Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Andiamo, Marta è la seconda volta che lo vede in questa stagione, dopo la prima non era convinta: eppure Francesco Brandi ci era molto piaciuto nel suo Per strada del 2022. Siamo contente di rivederlo in scena, Marta vuole approfondire i suoi dubbi riguardo Pizzeria Kamikaze che anche stavolta, come Per Strada l’anno scorso, e’ in scena al Teatro Franco Parenti, o il Pierlombardo, come lo chiamiamo più familiarmente in città.
Sono tre attori in scena, vestiti sullo scuro, Brandi è il protagonista, è Giacomo che si trova in un limbo, dove si aggirano senza direzioni e luci, i suicidi. Ognuno di loro cerca ancora un senso, sembra che anche di là non abbiano trovato la pace che speravano di trovare dopo il gesto fatale.
Giacomo cerca la donna che lo ha lasciato, Ciro (Antonio Stoccuto) i fari della sua Prinz, Lea (Giulia Pica) vorrebbe tornare indietro e cerca i responsabili di questo luogo. Il racconto si muove tra tre quadri, l’incontro con gli altri due, il viaggio, l’arrivo in un resort dove finalmente riescono a godersi la loro tragica fine senza rimpianti. Almeno sembra.
In un clima post atomico, Brandi – è suo l’adattamento del testo- cerca di restituire lo spazio al clima surreale che l’autore del testo Etgar Keret, scrittore, sceneggiatore israeliano, dà ai suoi lavori, ci sono spunti e battute alla Woody Allen. Ha cercato di non perdere la cifra di un modo autoironico con cui i comici si regalano il dono di guardare situazioni drammatiche. Ma il regista Mario De Masi sembra ancora intriso dell’atmosfera buia del suo «Caini», un lavoro premiato con il De Bernardinis under 35, per accordarsi a questo sforzo.
Lo spettacolo però ha in questi giorni una sua tragica fatalità, c’è un corto circuito delle frasi, dei gesti che non dipende da nessuno, la leggerezza delle bolle di sapone che ogni tanto gli attori soffiano in scena a suggerire un’evaporazione, una via d’uscita, sembrano lacrime. Se non fossero morti già i personaggi lo rifarebbero. Non nascondiamoci che la tempistica del cartellone pesa, l’attualità del fuori non aiuta, l’arte non riesce a salvarsi e a salvarci.
Poi cerchiamo dei particolari che potevano darci qualche appiglio, ma non ci hanno lasciato scampo come la scelta dei costumi, quel modo di rappresentare l’attore civile stavolta sfuma troppo nel trascurato, come non volersi permettere niente, neanche la vanità del finito, tra il teschio e la clessidra anche nelle Nature Morte più scure c’è sempre spazio per una rosa, una mela, una lettera chiara che dà luce in un angolo.
La sala applaude per il grande impegno degli attori, pensiamo sia stato veramente faticoso portare in scena questa Pizzeria Kamikaze. Anche perché come coefficiente stilistico, ora in Italia non c’è ancora una scena indie davvero metabolizzata come a Londra, a Berlino, o nell’Israele della Nouvelle Vague di Tel Aviv.
Durata: 1 ora e 10 minuti
INFO: via Pier Lombardo 14, 02-59995206, biglietteria@teatrofrancoparenti.it, www.teatrofrancoparenti.it
Orari. Martedì Ottobre – 20:30; mercoledì 18 Ottobre – 19:15; giovedì 19 Ottobre – 21:00; venerdì 20 Ottobre – 19:15; sabato 21 Ottobre – 19:15; domenica 22 Ottobre – 15:45; martedì 24 Ottobre – 20:30; mercoledì 25 Ottobre – 19:15; giovedì 26 Ottobre – 21:00; venerdì 27 Ottobre – 19:15; sabato 28 Ottobre – 19:15; domenica 29 Ottobre – 15:45; martedì 31 Ottobre – 20:30; giovedì 2 Novembre – 21:00; venerdì 3 Novembre – 19:15; sabato 4 Novembre – 19:15; domenica 5 Novembre – 15:45
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