"Andiamo fra le persone per parlare di Gesù, della sua modernità e vicinanza"

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Sarà in scena domani, lunedì 27 marzo, al Carcere di Bollate, e ha debuttato venerdì scorso in anteprima per gli studenti del Liceo Volta (dove Milanoateatro era presente e ha visto lo spettacolo): “perché non vogliamo andare solo nei teatri. Vorremmo essere simili a Gesù, che non incontrava i fedeli sempre e solo nei templi, ma in mezzo alla gente”.

Così raccontano la loro nuova produzione Ippolita Baldini, classe 1982, e Francesca Porrini, 1976, le due attrici (la prima diplomata alla Silvio D’Amico, l’altra al Teatro Stabile del Veneto), che, su idea di Ippolita e collaborazione drammaturgica della Porrini e di Simone Toni, 1980 (diplomato all Scuola del Piccolo), che firma anche la regia, hanno creato uno spettacolo incisivo nella semplicità e naturalezza con cui affronta le figure di Maria (interpretata dalla Baldini) e Maria Maddalena (la Porrini). Si intitola “Chiamami, ti prego!”, e sarà in scena al Museo Bagatti Valsecchi il prossimo 29 marzo (ore 19.30), dove apre la seconda stagione di “Stasera al Museo- Le voci degli amori”, il  ricco palinsesto di serate musicali e spettacoli teatrali da marzo a dicembre che rende la Casa Museo un luogo di approfondimenti musicali e teatrali oltre che di arte. 19 appuntamenti fino al 31 dicembre 2023 con attori, musicisti e cantanti (anche Arisa ed Enrico Ruggeri): “Ars, vox, amoris”, ossia a tutte quelle forme d’arte che danno voce all’amore e che hanno guidato i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi nella realizzazione della suggestiva residenza di via Gesù, e secondo l’idea di Antonio D’Amico, che dal 2021 è il nuovo conservatore del Museo e lo vuole “animare di creatività, dando voce all’amore in tutte le sue caratteristiche in serate sorprendenti”.

Come in effetti è sorprendente parlare di Gesù oggi, con l’intento non certo di essere moralisti, semmai di mostrarlo nella sua essenza e semplicità. Un lavoro corale, che nasce sicuramente da un’idea della Baldini che da tempo porta temi cristiani nel suo teatro, ma “non volevo essere sola in scena”: allontaniamoci dall’immagine della Lucy che si è vista sui palchi di Zelig, questa è un’auto-produzione che nasce dopo un lungo lavoro di preparazione sul tema delle donne nel Vangelo, e soprattutto è alimentato da una forte Fede in Dio. “Abbiamo intervistato anche biblisti come Lidia Maggi- racconta Ippolita-, e lo spettacolo è ricchissimo di citazioni, dettagli, allusioni alle Scritture. Ma parla a tutti”.

Ippolita Baldini in una scena di “Chiamami ti prego”, credit @marta-calcagno

Certamente, perché sa anche far ridere e coinvolge, come ha dimostrato il pubblico del Liceo Volta: i ragazzi erano a tratti divertiti, a tratti commossi, sempre attenti. Vari e dinamici i sapienti escamotage utilizzati per citare le Scritture: a partire da quello di esibire, su una lavagnetta portatile o foderata all’interno del mantello, la citazione evangelica che viene magari recitata in quel momento.  E poi il gioco delle assenze, che è efficace in teatro dove è il pubblico a continuare magicamente con la propria fantasia l’illusione proposta dall’attore: il dialogo di Maria con l’arcangelo Gabriele che porta l’Annunciazione, ad esempio, è di fatto un monologo della Baldini, ma come se l’angelo fosse lì. Esattamente come i vari dialoghi che Maddalena e Maria intercorrono con Marta, che non si vede in scena. Altra protagonista è la panchina: occupa il centro della scena, e rappresenta una sorta di ancora terrena su cui appoggiarsi. Rappresenta la Chiesa? Un semplice appoggio per un senzatetto? Una seduta nella passeggiata di un laico? “noi vogliamo con questo spettacolo fare una ‘riproposta del tema’, come si usa nel jazz: cosa direbbe Gesù attraverso Maria e Maddalena se venisse tra noi ora? Non vogliamo catechizzare, ma condividere”.

scena di “Chiamami ti prego”, credit @marta-calcagno

Vengono citate spese e scontrini, Maddalena diventa la organizer delle trasferte di Gesù, che è “un mangione” e gira in mini van. Si parla di magliette col logo, e di calendari dell’Avis che appagano nella loro semplicità e la panchina viene firmata di volta in volta dai partecipanti che vogliono lasciare un segno. Per un Gesù che è di tutti e per tutti, di cui si può parlare per diffondere l’amore e la socializzazione che Lui per primo ha voluto mostrare come modo per vivere e stare insieme.

I ragazzi del liceo Volta firmano la panchina a fine spettacolo credit @marta-calcagno

INFO. 19:30, con accesso alle 18:30 per visitare liberamente il Museo.

Biglietti

Ingresso serale al Museo con spettacolo/concerto gratuito: 18 €, ridotto 12 € (per i soci dell’Associazione Amici del Museo Bagatti Valsecchi e per convenzioni specifiche).

Le serate del 7 maggio e del 4 giugno si svolgeranno in cortile e il costo è di 25€ (non sono previste riduzioni).

Nelle date del 12, 19 novembre e 31 dicembre, ingresso al Museo con concerto gratuito 12 €, ridotto 9 € per i soci dell’Associazione Amici del Museo Bagatti Valsecchi e per convenzioni specifiche.

Prenotazione obbligatoria su www.museobagattivalsecchi.org

Tutta la comagnia di “Chiamami ti prego” a fine soettacolo, credit @marta-calcagno

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Andry Restaurant

    Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).

    Indirizzo: via Rovello 10
    Telefono: 0286462709
    Website: https://ristoranteandry.com/
    E-mail: andryrestaurant@gmail.com

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