Al Teatro della Cooperativa, sala con un’antica storia in città, il cabaret ha un importante valore culturale. E stempera i forti accenti politici del resto del cartellone

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Recensioni

Pubblicato Ottobre 17, 2022

Se entrate al Teatro della Cooperativa non siete solo in una sala per spettacolo: in via privata Hermada 8, quartiere di Niguarda alla periferia nord est di Milano, ha sede infatti l'omonima Associazione Culturale fondata alla fine del 2001 dal regista e attore Renato Sarti, già collaboratore del Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e del…

Se entrate al Teatro della Cooperativa non siete solo in una sala per spettacolo: in via privata Hermada 8, quartiere di Niguarda alla periferia nord est di Milano, ha sede infatti l’omonima Associazione Culturale fondata alla fine del 2001 dal regista e attore Renato Sarti, già collaboratore del Piccolo Teatro con Giorgio Strehler e del Teatro dell’Elfo di Milano. L’associazione ha avviato un progetto di riqualificazione culturale della periferia attraverso lo sviluppo di un centro di produzione e promozione teatrale. Si tratta quindi di “una sala voluta dai cittadini -dice Renato Sarti-. Ecco perché abbiamo un cartellone concentrato sulla drammaturgia contemporanea e allo stesso tempo l’approfondimento della memoria storica”. L’Associazione gestisce il teatro grazie al sostegno della Società Edificatrice Abitare, a sua volta nata dalla Società Edificatrice di Niguarda del lontano 1894 (l’area era abitata già dal IV secolo per la vicinanza col fiume Seveso. Venne annessa a Milano nel 1808 durante il periodo del Regno d’Italia napoleonico, salvo essere nuovamente scorporata nel 1816 col ritorno degli austriaci e riunita definitivamente nel 1923). Queste cooperative insomma sono gruppi di cittadini che si uniscono per motivi prevalentemente politici, “legati a esigenze di difesa di classe”, ma diventano poi anche modalità di amministrazione comune del quartiere. Oggi parlare di “difesa di classe” pare un po’ fuori tempo massimo, eppure il Teatro della Cooperativa non è di questo parere. E nei centottantanove posti disponibili in sala si vedranno soprattutto spettacoli che “affrontano temi quali il recupero della memoria storica e la valorizzazione della multiculturalità”. Che poi la memoria storica e il multiculturalismo siano raccontabili solo da un certo punto di vista politico è una scelta che si può condividere o meno. 29 titoli, di cui 19 produzioni, di cui 8 debutti nazionali, 9 ospitalità, di cui una prima nazionale, per più di 140 alzate di sipario sono l’ampia offerta di questa sala, in cui ai grandi nomi della cena contemporanea si affiancano quelli di artisti emergenti: Ippolita Baldini, Valerio Bongiorno, Walter Broggini, Giulio Cavalli, Antonio Cornacchione, Laura Curino, Alessandra Faiella, fino a Giulia Lazzarini, Valentina Mandruzzato, Marta Marangoni, Flavio Oreglio, chiaramente Renato Sarti, ma anche Arianna Scommegna, Antonello Taurino, Debora Villa e Fabio Wolf per citarne alcuni.

Data la poca varietà di dibattito culturale nella scelta degli spettacoli di teatro di prosa (tutti con un solo orientamento politico) segnaliamo anzitutto la vivace stagione di teatro cabarettistico che alla Cooperativa è un genere significativamente approfondito e ben sviluppato, una delle poche sale che ha una tale proposta in merito. Tra i vari ospiti in cartellone infatti rivedremo Ippolita Baldini nel suo spettacolo ironico e brillante “Una marchesa ad Assisi” (12/21 maggio), Debora Villa che darà vita ad un laboratorio comico, “Terapia di gruppo”, di cui sarà protagonista con 4 appuntamenti (6 febbraio – 13 marzo – 17 aprile – 15 maggio/evento speciale). Flavio Oreglio sarà protagonista di “Alla ricerca del Cabaret Perduto” (14/19 febbraio-prima nazionale), per sottolineare il valore che nella storia questo genere di spettacolo ha rivestito. Tornano ianche  Duperdu e il loro teatro–canzone con il nuovo spettacolo “L’altro Brassens-Le traduzioni improbabili” (6/11 giugno-prima nazionale) e Alberto Patrucco, affiancato da due musicisti, sarà il mattatore di” Abbrassens” (12/16 aprile-prima nazionale), una performance tra parole e musica, racconti e canzoni, dove al serrato ritmo del monologo umoristico seguono la genialità e l’ironia senza eguali di Georges Brassens, in alcune sue canzoni mai tradotte in italiano prima d’ora. Infine, Valentina Mandruzzato, Francesca Zaira Tripaldi, Maria Luisa Zaltron con “Tutto è Kabarett” (26/30 aprile-prima milanese), scritto da Riccardo Tabilio, incarnano tutta la poliedricità espressiva delle artiste da Kabarett, cabaret alla tedesca, come Marlene Dietrich, Claire Waldoff, Anita Berber; mentre Nicola Vicidomini in Fauno (13/15 gennaio-evento speciale) si spingerà fino all’umorismo più estremo.

Lunga parentesi comica a parte, il cartellone politicamente deviato si apre con la ripresa di “Gorla fermata Gorla” (20 e 22 ottobre-evento speciale), un classico di Renato Sarti, per ricordare l’orrore della guerra tramite il bombardamento del 1944, in cui morirono 184 bambini della Scuola Elementare Francesco Crispi di Milano. Lo spettacolo vedrà il ritorno sul palco di via Hermada di una delle signore del nostro panorama teatrale, Giulia Lazzarini. Nello stesso solco si inserisce anche la nuova produzione, “Ottobre 22” (28/30 ottobre e 3/13 novembre-prima nazionale), un progetto in cui Renato Sarti ha collaborato sia con Sergio Pierattini, autore del testo e con lo storico Mimmo Franzinelli per ricostruire, a cent’anni di distanza, le vicende che hanno portato alla Marcia su Roma. Sempre storia riletta politicamente per “Giovinette – Le calciatrici che sfidarono il Duce” (22/27 novembre-prima milanese), in cui un cast tutto al femminile, Federica Fabiani, Rossana Mola, Rita Pelusio, dirette da Laura Curino, racconta del GFC (Gruppo Femminile Calcistico), la prima squadra di calcio femminile italiana. Anche “Matilde e il tram per San Vittore” (24/29 gennaio), un altro lavoro scritto e diretto da Renato Sarti, che torna al Teatro della Cooperativa in una versione rinnovata dopo essere stata ospitata dal Piccolo Teatro, parla dell’importante ruolo delle donne nella resistenza. Giulio Cavalli torna sul palco di Via Hermada con “Falcone, Borsellino e le teste di minchia-Il ridicolo onore” (17/22 gennaio), un intreccio di stand up comedy e giullarata, a 30 anni dalle stragi di Capaci e di Via D’Amelio ricordiamo Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutti quelli che hanno spezzato le proprie vite a causa della lotta contro la mafia. “Utoya” (23/28 maggio), scritto da Edoardo Erba e diretto da Serena Sinigaglia, con Arianna Scommegna e Mattia Fabris, porta in scena le storie di tre coppie a diverso titolo collegate alla strage avvenuta sull’omonima isola norvegese.

Il Teatro della Cooperativa, pur essendo radicato nel quartiere di Niguarda, ne esce anche come ospite su altri palcoscenici milanesi. Antonio Cornacchione e Sergio Sgrilli risolveranno tutti i problemi del Bel Paese fondando un nuovo partito al Teatro Martinitt (5 aprile) con “Noi siamo voi: votatevi!”. Alessandra Faiella e Valerio Bongiorno torneranno in scena con “Coppia aperta, quasi spalancata” al Teatro Carcano (29 maggio) in occasione dell’anniversario della scomparsa di Franca Rame, mentre Renato Sarti e Laura Curino daranno vita al Piccolo Teatro Grassi (20/25 giugno) al reading “Naufraghi senza volto”, tratto dall’omonimo libro edito da Raffaello Cortina Editore, Premio Galileo 2019, scritto dall’antropologa forense Cristina Cattaneo.

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Scott Joplin Pub

    Propone ottime birre artigianali provenienti da Italia e Europa. La cucina offre come specialità gli arrosticini abruzzesi: autentici, di filetto o fegato di pecora o di pollo (1 euro o 1.50 l’uno), minimo serviti nel numero di 10. Si trovano anche panini di vario tipo e taglieri di salumi e/o formaggi. Non è ‘ideale per i vegetariani, per gli altri è una buona soluzione per il prima e dopo teatro.

    Indirizzo: Via Val di Ledro, 11, 20162 Milano

    Website: https://www.scottjoplin.it

  • “Il Gatto e la Volpe”

    “Il Gatto e la Volpe” non è un nome che rispecchia veramente il ristorante in via Paolucci di Calboli Fulcieri 4: nulla della calcolata falsità dei due personaggi che circuiscono Pinocchio nella favola di Collodi rispecchia la sala nel quartiere di Niguarda. Lo dimostra l’affluenza di persone, quotidiana, che riempie il locale da sempre a gestione famigliare. Nel 2000 è subentrata quella attuale, di Matteo, giovane e motivato: “ma quella precedente a cui sono subentrato era qui dagli anni ’90 e io già ero un fedele frequentatore del locale, ci conosciamo”. Buona la pizza, ben cotto il risotto anche se per tanti e immancabile la specialità: il tiramisù. Prezzi nella norma e servizio veramente accogliente e professionale.

    Indirizzo: Via Paolucci di Calboli Fulcieri 4

    Telefono: 02661003328

    Email: ilgattoelavolpe@yahoo.it

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