All'Elfo Puccini ultimo giorno per un Casanova che non coinvolge

Marta Calcagno Baldini

Ciapa'l tram

Certo, il pubblico ha applaudito alla fine di Casanova, lo spettacolo scritto da Fabrizio Sinisi e in scena al Teatro Elfo Puccini ancora oggi. Ma non era caldo, coinvolto, come a volte capita in teatro. Forse, dato il soggetto, il viveur nato a Venezia nel 1725 e morto a Dux, in Boemia (oggi in Repubblica Ceca), nel 1798, l’aspettativa era di vedere uno spettacolo sulla vita mondana e ricca di esperienze dello studente, che fu anche chierico, soldato, violinista, viaggiatore, diplomatico, esperto di stregoneria (nel 1755 Casanova viene rinchiuso nei Piombi a Venezia, sotto Palazzo Ducale, accusato di empietà, magia e massoneria). Niente di tutto ciò, o quasi: il lavoro di Sinisi descrive un Casanova, interpretato da Sandro Lombardi, attore e regista di grande esperienza, spesso interprete e regista di drammaturgie testoriane, ormai a crepuscolo della sua vita.

Il testo si ispira alle memorie che lui stesso scrive di sé nell’ultimo periodo della sua esistenza, quando è bibliotecario al servizio del Conte di Waldsein nel suo Castello a Dux: troppo tardi per avere donne vere intorno. Quella che va in scena quindi è una ricostruzione della vita di Casanova attraverso le sue impressioni, i suoi ricordi che gli vengono stimolati dal medico mesmerista (capaci di guarire attraverso l’ipnosi, interpretato da Marco Cavalcoli) che Casanova vuole vicino a sé. Ossessionato e terrorizzato dal fatto di essere invecchiato e non ricordare bene, convoca l’esperto per sperare di tornare alla pienezza di sé.

Il pubblico entra nel mondo evocato dal medico di Casanova, nel tempo della seduta. Siamo nella sua biblioteca nel Castello a Dux, i protagonista è solo: si lamenta dei tedeschi e della Boemia. Troppi boschi e ubriaconi: la sua Venezia, le sue donne, la sua vita. Dove sono? Attraverso la seduta appaiono persone importanti nella vita di Casanova per vari motivi (anche Voltaire, Alberti Marcello), oltre a lui bambino (Edoardo Matteo), a Marchesa D’Urfè (Betti Padrazzi) e Henriette (Simona De Leo), l’affascinante giovane donna che forse Casanova abbia mai amato. In una scena onirica (di Fabio Chertich) si consuma il tentativo di un uomo passato di ritrovare se stesso. Per uno spettacolo che non celebra il coraggio e la straordinarietà di Casanova, ma lo riduce un po’ troppo coraggiosamente alla figura di un anziano depresso senza memoria e capacità attiva. E’ così importante costruire uno spettacolo che smonta una figura stereotipata di cui hanno parlato tanti intellettuali, vedi Arthur Schnitzler ne Il ritorno di Casanova (1918). 

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Bistro Olinda

    Propone piatti semplici, da poter consumare se necessario in poco tempo, anche vegetariani e vegani, oltre alle nuove interpretazioni di classici della gastronomia italiana o le incursioni di ricette etniche. I dolci sono fatti in casa, la scelta di vini provenienti da piccoli produttori regionali. Olinda è un progetto collettivo nato nel 1996 con l’obiettivo di superare l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano per ricostruire accessi ai diritti di cittadinanza di persone con problemi di salute mentale.

    Indirizzo: Teatro Elfo Puccini, Corso Buenos Aires, 33, 20124 Milano
    Website: https://www.olinda.org

  • Little Italy

    Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.

    Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
    Website: https://littleitalymilano.com/

  • Rosy e Gabriele

    Troverete la storica pizzeria degli attori e persone dello spettacolo. I due originari fondatori del ristorante (Rosy e Gabriele) ora sono in pensione, ma 11 anni fa, hanno lasciato il locale a chi già lavorava con loro da 37 anni. Qui la cucina è aperta fino a tardi (il ristorante chiude all’1), in un ambiente movimentato, allegro e in cui lavorano veri professionisti del servizio ai tavoli, da sempre in sala con camicia bianca e papillon nero. Gestiscono l’arrivo di clienti con o senza prenotazione con maestria e simpatia. Si possono mangiare classici piatti milanesi come risotto o cotoletta, ma la specialità è la pizza, presente in varie ricette. Sarete serviti in un’unica sala da pranzo conviviale dal sapore anni ’70-’80, come il paniere d’altri tempi che contiene amaretti, dolcetti alle mandorle e caramelline al limone o alla menta che viene servito a fine pasto se si sceglie di non prendere il dolce.

    Indirizzo: Via Giuseppe Sirtori, 26, 20129 Milano
    Telefono: 0229525930

  • Ristorante Batong

    Una sala abbastanza piccola a pochi minuti dal Teatro Elfo Puccini. Si trova in Galleria Buenos Aires 14, ma da un lato si affaccia su strada con ampie vetrate. Un gruppo di giovani camerieri, ragazze e ragazzi, simpatici. Tanti clienti cinesi, segno che la cucina è autenticamente asiatica. Infatti il Ristorante Batong è un unicum tra i locali che propongono piatti orientali a Milano: il menù qui è di piatti provenienti dallo Yunnan, regione nell’estremo sud ovest della Cina. Confina con Vietnam, Laos, Birmania e Tibet: ecco perchè si possono gustare qui ricette innovative oltre ai classici involtini primavera o ravioli al vapore (pur presenti). Imperdibili ad esempio gli spaghetti di riso in brodo piccante con carne di maiale macinata (10 euro). Molti sono i piatti con carne, meno di pesce e c’è anche una scelta di ricette vegetariane.

    Chiuso al mercoledì

    Indirizzo: Galleria Buenos Aires 14
    Telefono: 022043712
    E-mail: ristorante.batong@gmail.com

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