La "Strana coppia" parla in stile anni Sessanta

Marta Calcagno Baldini

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Purtroppo non basta inserire nel titolo la parola revival per giustificare una poco convincente rappresentazione di un’altra epoca. Fino al 3 dicembre al Teatro Manzoni va in scena La strana coppia Revival, appunto, dal testo di Neil Simon (1927-2018, New York) per la traduzione, adattamento e regia di Gianluca Guidi anche interprete nel ruolo di Oscar Madison, il giornalista sportivo che vive da single in un appartamento disordinato quanto indice di libertà e di una nuova vita. La scena, di Carlo De Marino che firma anche i costumi, si apre sul salotto di Oscar: il suo gruppo di amici (Roy, Giuseppe Cantore, Speed, Riccardo Graziosi, Vinnie, Rosario Petix, Murrray, Simone Repetto) è seduto al tavolo per la solita partita a poker. Manca Felix: eppure è della squadra, sempre li raggiunge. Cosa gli sarà successo? La moglie non solo non ne ha idea, ma, interpellata al telefono, gelida annuncia che i due si sono lasciati.

Finchè anche Giampiero Ingrassia, Felix, non irrompe nell’appartamento: è in crisi per la fine del suo matrimonio, confuso e angosciato. Cerca un rifugio, Oscar decide di ospitarlo.

Dopo la Prima assoluta al Plymouth Theatre di Brodway il 3 ottobre del 1965 per la regia di Mike Nichols (i protagonisti erano Art Carney nella parte di Felix e Walter Matthau in quella di Oscar), dopo la replica all’Eugene O’Neill Theatre a New York (1966-1967, in totale: 966 rappresentazioni) e dopo la celeberrima la versione cinematografica con Matthau/Lemmon diretta da Gene Saks, molte sono state le riedizioni postume (una Sit-Com televisiva durata anni, ispirata alla stessa commedia, interpretata da due grandi attori americani Tony Randall e Jack Klugman, e l’ultima trionfale versione di Nathan Lane e Matthew Broderick a Broadway nel 2005). In Italia, la prima edizione andò in scena nientemeno che per mano di Garinei&Giovannini il 15 novembre 1966, presso il teatro Politeama, a Napoli. Qui i ruoli che furono di Matthau e Lemmon, furono interpretati rispettivamente da Walter Chiari e Renato Rascel.

Oltre a questa, poi, anche nel nostro Paese ci sono state molteplici edizioni. Motivo in più per non capire l’ansia di Guidi nel rimarcare la consapevolezza dell’epoca passata di Simon (cosa dovremmo dire quando si porta in scena una drammaturgia di Shakespeare, o di Eschilo?). Di fatto, peraltro, la commedia risulta di ampio gradimento da parte del pubblico, divertito dalle innumerevoli gag dei due uomini che vivono da soli, dalla straordinaria intraprendenza casalinga di Felix e dal finale a sorpresa.

Per uno spettacolo che potrebbe risultare più leggero e convincente, se avesse una traduzione in un italiano più attuale e meno imbevuto di stereotipi linguistici e attoriali anglosassoni: infondo il tema dell’uomo che vive solo, che si -deve- occupare delle faccende casalinghe e non riesce a rallacciare un rapporto femminile è tutt’altro che datato.

INFO. 21 novembre-3 dicembre, Teatro Manzoni, via Manzoni 42. www.teatromanzoni.it, info@teatromanzoni.it, tel. 02-7636901

ORARI. Feriali ore 20,45 – domenica ore 15,30. Sabato 2 dicembre ore 15,30 e 20,45

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