Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Una vasca da bagno in primo piano, in una scena buia e apparentemente chiusa. Poi lo sfondo si apre a sorpresa su una piscina olimpionica. E questo scambio di proporzioni racchiude tutto il senso di Affogo, lo spettacolo in scena dall’11 al 20 marzo al Teatro Franco Parenti di Dino Lopardo, di Marsicovetere, in Basilicata, classe 1985, che firma anche la regia, le scene e le luci (che giocano un ruolo assolutamente comprimario sempre in stretta relazione con ciò che avviene in scena). E Mario Russo, attore e musicista classe 1992 di Crotone, in Calabria, ben si presta a raccogliere e restituire tutto il simbolo della violenza e la crudeltà espressi in Affogo. Lo spettacolo è il primo di una trilogia composta da tre monologhi: Affogo, appunto, e poi Rigetto e Cesso, che sono rappresentabili singolarmente o in forma di maratona con l’aggiunta di un atto risolutivo, in cui i tre protagonisti di ogni singola storia appaiono insieme: i tre spettacoli compongono la Trilogia dell’odio.
La violenza di Affogo è quella dell’umiliazione, ben rappresentata dall’anatroccolo giocattolo con cui l’attore si accompagna per tutto lo spettacolo. Subito si viene inquadrati nel clima con la narrazione della favola per cui un anatroccolo scambia il riflesso della luna per un pesce e si getta con foga ed energia alla caccia di questo, ma viene deriso da tutti gli altri anatroccoli dello stagno. Il disegno dello spettacolo appare subito chiaro: è metaforico e allo stesso tempo evidente e vivo.
Dopo questa immagine paradigmatica, le azioni e le parole di Mario Russo sono di pari livello: racconta la sua storia, di un ragazzo che vive in casa con degli zii ottusi, dalla mentalità provinciale e sin da bambino conserva un sogno nel cassetto: diventare campione di nuoto, nonostante abbia il terrore dell’acqua. La vasca da bagno rappresenta il suo ambiente famigliare, in cui il giovane tenta di esprimere i suoi desideri. La piscina è la società, la dimensione più ampia, esterna: l’attore, anatroccolo, si confronta prima con “i vecchi” del suo ambiente domestico, poi con quelli della piscina.
Grazie alla straordinaria abilità di Russo, che è attore, musicista e acrobata, insieme alle figure mimate in ombra richiamate da Alfredo Tortorelli, il pubblico entra in una dimensione altra, che attraverso la fantasia restituisce la crudeltà della realtà. In cui i sogni sembrano inutili, in cui il cinismo soffoca ogni tentativo di idealismo. In cui essere diversi diventa un peso per la società, da bullizzare, e un vizio da soffocare per i rapporti famigliari. Uno spettacolo in cui le metafore espresse dagli attori attraverso la scena entrano nella mente e nell’animo del pubblico, rivelando la forza della verità attraverso l’arte del teatro.
DURATA: 1 ora
Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14
INFO: tel. 02 59995206, biglietteria@teatrofrancoparenti.it, http://www.teatrofrancoparenti.it
ORARI: martedì 11 Marzo – 20:15; mercoledì 12 Marzo – 20:15; giovedì 13 Marzo – 20:30; venerdì 14 Marzo – 19:00; sabato 15 Marzo – 19:00; domenica 16 Marzo – 16:30; martedì 18 Marzo – 20:15; mercoledì 19 Marzo – 20:15; giovedì 20 Marzo – 20:30
PREZZI: intero 25€; under26/over65/Carta giovani 15€; convenzioni (valide tutti i giorni) 18€
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