Attori irresistibilmente anziani

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Al Teatro Manzoni, fino al 17 novembre, è in scena I ragazzi irresistibili, la commedia di Neil Simon (New York, 1927-2018) scritta per il teatro, che l’autore americano adatta come sceneggiatura per il film omonimo del 1975 vincitore un Premio Oscar. E’ lo stesso spettacolo che dal 16 al 21 gennaio scorsi era al Piccolo Teatro Strehler (Milanoateatro lo aveva recensito qui:Ragazzi irresistibili? l’amarezza dell’età che avanza prevale al Piccolo – Milano a Teatro ), sempre par la regia di Massimo Popolizio.

Applausi anche in piedi per una parte del pubblico del Manzoni, entusiasta della qualità di Franco Branciaroli, 77 anni, Willy Clark, e Umberto Orsini, 90 anni, che interpreta Al Lewis: anche in scena sono due anziani attori e soci. Sono stati compagni di lavoro, hanno cavalcato il successo nel teatro comico, ma litigando continuamente, e il loro rapporto si sarebbe chiuso malamente.

Se Simon aveva intenzione di logorare il pubblico con l’insistenza e la monotonia con cui gli anziani si fissano su determinate faccende, ecco lo scopo è perfettamente raggiunto. È questa, infatti, la chiave per entrare e apprezzare lo spettacolo: la scenografia, di Maurizio Balò, si apre su una camera da letto, è quella della stanza d’albergo in cui si è sistemato Clark. Una pensione di bassa qualità, in cui l’attore cerca comunque di non dimenticare il suo successo passato e anzi, sente di poterlo ancora cavalcare. E’ su questa flebile ma incrollabile speranza che si costruisce la trama e entra in gioco anche il ruolo di Lewis: i due forse possono avere una nuova chance, tornare a recitare insieme. Il nipote di Clark, Ben Silverman, Flavo Francucci, che è quasi costretto ad essere il suo agente, forse finalmente è riuscito a trovargli un’occasione per recitare di nuovo. Ma dovrà essere per forza con Lewis, sarà proprio una serata in tv ricordo del loro successo.

Tutto assume un tono di provvisorietà: la sala dove i due si ritrovano per provare il loro antico spettacolo è la camera d’albergo di Clark, e la riunione tra gli anziani attori ha dell’amaro e del dispersivo. Come anche la serata in tv, che si conclude in modo imprevisto e porta al secondo atto. Siamo ancora nella camera di Clark, dove appare l’infermiera, Chiara Stoppa: è chiaro che tornare a parlare di autonomia è sempre più impossibile. Eppure Lewis si presenta di nuovo, e i due decideranno di andare nella pensione dei musicisti.

Lo spettacolo risulta pesante e logorante, ma non perché qualcosa vada storto: è il fine ultimo della drammaturgia e di questa regia.

DURATA: 120 minuti compreso intervallo

Teatro Manzoni, via Manzoni 42

Dal 5 al 17 novembre

ORARI: feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30. Sabato 16 novembre, ore 15,30 e 20,45

BIGLIETTI: Prestige € 37,00 – Poltronissima € 34,00 – Poltrona € 26,00 – Poltronissima under 26 anni € 18,00

INFO: www.teatromanzoni.it. Telefono: 02-7636901

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Andry Restaurant

    Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).

    Indirizzo: via Rovello 10
    Telefono: 0286462709
    Website: https://ristoranteandry.com/
    E-mail: andryrestaurant@gmail.com

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