"E vissero felici e colpevoli": quando il pubblico porta entusiasmo e partecipazione

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Ci sono teatri in cui è l’aspetto umano a conquistare, qualsiasi sia lo spettacolo in scena. Uno di questi è il Martinitt, nell’ex orfanotrofio di via Pitteri 58 a Lambrate. Qui il pubblico è molto spesso, soprattutto alle prime, di gente del quartiere. Tutti si conoscono, in platea le signore chiacchierano del più e del meno aspettando l’apertura di sipario, il clima è intimo e la partecipazione tocca livelli molto alti. Anche durante lo spettacolo: difficile tenere il conto degli applausi spontanei esplosi anche lo scorso 17 marzo, alla prima di “E vissero felici e contenti”, produzione La Bilancia.

Fino al 2 aprile lo spettacolo di Bernardino De Bernardis per la regia di Marco Simeoli si presta a toccare gli animi: non perché sia strappalacrime, ma perché è attuale nel modo di attuare il tema del carcere minorile. Con delle sbarre astratte e simboliche la scenografia ricrea il Beccaria, la prigione a Milano per ragazzi inferiori ai 18 anni: lo scorso 7 dicembre da qui evasero 7 detenuti. Sebbene i protagonisti siano un gruppo di 5 giovani carcerati, qui solo uno sarà l’evasore. E non è la sua fuga il centro della vicenda: l’idea che guida l’intero spettacolo è infatti semmai la possibilità di rinascere restando in quella situazione. Sarà un percorso lungo, e che avverrà grazie alla guida dell’operatore sociale, De Bernardis: sarà lui che, scontrandosi anche con l’iniziale scetticismo del direttore de carcere, Luca Negroni, saprà trovare il modo per cui i ragazzi vorranno raggiungere il proprio riscatto proprio nella pena detentiva. Attori professionisti si mischiano con giovani inesperti: la differenza tecnica si nota, ma il tema dello spettacolo e il pubblico fin da subito generoso portano a giustificare e godersi la serata nella sua verità.

La chiave per motivare i ragazzi verso la vita sarà farli concentrare nella realizzazione di uno spettacolo teatrale, e non un a caso: la giovane compagnia porterà “Gli uccelli”, di Aristofane, che tratta il tema della costruzione di un governo alternativo a quello ufficiale. Tra storie personali interne al carcere, accoltellamenti e fughe, le prove vanno avanti e i giovani si sentono via via più motivati. Nel tentativo di sconfiggere la nemica peggiore e motivo delle maggiori violenze: la paura.

Info.

TEATRO/CINEMA MARTINITT Via Pitteri 58, Milano.

Telefono 02/36580010, Whatsapp 338.8663577, info@teatromartinitt.it, www.teatromartinitt.it.

Orari biglietteria: lunedì-sabato, 10.30-21; domenica 14-2. Parcheggio interno gratuito.

Biglietti prosa: intero 26 euro; 18 euro over 65 e 16 euro under 26.

Spettacoli: prima settimana venerdì-sabato ore 21, domenica ore 18; seconda e terza settimana martedì-sabato ore 21, domenica ore 18.

#MERCOLEDIATEATRO 16 euro anziché 26 euro

MARTEDI’ 2×1 26 euro anziché 52 euro per due persone                 

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Upcycle

    Sempre aperto. Questa la prima caratteristica. Non è solo un ristorante, l’Upcycle, in via Ampere 59. Di giorno, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, è uno spazio per leggere, lavorare, soprattutto per studiare. E poi è un bike-caffè, ovvero uno spazio dedicato agli appassionati di bicicletta. Qui ci si trova, si organizzano gite, riunioni di ciclisti: “a Milano non ce n’erano -racconta con gentilezza e sprint Annemieke, olandese, che arriva in Italia nel 2013 per amore, si sposa e qui si stabilisce. Nello stesso anno apre il locale, che porta avanti una filosofia-. E poi qui si fa “upcycling”, ovvero quel processo di conversione di materiale di scarto o prodotti apparentemente inservibili in nuovi materiali o prodotti di migliore qualità”. E allora si inizia a notare che il lungo tavolo in mezzo al locale è realizzato con vecchie assi da cantiere e tubi idraulici. In tutto il locale si trovano biciclette riconfigurate ad arredo. Lo stesso immobile era un garage, e lo si capisce dalla salita tipica in cemento che dalla strada porta nel locale, ora arredata con ruote di bici sul muro e con la presenza anche di tavoli sull’altro lato. In cucina i prodotti sono tutti freschi e di stagione, per un menù molto ampio perché copre tutti e tre i pasti. La sera e a pranzo si possono assaggiare quiche, zuppe e creme, baccalà, aringa e salmone. O arrosti e spezzatini, oltre all’originale hamburger Upcycle. Nel complesso è una cucina molto leggera, che passa dai mini piatti (tartare di pesce del giorno, 13 euro. Polpette vegane, 9 euo. Pollo in sala curry e cocco, 11 euro), a “I completi”, sorta di piatto unico (bowl di formaggio di capra, con couscous olive nere e mandorle tostate, 15 euro. O melanzana arrosto, 13 euro. O l’Upcycle Burgher, d fassona e ben condito, 16 euro, e latro). Il tutto è cucinato con prodotti di stagione, dalla colazione al brunch, dal pranzo alla cena. In qualunque momento della giornata si possono gustare caffè e the da accompagnare con biscotti e torte fatte in casa, bere vino, birra e pastis artigianale. L’acqua è alla spina, gratis, anche in modalità self sempre disponibile per chi è lì durante il giorno a studiare: “tranne nel weekend -conclude Annemieke-: sabato e domenica siamo aperti, ma lo spazio è dedicato allo svago”.

     

     

    Indirizzo: via Ampère, 59
    Telefono: 0283428268
    Website: https://upcyclecafe.it/
    E-mail: info@upcyclecafe.com

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