Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Sola in scena, ma in un ambiente intimo, domestico in attesa di qualcuno. Così si presenta Elena Arvigo in Appunti per il futuro, suo progetto in scena in prima nazionale al Teatro Out Off, con cui ne condivide la produzione, fino al I febbraio. Attrice genovese classe 1974, premio Hystrio 1999, appena diplomata alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano, in teatro è diretta da registi italiani e stranieri quali Alvis Hermanis, Eimuntas Nekrošius, Jacques Lassalle, Jan Fabre e Valerio Binasco. Lavora anche al cinema (Tutta la vita davanti, regia di Paolo Virzì, Mangia prega ama, regia di Ryan Murphy, per citarne due) e debutta in televisione nel 2001, partecipando a La piovra 10, come protagonista nel ruolo di Giulia Mercuri accanto a Remo Girone. Una breve bio per inquadrare l’attrice, drammaturga, regista di se stessa: la Arvigo è una che fa sul serio, impegnata e fortemente convinta delle sue idee.
Ecco che Appunti per il futuro è una singola voce, la sua, che esprime il sentimento di molte persone, anzitutto, in particolare, donne, davanti alla guerra: incomprensione, impotenza, solitudine. I testi da cui l’Arvigo trae monologhi che interpreta sono del premio Nobel per la letteratura 2015 Svetlana Aleksievič (Una Battaglia persa, Preghiera per Chernobyl, La guerra non ha un volto di donna, Solo l’amore salva dall’ira) e di Simone Weil. Non è solo un titolo: “solo la morte salva dall’ira” è anche una frase che l’attrice pronuncia cercando di trovare un senso ne “i 25 milioni di morti nella guerra russa: come sia possibile una simile catastrofe”.
Quello portato in scena è un coro di voci femminili perché “ho deciso di spostare il punto di vista: la Storia è quasi sempre svelata dagli uomini”. Forse per questo non è necessario citare vincitori e vinti, torti o ragioni: non è la violenza che interessa alla Arvigo, ma le anime, le memorie cancellate, la dimensione umana perduta.
Per uno spettacolo che pone tutti davanti alla insensatezza della crudeltà della guerra. Con una verità che esprime una rabbia della protagonista verso gli errori della Storia tale che rischia di sembrare accusatoria anche verso il pubblico. Un invito a prendersi delle responsabilità che è efficace, ma nel complesso assume anche un tono leggermente retorico.
DURATA: 75 minuti
Teatro Out Off, via Mac Mahon 16
ORARI: martedì e giovedì ore 20:30 | mercoledì, venerdì e sabato ore 19:30 | domenica ore 16:00
PREZZI: Intero: 20€ | Under26: 14€ | Over65: 10€
Spettacolo inserito nell’abbonamento Invito a Teatro Prenotazioni e informazioni: T. 0234532140 | M. biglietteriaoutoff@gmail.com
Durata: 75 minuti
Indirizzo: Teatro Out Off, via Mac Mahon 16
Info: biglietteria@mtmteatro.it – 02.86.45.45.45 – www.mtmteatro.it
Orari:
Bilgietti:
Ottima trattoria piemontese di piccole dimensioni a pochi minuti dal teatro Out Off. Dalla Tartare di Fassone al Tartufo Nero (18 euro), ai Tajarin Piemontesi al Ragù (13 euro) o al burro e tartufo nero d’Alba (16 euro) state pur certi che passerete un’ottima serata. Accompagnata anche dalla cortesia del marito, milanese, della proprietaria (Clarissa, è lei la piemontese, non c’era quando siamo andati noi) e simpatia e l’eleganza dei camerieri, indiani.
Indirizzo: Via Principe Eugenio, 28, 20155 Milano
Telefono: 0233602175
Website: https://www.trattorialaravaelafava.it/
Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).
Indirizzo: via Rovello 10
Telefono: 0286462709
Website: https://ristoranteandry.com/
E-mail: andryrestaurant@gmail.com
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

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Bravo Sandro Lombardi nei panni del protagonista, ma lo spettacolo che indaga nella vita del celebre viveur a partire dagli ultimi anni si allontana (troppo?) dall'immaginario artistico e letterario che lo ha reso celebre

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