No, la vita non è tutta qui
In anteprima a Milano questa sera l'ultimo film di Miryam Touzani, "Calle Malaga", con un'ottima Carmen Maura nel ruolo di protagonista

Recensioni

Probabilmente nella resa teatrale di un giallo di Agatha Christie il regista deve anzitutto entrare nella parte dell’autrice inglese (1890-1976): gestire l’architettura della trama, aiutare gli attori a caratterizzare i personaggi con poche linee essenziali e immetterli in una scenografia che aiuti lo svolgimento senza condizionarlo eccessivamente. Geppy Gleijeses, autore, attore e regista napoletano (1954) è al pieno delle sue capacità in Testimone d’accusa, in scena al Teatro Manzoni fino al 29 ottobre dall’opera teatrale della Christie riadattata da un suo stesso racconto omonimo del 1953. E gli attori sono ben 11, ognuno caratterizzato precisamente e con le sue specificità.
In particolare spicca Vanessa Gravina nel difficile ruolo di Roamine Heliger, la moglie austriaca di Leonard Vole, Giulio Corso, l’imputato per l’omicidio dell’anziana benestante Emily French. La Gavina, infatti, nel complesso piano architettato col marito per farlo assolvere, è molto efficace nella sua articolata parte, quasi sempre in scena come moglie, ma anche quando, travestita, parla privatamente, non in aula, con l’Avvocato Mayhew, Paolo Triestino (della difesa), e l’Ispettore Hearne, Antonio Tallura, inventando prove che discreditano le sue stesse iniziali, finte, accuse verso il marito Vole.
Due ore e mezza senza sosta, seguendo la trama che si sposta, nelle raffinate, seppur nell’essenzialità, scene di Roberto Crea, tra la casa dell’Avvocato Mayhew e l’aula del tribunale dove avviene il processo. Per uno spettacolo che rimane in sospeso, anche nel ritmo, per tre quarti: i personaggi si sfuggono, si studiano l’un l’altro oltre all’indagine giudiziaria, tra l’aula, al ritmo ingombrante della macchina stenografica (autentica del 1948), e il privato. Per un finale improvviso, esplosivo e vibrante quanto veramente inaspettato e che risveglia le menti, che magari si erano perse nei vicoli bui di un’indagine senza apparenti sbocchi. Da notare la presenza di 6 giurati che vengono scelti tra il pubblico prima dell’inizio dello spettacolo: assisteranno al processo direttamente in scena dall’aula del tribunale, e saranno chiamati a giurare ed emettere il verdetto.
INFO: Teatro Manzoni, via Manzoni 42, www.teatromanzoni.it, info@teatromanzoni.it, tel. 02-7636901
ORARI: feriali, ore 20.45, domenica ore 15.30. Sabato 28 ottobre ore 15.30 e 20.45
BIGLIETTI: Prestige, 36.50 euro. Poltronissima, 33 euro. Poltrona, 25 euro. Poltronissima under 26 anni, 16 euro.
Bellissimo spettacolo con finale sorprendente. Il gruppo di Milanoateatro è rimasto entusiasta e Marta ha confermato la sua bravura nel scegliere gli spettacoli che meritano di essere visti! Il gruppo ha sempre più successo e si aggiungono persone. Evviva Milanoateatro!!!!
Spettacolo bellissimo, avvincente e finale inatteso a doppia sorpresa: attori molto bravi.
Da non perdere!
Anna Lazzaroni
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