Ultima sera per entrare nel sogno di Galileo Galilei che incontra Leonardo Da Vinci
Al Teatro Oscar il testo scritto da Luca Doninelli con Marco Bersanelli, docente di astrofisica meccanica alla Statale di Milano

Ciapa'l tram

Il teatro è un’arte che può essere più libera di altre per la sua contingenza e inafferrabilità. Lo sa bene Ashkan Khatibi, drammaturgo e attore iraniano classe 1979 costretto a lasciare Teheran nel dicembre 2023 dopo un arresto, una serie di interrogatori brutali e ripetute minacce. Ha deciso di raccontare la sua dura, sofferente e (nel vero senso della parola) torturata esperienza in LUI, lo spettacolo da lui -appunto- scritto, diretto e interpretato, in scena al Teatro Franco Parenti ancora fino a domenica 24. “In questo lavoro c’è un’importanza che va oltre il teatro -ha detto Adrée Ruth Shammah, regista e alla direzione artistica del Teatro, prima dell’inizio- . La sala diventa un inno alla vita, in cui passano gioie, dolori, accuse e verità”.
Si spengono le luci, e l’attenzione si focalizza su ciò che era già in scena mentre il pubblico entrava in sala: la schiena, nuda, di Khatibi appare ferita, la attraversano segni di frustate. Ed ecco partire un racconto, a quadri singoli, che ne ricostruiscono la storia tra flashback, narrazione, cronaca e denuncia. “Bisogna aprire gli occhi prima di avere un parere”: questo lo spirito, l’invito o meglio l’urlo che tiene insieme tutte le scene.

Khatibi in prigione, interrogato e torturato. Khatibi come studente universitario che presiede comizi contro lo stato: “questo ragazzo va ucciso”, dice una voce fuori campo. E si ritorna alla prigione: le torture ricevute e continue scandiscono il tempo scenico, tra la voce, sempre fuoricampo, della fidanzata, l’incontro in una dimensione tra la vita e la morte con la madre, i tentativi di comunicare col mondo esterno all’Iran con internet, tv, cellulare. Finchè il protagonista e attore non si chiude in un baule, e qui finisce o spettacolo. Una momentanea fuga e metafora del suo essere ora fuori dall’Iran. Ma non è una bara: c’è ancora molto da fare, e da dire.
DURATA: 75”
INFO: Teatro Franco Parenti, via Pier Lombardo 14. Tel. 02-59995206, www.teatrofrancoparenti.it, biglietteria@teatrofrancoparenti.it
ORARI: martedì 19 Novembre – 20:30, mercoledì 20 Novembre – 19:15, giovedì 21 Novembre – 20:15, venerdì 22 Novembre – 19:15, sabato 23 Novembre – 19:15, domenica 24 Novembre – 15:45
Al Teatro Oscar il testo scritto da Luca Doninelli con Marco Bersanelli, docente di astrofisica meccanica alla Statale di Milano

Al Menotti a riduzione per il Teatro del Capolavoro di Giuseppe Berto, che tutta la vita lottò contro la depressione

Maddalena Crippa e Maximilian Nisi interpretano in modo coinvolgente e convincente la vita di Masa e Max, la ragazza bosniaca e il medico austriaco

Dal testo dei Virginia Wolf del 1928 alla drammaturgia di Fabrizio Sinisi per la regia di Andrea De Rosa

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