Non so quanti che stanno leggendo questo articolo conoscano il Virgin Motel, l’albergo sperduto nelle frequenze di Virgin Radio in onda dalla domenica al giovedì dalle 23.00 alle 02.00: Johnny J. Douglas è il portiere di notte dell’hotel sperduto nel deserto della Death Valley. 30 stanze dalle mura ingiallite, un ascensore che non funziona e le pale sul soffitto che girano lente. Anime perse arrivano qui con tutti i loro bagagli di esperienze e problemi, e, tra un pezzo e l’altro di musica rock, Johony J. Interagisce con loro e ne tratteggia le caratteristiche: vite al limite, da metropoli, racchiuse nei quadri di Edward Hopper come nella letteratura hard boiled dei romanzi di Dashiell Hammett e Raymond Chandler.
Così anche al Teatro Out Off, fino al 3 marzo, grazie a Hughie, dal testo del 1941 di Eugene O’Neil (New York, 1888- Boston, 1953), pubblicato postumo e mai rappresentato in Italia, tradotto da Roberto Trifirò, anche regista e attore protagonista, si entra nel mondo dei duri dal cuore tenero cantato anche dal nostro Fred Buscaglione: gente che impara presto a schivare pallottole mentre mette sul piatto nuove fiches e conquista pupe bionde che sanno stare al gioco.
Una scena aperta, di Gianni Carluccio, mostra un ampio bancone da hotel sospeso nell’aria (è sorretto non dalla base e può ondeggiare a spinta), come a esprimere anche visivamente la precarietà delle vite che arrivano in quel luogo. Un tappeto chiaro, ma pesante, e due poltrone: è qui che arriva (o meglio torna) Erie Smith, Roberto Trifirò, giocatore d’azzardo nonché abituale frequentatore dell’hotel. Lo squattrinato cliente fisso entra, e subito attacca bottone con Charles Hughes, Claudio Lobbia, il nuovo portiere di notte: Hughie, che dà il titolo allo spettacolo, il suo predecessore nonché ingenuo confidente di Erie, è morto. Ecco che inizia uno spettacolo tutto di movimenti studiati nel dettaglio, di parole e toni calibrati uno ad uno.
Trifirò si mostra, come sempre, un attore e regista esemplare, di grande approfondimento: ogni attimo dello spettacolo è studiato nelle parole, nei toni, nei gesti e movimenti. Hughes, il portiere nuovo, parla poco, ma ogni suo movimento esprime più di mille parole e rappresenta precisamente il ruolo così scaltro e ricco di sfumature che un professionista impiegato di notte in un hotel del genere deve saper interpretare. Un dialogo costruito sui silenzi di Charles e le infiltrazioni continue di Erie, fino a che quest’ultimo troverà la chiave per sbloccare le riserve del suo interlocutore: una partita a dadi, e si potrà intuire chi sia il vero Charles e smettere di parlare della tomba di Hugie.
INFO. Teatro Out Off, via Mac Mahon 16
www.teatrooutoff.it, biglietteriaoutoff@gmail.com, 02-34532140
ORARI: mercoledì, venerdì e sabato ore 19.30 – martedì e giovedì ore 20.30 – domenica ore 16.00
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