Successi inutili, contro il Male Oscuro

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Ciapa'l tram, Recensioni

Pubblicato Aprile 8, 2026

Da sinistra, Nini Bruschetta e Alessio Vassallo, credit @tommasolepera
Da sinistra, Nini Bruschetta e Alessio Vassallo, credit @tommasoleper

Al Menotti a riduzione per il Teatro del Capolavoro di Giuseppe Berto, che tutta la vita lottò contro la depressione

Uno spettacolo immerso nel buio dell’anima del protagonista, con i fantasmi della sua coscienza che appaiono sullo sfondo. Questa l’atmosfera de Il male oscuro, dal capolavoro di Giuseppe Berto (romanzo con cui vinse il Premio Campiello nel 1964), l’autore di Mogliano Veneto, Treviso (1914), adottato dalla Calabria (Capovaticano -Ricadi-, dove si stabilì nel 1957 costruendo egli stesso con l’aiuto di qualche muratore il suo rifugio per la mente e per l’anima -è ora qui sepolto-).

Da ieri al 12 aprile è in scena al Teatro Menotti la riduzione in drammaturgia del romanzo, per mano di Giuseppe Dipasquale che firma anche la regia. Impresa non semplice. Un po’ per la penna di Berto, dallo stile in linea con la sua epoca, con periodi lunghi e frasi poco immediate, un po’ per il tema, ovvero l’irrequietezza di un’anima alle prese con il suo stesso “male oscuro”. Alessio Vassallo, attore palermitano classe 1983 con molti lavori alle spalle in teatro, cinema e tv, è il giovane Berto, che indaga la vita che lo circonda, senza capirla. Lo aiuta nell’intento il suo psichiatra, Ninni Bruschetta, che cerca di fornirgli gli strumenti mentali per affrontare il suo stesso carattere, ma Berto sembra non afferrarne il linguaggio. Va, si reca in seduta, ma come fosse la strofa di un ritornello: appena esce dallo studio è la vita che lo cattura e lo intrappola. E quindi una moglie giovane e una bambina niente possono con il peso dei lunghi anni passati in guerra (prima in Africa e poi nella Seconda Guerra Mondiale): la depressione è sempre dietro alle spalle, come i sensi di colpa. 

Uno spettacolo che racconta una vita con brevi sequenze, estratti: Berto e il suo difficile rapporto col padre. Berto e il collegio, la guerra, l’ospedale, i suoi amori, la scrittura, la nascita della bambina e il suo ritiro a Capovaticano. Tutto avvolto dall’ombra del suo male oscuro, che lo accompagna sempre.

DURATA: 90 minuti

TEATRO MENOTTI Via Ciro Menotti 11, Milano – tel. 0282873611 – biglietteria@teatromenotti.org

ORARI: dal martedì al sabato ore 20; domenica ore 16.30; lunedì riposo

BIGLIETTERIA: • Intero – 32.00 € + 2.00 € prevendita. • Ridotto over 65/under 14 – 16.00 € + 1.50 € prevendita.

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