A teatro tutti insieme, eravamo 37, per vedere "Regredior", un Testori che rimane nel cuore.

Marta Calcagno Baldini

Serate Olé da Torero

La lingua, la lingua di Giovanni Testori e la bravura di Roberto Trifirò hanno affascinato e in parte sconvolto ieri sera il pubblico di Milanoateatro alla X serata “Olè da torero”: 37 persone si sono trovate all’Out Off per assistere alla nuova produzione dello stabile in via Mac Mahon 16 (che avevamo recensito qui: https://milanoateatro.it/recensioni/regredior-al-teatro-out-off-per-un-testori-inedito-e-commuovente-di-marta-calcagno-baldini/).

“Regredior”, credit @CasaTestori

Lo spettacolo, che è parte delle celebrazioni per il centenario dalla nascita dell’artista, scrittore, critico (Novate, 1923-Milano, 1993), è forte, e certe immagini che evoca l’attore, solo in scena, restano impresse nella mente e nel cuore. La violenza sessuale che Torquato, questo il nome del protagonista, è costretto a subire prima dal padre e poi dai preti, è raccontata con l’innocenza e la rassegnazione di chi ha scelto di accettare la propria debolezza senza rancore o desiderio di rivendicazione, dimostrando quindi una completezza e una maturitĂ  innate e di grande ricchezza. E la miseria in cui tutt’ora vive non sono mai un’alibi per passare alla violenza e la crudeltĂ .

Uno spettacolo che avrebbe molto da insegnare all’arroganza, la maleducazione e la presunzione che spesso si incontrano ancora oggi. Anche perchè le parole scelte da Testori per esprimere questa condizione di vittima/eroe sono un tesoro tanto difficile da rendere come tale quanto di indimenticabile bellezza nel momento in cui si riesce in tale operazione. L’arte è maestra di vita. E Trifirò è riuscito non solo a restituire la forza della lingua testoriana drammaturgicamente, ma anche a trasmetterne l’efficacia con la sua voce e i suoi movimenti in scena. Ci si abbandona alla musicalitĂ  di questo dialetto milanese e brianzolo costellato da mille altre parole, inventate e reali, e arriva tutto il senso del dolore e l’amore per la vita di Torquato, che è poi quello che provava Testori quando scrisse “Regredior”, in ospedale malato.

La serata è proseguita, nello spirito di Milanoateatro, anche alla trattoria piemontese “La Rava e la Fava”, che ancora una volta ci ha accolti con professionalitĂ  e affetto con ottime ricette della cucina piemontese e personale sempre estremamente qualificato e pronto. Avremmo voluto provare “Senso”, il ristorante nel Teatro Out Off, ma è momentaneamente chiuso per lavori di migliorie. SarĂ  per la prossima volta.

Valuta questo articolo

0(0 votes)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĂ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *