidiane abitudini nel prendersi cura di sé, utilizzando gli oggetti che tira fuori uno ad uno dalla borsa, risultando a suo modo fresca e curata seppur nella difficile condizione in cui si trova, bloccata in una montagna di terra. Tutto funziona, quindi, ma niente aggiunge.

E questo è il problema di questo spettacolo: un testo tanto pronto, perfetto, e con alle spalle regie di storica importanza per la storia del teatro (il pensiero va subito alla Winnie di Giulia Lazzarini diretta da Giorgio Strehler per il Piccolo Teatro nel 1981-‘82, più angosciante e ricca di sfumature, meno certa delle sue poche convinzioni, quindi più completa) per essere ricordato dovrebbe davvero colpire per una capacità interpretativa che vada oltre l’esecuzione.

Mentre questa, per l’Elfo, è la prima produzione della drammaturgia beckettiana: Winnie e Willie sono, nel testo dell’autore irlandese, due esseri rimasti, due ultime specie in un mondo (il nostro) che si sta estinguendo. Dice Frongia: “Se un giorno il mondo per come lo conosciamo dovesse smettere di esistere, che senso avrebbe avuto la nostra vita? Cosa vuol dire esistere, per chi esistiamo, per cosa ci affanniamo? Il mondo non è fatto dalle possibilità e, men che meno, dalle scelte che compiamo. Il mondo è quello che è, l’unica cosa che possiamo fare è prenderne atto”. È forse la capacità di accettazione che la Arman rende esplicitamente che toglie allo spettacolo la sua forza espressiva: è inutile, in un momento storico come quello attuale in cui, al contrario, i motivi per cui esistono gravi problemi riguardati guerre e ambente sono chiari e espliciti: l’uomo. E bisognerebbe al contrario prenderne atto. “Giorni felici ci mette anche di fronte all’inevitabilità del tempo, ammesso che esista e non sia anch’esso un’invenzione -dice ancora il regista-. Winnie ricorda e riflette sulla fortuna di aver avuto una vita che le permette, ora che è bloccata, di sopportare la condanna di vivere. Che bel mondo deve essere stato quello dove ha vissuto la nostra Winnie!”. Uno spettacolo che, insomma, per il teatro in cui si trova e per il modo in cui è reso, risulta un po’ troppo poco approfondito, soprattutto in questo periodo storico.

Durata: 90 minuti

Info. Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano

Orari spettacolo: martedì ore 21 | mercoledì e giovedì ore 20 | venerdì ore 20.30

sabato 19.30 | domenica ore 16.30

Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50

Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Little Italy

    Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.

    Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
    Website: https://littleitalymilano.com/

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