Attori e anti-eroi: al Menotti in prima nazionale il Checov diretto da Peter Stein

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Tre atti unici rapidi, fluenti, agili. In platea si ride. Ma, sembra, più perché si sceglie di non pensare e di lasciarsi andare alla battuta. Senza prestare attenzione a quello che Anton Cechov e Kostantin Stanislavskij hanno  chiamato “il sottotesto”, ovvero la capacità “di esprimere diversi livelli di linguaggio con le stesse parole: enunciare un concetto, ma intenderne uno opposto” , come ha spiegato lo stesso Peter Stein a Milanoateatro parlando appunto di Crisi di nervi , lo spettacolo in scena al Teatro Menotti fino al 9 giugno (qui l’intervista integrale: https://milanoateatro.it/interviste/peter-stein-racconta-a-milanoateatro-il-suo-cechov-e-il-suo-modo-di-lavorare-con-gli-attori/). Una produzione Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo, con la compagnia di attori che il regista di Berlino aveva già diretto ne Il compleanno, di Harold Pinter, spettacolo che è tornato in scena al Menotti nel novembre 2023 (Milanoateatro lo ha recensito qui: https://milanoateatro.it/recensioni/un-compleanno-di-terrore-al-menotti-firmato-peter-stein/).

Maddalena Crippa, Alessandro Sampaoli e Sergio Basile ne L’Orso, Gianluigi Fogacci come unico interprete de I Danni del Tabacco e Alessandro Averone, Sergio Basile, Emilia Scatigno ne La Domanda di Matrimonio,  sono gli interpreti in mano a cui va tutta la responsabilità dello spettacolo: non c’è quasi scenografia, i costumi e il trucco sono perfettamente studiati sul personaggio e ne accentuano le peculiari caratteristiche. Qualsiasi parrucca o abito, però, non sarebbe in alcun modo efficace se gli attori non fossero in grado di esprimere anzitutto da sé il proprio personaggio.

E i protagonisti di questi tre atti unici sono, anzitutto persone sole. Ironicamente sole, può essere, ma la caricatura che esprimono lascia ampiamente emergere il -tragico- sottotesto. Mirabile l’interpretazione di Alessandro Sampaoli ne L’Orso, come iniziale riscossore di un debito alla povera vedova interpretata dalla Crippa, per rivelarsi poi suo pretendente. Fogacci, umiliato e melanconico nella lezione sul tabacco che la moglie lo costringe a sostenere, arriva a sfogarsi col pubblico sulla disperata situazione coniugale che deve vivere. Emilia Scatigno è ancora totalmente convincente, come lo era stata ne La domanda, qui nel suo ruolo di zitella finalmente, forse, davanti ad una vera proposta di matrimonio. Tra il primo e l’ultimo atto si delinea il ritratto di una società di anti-eroi, di persone vere nelle loro paure e insicurezze, che arrancano nella ricerca di una stabilità, emotiva prima che economica o sociale. Per uno spettacolo che illumina e rende grazie, ancora una volta, al teatro per la sua capacità di raccontare l’uomo a se stesso.

DURATA: 70 minuti

INFO: Teatro Menotti, Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 –  biglietteria@teatromenotti.org

ORARI SPETTACOLI: dal martedì al sabato ore 20. Domenica ore 16.30. Lunedì riposo

PREZZI: intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita, Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Gattò, robe & cucina

    Locale accogliente in via Castel Morrone, ha un sapore parigino per la luce soffusa, i tavolini piccoli, l’atmosfera raccolta. E la ampia presenza di vini e di etichette di tutti i tipi. E in effetti la presenza di “un pezzettino” di Francia è confermata dal locale stesso, anche se il sapore più incisivo vuole essere quello napoletano. Ad ogni modo da Gattò potete star certi di assaggiare ricette sane e di qualità a pranzo e cena, con piatti specifici di ogni regione italiana. Noi abbiamo provato la rosa di Gorizia con insalata di gamberi al vapore, arance, noci e ceci fritti al rosmarino (18 euro) e la vellutata di zucca mantovana ai profumi dell’orto servita con capasanta piastrata in plancia e un crumble di guanciale croccante (18 euro). Gentilezza e accoglienza del personale: lo chef, vedendo dalla cucna che non arrivava la cameriera occupata nell’altra sala, ci ha portato lui i piatti. Atmosfera colloquiale e amichevole, senza troppi fronzoli pur mantenendo un suo stile.

    Indirizzo: via Castel Morrone 10
    Telefono: 0270006870
    Website: https://gattomilano.com/
    E-mail: info@gattomilano.com

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