Tragedie antiche con parole attuali: al Menotti la versione di Fabrizio Sinisi dell'Orestea di Eschilo

Marta Calcagno Baldini

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Egisto, cugino e amante di Clintennestra nei lunghi anni in cui Agamennone è in guerra a Troia, neanche compare. Al Teatro Menotti, dal 29 settembre al 7 ottobre, è in scena la versione di Fabrizio Sinisi della prima tragedia della trilogia dell’Orestea di Eschilo, Agamennone. Drammaturgo e scrittore classe 1987, stravolge con rispetto la tragedia originale del 458 a.C (anno della prima rappresentazione ad Atene, la tragedia fa parte della trilogia dell’ Orestea con le Coefore  le Eumenidi): qui la disperazione è tutta solo di Clintennestra, una brava Maddalena Crippa, e si consuma simultaneamente sotto diversi aspetti, tutti di una donna affranta. Il ritorno del marito, Agamennone, Sergio Basile, per lei significa vedere l’omicida di loro figlia, Efigenia, uccisa dal padre come vittima immolata e sacrificio agli dei per vincere la guerra. In più lui si presenta con Cassandra, Emilia Scatigno, giovane figlia di Priamo, lo sconfitto re di Troia, oggi sua schiava e trofeo di guerra.

Nella regia di Gianluigi Fogacci c’è tutta la contemporaneità che esce dal nuovo testo di Sinisi: pur lasciando i costumi di sapore antico, la mancanza di speranze verso un futuro che Clintennestra incarna e la sua delusione profonda verso la figura del marito Agamennone sono una proiezione del cinismo che si insinua in molte coppie dei giorni nostri. Lei gli rimprovera di non aver saputo evitare la morte della figlia Ifigenia, di non aver saputo mettere al primo posto la bambina rispetto al desiderio di tornare vincitore dalla guerra. È un capovolgimento totale delle dinamiche che regolano i valori e le scelte dell’antica Grecia e dell’Epica, in cui la volontà umana è sottomessa agli dei e ancor prima al Fato.

Davanti alla giovane Cassandra la regina, Clintennestra, ha un atteggiamento maturo e consapevole: nel dialogo che si verifica tra le due non è alla profetessa che attribuisce l’origine del suo dolore. Anzi, sembra compatirla (ha perso tutta la famiglia in guerra, è sola e non certo innamorata di Agamennone).

In tutto questo vuoto (sottolineato anche dalla scenografia, sempre di Fogacci), il re sembra non accorgersi della sofferenza: viene dipinto il ritratto del classico uomo che spera che non sfoderando i problemi questi poi vadano a risolversi. Infondo è tornato, la guerra è finita. Sì, c’è Cassandra, ma si troverà un posto giusto (in famiglia) anche per lei. Sembrerebbe esserci magari un minimo spazio anche per la speranza che il desiderio di vendette di Clintennestra si plachi in virtù di una nuova vita. Ma perdere una bambina neonata per una madre è troppo doloroso.

Informazioni

Durata: 80 minuti

Indirizzo: Teatro Menotti, via Ciro Menotti 11, 20129 Milano

Info: Email: biglietteria@teatromenotti.org – Telefono: 02-82873611 – Website: www.teatromenotti.org

Orari:

  • Martedì a Sabato: ore 20
  • Domenica: ore 16.30
  • Lunedì: riposo

Bilgietti:

  • Intero 32€ + 2€ prevendita
  • Ridotto over 65/under 14 21.50€ + 1.50€ prevendita

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