La bellezza di un amore contro le difficoltà

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Uno spettacolo in cui tutti i luoghi comuni vengono affrontati con vera maestria, rendendoli argomenti non scontati. Al Teatro Litta, da ieri, 2 maggio, fino al 12, è in scena Tu sei la bellezza, drammaturgia e regia di Alberto Milazzo con Giuseppe Lanino e Alessandro Quattro. Siamo in un appartamento arredato cura, scene Guido Buganza: qui vivono Andrea, Quattro, di professione drammaturgo, e Leonard, un libraio, Lanino: è la notte di Capodanno, siamo durante la pandemia del Covid. Andrea e Leonard sono una coppia omosessuale, vivono in un appartamento di una città italiana non meglio specificata. Leonard è un libraio, trasferitosi dall’Inghilterra per seguire il compagno Andrea. Come tutti nel tempo della pandemia, passano la notte di Capodanno in casa, da soli: in video collegamento stanno assistendo alla rappresentazione dell’ultimo testo teatrale di Andrea.

Il sipario si apre alla fine dello spettacolo, mentre Andrea accoglie gli applausi in video collegamento con la diretta. Si chiude la connessione, e si torna tra le quattro mura di casa, come se il pubblico potesse spiare l’intimita’ di due vite sotto lo stesso tetto. Il testo drammaturgico, di Andrea, appena andato in scena è ispirato alla situazione mentale di Leonard: gli è infatti stata diagnosticata la Sindrome Bipolare di Tipo 2. Andrea ha scritto questo testo proprio per evidenziare le complicazioni che la pandemia ha creato nelle persone con una fragilità psichica come Leonard.

Il silenzio che regnava nelle vie durante il covid si può avvertire persino in scena: lo trasmette l’isolamento necessario dei due protagonisti, quasi per tutto lo spettacolo in faccia a faccia, e lo richiama la grande finestra che occupa un ampio spazio sul lato destro della scena, guardando il palco. Suggerisce il desiderio di libertà e di fuga, che forse è la chiave sottesa a tutto lo spettacolo: Andrea e Leonard sono una coppia omosessuale, e il loro rapporto è il fil rouge attorno a cui si sviluppa l’intera piece. O meglio, in realtà c’è un terzo personaggio ed è il Cane di Churchill, ovvero la depressione di Andrea. Sì, perché il Primo Ministro inglese chiamava “cane” la sua malattia: come Leonard, sapeva guardarla, riconoscerla e la temeva. Il cane diventa un animale di famiglia, con cui anche Andrea si deve interfacciare. Viene a teovarli e sta con Leonard la maggior parte del tempo, strappandolo ad Andrea.

Un desiderio di libertà per una coppia impedito quindi non solo e non tanto dal covid, quanto da una malattia a cui è difficile porre rimedio. E non possono essere neanche le appasionate e pazienti cure di Leonard a sollevare la situazione: per uno spettacolo difficile, che sa rivelare verità anche scomode, ma riesce a farlo con la delicatezza e la maestria di due bravi attori.

Durata: 90 minuti

Info. Teatro Litta, corso Magenta 24

Orari: martedì/sabato ore 20.30 / domenica ore 16.30

Info. biglietteria@mtmteatro.it / 0286454545

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Osteria Pizzeria "Al 29"

    Siamo in corso Magenta, al 29. Il Teatro Litta è a pochi passi attraversata la strada. Il locale è piccolo, intimo, almeno a prima vista. Cinque-sei tavoli appena entrati, il forno a legna. Se poi si popola molto sotto c’è un’altra sala, abbastanza grande. Siamo all’Osteria Pizzeria “al 29”, come da numero civico, la parete di foto di Totò aiuta, se mai ce ne fosse bisogno, a capire ancora meglio la specificità del locale in cui siamo appena entrati: pizza e cucina napoletana. I due attuali proprietari sono una bellissima coppia, marocchino lui e egiziana lei, “ma siamo qui a lavorare dal 1987 -spiegano- Ci ha insegnato tutto il precedente proprietario, Salvatore, napoletano doc, e poi lo abbiamo rilevato noi”. Si sentono veri, autentici e spontanei depositari della cultura e tradizione culinaria italiana, riconoscenti a chi ha insegnato loro il mestiere. Un antipasto di pizza fritta margherita, un po’ più piccola di una pizza abituale, e poi orecchiette alla barese (con broccoli, aglio, acciughe e peperoncino) e un trancio di spada alla griglia, vino e un dessert a 74.50 euro. Il locale è aperto sia  a pranzo che cena, la domenica dalle 12 alle 16.

    Sempre aperto. Orari: luned-sabato, ore 12-15.30 e 19-23. Domenica: ore 12-16.

    Indirizzo: Corso Magenta 29
    Telefono: 028693069

  • Tutto bene, grazie

    È la risposta alla domanda “come stai”, ma anche a “come ti sei trovato?”. “Tutto bene, grazie”. Ed è facile capire perché si chiama proprio così il bistrò in corso Magenta 30: abbiamo ricevuto un’accoglienza davvero unica, professionale ma di grande ospitalità (anche autentica simpatia con News, la cagnolina che a volte ci accompagna fuori la sera). L’accogliente bistrot è suddiviso in (un po’ troppe?) salette con pochi tavoli l’una. Non si ha mai una visione d’insieme, l’integrità dello spazio non arriva. Ciò a parte qui si può venire sia per aperitivo che per dopo teatro, e la caratteristica della cucina è di prporre il meglio d tutte le ricette di tradizione romana, milanese e abruzzese. Per 13 euro abbiamo preso un calice di vino e un succo di pomodoro accompagnati da buone olive e taralli. Se si cerca un aperitivo più sostanzioso però, i posson chiedere piatti del menù come arrosticini, cacio pepe, carciofi alla romana, e altro.

    Orari: Sempre aperto, ore 7.30-mezzanotte

    Indirizzo: Corso Magenta 30, 20123 Milano
    Telefono: 0284215056
    E-mail: info@tuttobenegrazie.it

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