La società di allora e di oggi ne 'Il delitto Karamazov' in scena all'Out Off

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Tutto, ne “Il delitto Karamazov” per la regia di Lorenzo Loris in scena al Teatro Out Off fino al 12 febbraio per una coproduzione del Teatro Out Off e CTB-Centro Teatrale Bresciano, ispira studio e preparazione. L’ultimo romanzo di Fedor Dostoevskij (lo conclude alla fine del 1880 e muore pochi mesi dopo), è stato riscritto in forma drammaturgica, in 8 mesi di studio e lavoro, da Fausto Malcovati, docente di Lingua e letteratura russa all’Università di Milano e già traduttore di tutto il teatro cechoviano. Che è anche parte dello spettacolo nel ruolo del giudice: siede in platea e dialoga con gli attori Mario Sala, Antonio Gargiulo, Matteo Vitanza e Giuseppe Gambazza, nel ruolo di Ivan e Alesa (il primo e ultimo dei fratelli, Dimitrij non compare) e i due servi. Tutti molto efficaci e convincenti nelle parti. 

Siamo nella Russia di fine anni ’70 dell’Ottocento. Un Paese nel caos, in cui segnali di protesta contro le riforme dello zar Alessandro II del 1861 (abolizione della servitù della gleba, sistema giudiziario, struttura militare) lampeggiano ovunque: contestazioni e malcontento che culmineranno con l’assassinio dello zar nel 1881. In una scenadi Stefano Sgarella e Lorenzo Loris, che racchiude più luoghi in un solo spazio: nelle diverse aree tra tribunale, casa di Ivan e del servo Smerdiakov si consumano le esistenze dei protagonisti, tra alibi e insoddisfazioni. Come a dire: tutto è qui, davanti a voi, sarebbe chiaro e semplice da capire. Ma il buio che domina la scena e l’illuminazione di questa di una parte per volta ci mostra sempre una visione parziale della vicenda. Tantopiù che il palcoscenico dell’Out Off scopre grande e ricco di zone in cui è possibile trovare rifugio (come la Russia?): l’ideale in cui ambientare la contorta ricerca del vero responsabile dell’uccisione di Karamazov. 

I tre (quattro compreso Smeridakov) fratelli sono, diversamente in base ai propri caratteri, ma tutti offesi verso il padre: non sa cosa sia la paternità e ricorda a malapena il nome dei propri figli. Lo spettacolo si concentra sull’ultima parte del romanzo: il parricidio è già stato compiuto e l’imputato principale è il figlio Dimitrij, l’assente, che al momento dell’uccisione viveva ancora col padre e dato che il primo figlio, Ivan, era a Mosca. Alesa, il più giovane, aspira a diventare prete ed è il più equilibrato dei tre. Anche Smerdjakov è un possibile imputato: nutre astio verso il padre che non lo ha mai riconosciuto. Tra finzioni, scoperte e mezze verità, lo spettacolo si propone come un colto e ben recitato affresco sulla Russia di allora: nelle parole di Dostoevskij riscritte da Malcovati si legge l’irrequietezza di una società intera. Di cui sono metafora i quattro fratelli Karamazov (tre e quello illegittimo), che odiano il padre ma non si prendono neanche la responsabilità di averlo ucciso.

Info.

Teatro Out Off, via Mac Mahon 16

DURATA: 1 ora è 20 minuti

ORARI: da martedì a sabato ore 19.30 – domenica ore 16.00.

www.teatrooutoff.itinfo@teatrooutoff.it, tel. 02-34532140

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