Le canzoni sono poesie: il viaggio di Corrado D'Elia attraverso le parole di brani musicali che hanno costellato la sua vita (e non solo)
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Probabilmente Michelangelo Pistoletto potrebbe chiedere i diritti per la scenografia di “Europeana”, al Piccolo Teatro Grassi ancora fino al 2 aprile (dal 21 marzo): l’idea della montagna di vestiti che si staglia infondo e centro alla scena ricorda inesorabilmente la Venere degli stracci dell’artista del Terzo Paradiso (e in mostra in questi giorni a Palazzo Reale). Invece la scenografia è di Gianluca Sbicca, e fa da sfondo all’interpretazione di Lino Guanciale, che è anche regista del monologo che si rifà a “Europeana”, il libro di Patrik Ourednik, autore ceco: come il racconto a singhiozzi dello scrittore di Praga (che fu escluso dall’Università per “non conformità ideologica”) è una sorta di puzzle appena gettato sul tavolo e da comporre, in cui ogni tessera è un tratto della multiforme storia del XX secolo, così Guanciale passa con disinvoltura dall’uso dei gas nelle trincee della Grande Guerra all’invenzione del reggiseno, dallo sbarco in Normandia alla comparsa di frigoriferi e asciugacapelli, dai Campi di concentramento ai Gulag (per fortuna li cita, anche se si sofferma abbastanza poco rispetto a ciò che ci sarebbe da dire sul tema). Il tutto accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo da Marko Hatlak alla fisarmonica.
Ecco quindi che forse la cima di magliette accumulate vuole evocare la multiformità delle storie e vite che hanno popolato il “secolo breve”, il 1900, con una strizzata d’occhio agli sbarchi di immigrati che caratterizzano questi ultimi anni e mesi. Passi anche il richiamo scenografico all’opera di un artista vivente, rimane che lo spettacolo, nonostante la rilevanza dei temi che affronta, abbia un che di scolastico e di già visto.
Guanciale in scena legge, per tutto lo spettacolo: l’idea di portare “Europeana” in teatro è sua. Il libro è composto da 148 pagine. Di mestiere fa l’attore. Ci voleva molto ad impararlo a memoria? Peraltro recita utilizzando un tono simile alla filastrocca, che in certi momenti è davvero superfluo. E pensare che si parla di disinformazione, di censura, dell’importanza della memoria (appunto): bisognerebbe arrivare più preparati per decidere di affrontare certi argomenti. Efficaci alcune trovate, da elaborare maggiormente, come quella del burattino che, sempre Guanciale, fa parlare. E Hatlak fa la sua parte, è un interessante commento sonoro alle parole di Guanciale. Talvolta dialogano anche in sloveno, la lingua del musicista. Nel complesso, però, lo spettacolo risulta ancora da sviluppare, da rendere più incisivo e coraggioso.
Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.
Durata: 80′ senza intervallo
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).
Indirizzo: via Rovello 10
Telefono: 0286462709
Website: https://ristoranteandry.com/
E-mail: andryrestaurant@gmail.com
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