No, la vita non è tutta qui
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Ciapa'l tram

Uno spettacolo in cui il suono, che sia di musica, di parole, di voci, ha un aspetto preponderante. La frase più ripetuta è “non dirle”. Al Filodrammatici ha aperto la stagione (di cui abbiamo parlato qui: Perchè il cartellone, anche quello 2026/27, di Bruno Fornasari e Tommaso Amadio è concentrato sulle questioni più attuali della società? – Milano a Teatro), da martedì 13 a domenica 18, Sette bambine ebree– Un’opera per Gaza, di Caryl Churchill, drammaturga inglese che per questo testo non vuole ricevere il pagamento dei diritti d’autore perché sia più semplice diffonderlo, farlo girare. E così, quando Milanoateatro ha visto lo spettacolo, Andrea Adriatico, regista attento alle urgenze del mondo contemporaneo (ha fondato TeatridiVita nel 1993, centro di produzione teatrale con sede a Bologna), Anas Arqawi, attore palestinese che già ha lavorato a vari spettacoli di Adriatico, e poi Liliana Benini, Nicolò Collivignarelli e Olga Durano, non sono usciti a raccogliere gli applausi. Il pubblico è rimasto almeno mezz’ora in sala, aspettando che succedesse qualcosa. Ma non è più uscito nessuno e non si sono fornite informazioni. “Non sembra giusto alla compagnia raccogliere applausi su un testo così tragico”, ci dicono dopo dal teatro.
Più che tragico, Sette bambine ebree è uno spettacolo chiaro, lampante, vero. Come solo il teatro sa essere. Non esplicito, non descrittivo, ma che parla per simboli inequivocabili. Per raccontare il popolo ebreo nei secoli. Nei panni di una famiglia, nonna, padre, madre e bambine (che non compaiono mai, si vede solo la carrozzina), che vive cercando una sua vera identità. S’inizia durante la seconda guerra Mondiale, quando le bambine vengono affidate a un collegio di suore per poi scappare via. Si continua con l’arrivo in Israele: sembra finalmente tutto a posto, ma non è così: iniziano i bombardamenti sulla Palestina. Da popolo perseguitato a popolo vendicativo e persecutore. E così via, di guerra in guerra, fino a Gaza. E la domanda che i genitori, con la nonna, si pongono dopo ogni attacco subito o provocato è “digli questo” e “non dirgli quello”: la comunità davanti a tutti. La preservazione dell’unione davanti ad ogni cosa, anche alla memoria reale. Non si sa più dov’è la realtà. Ma il centro sulla famiglia e la sua compattezza, quello non si sposta e mette d’accordo tutti. Persino sul non uscire a raccogliere gli applausi, si sta con la propria versione dietro le quinte.
Uno spettacolo forte, reale, vero e soprattutto in grado di aprire gli occhi oggi, con la tragedia di Gaza in particolare se si parla di ebraismo, ma anche in Ucraina e sullo stretto di Hormutz se tutti gli umani davanti alle guerre infondo sono uguali. Sette bambine ebree apre la nuova stagione del Teatro Fiodrammatici, che come sempre propone un cartellone incentrato sulla contemporeneità, come è nell’indole antica della sala dietro alla Scala a Milano, diretta da Tommaso Amadio e Bruno Fornasari.
Durata: 45 minuti
Indirizzo: Teatro Filodrammatici, piazza Paolo Ferrari angolo via Filodrammatici, 20121, Milano
Info: Email – Telefono – Website- www.teatrofilodrammatici.eu, www.accademiafilodrammatici.it
Orari:martedì 13 ottobre 2026, ore 20.30
mercoledì 14 ottobre 2026, ore 19.30
giovedì 15 ottobre 2026, ore 20.30
venerdì 16 ottobre 2026, ore 20.30
sabato 17 ottobre 2026, ore 20.30
domenica 18 ottobre 2026, ore 16.0
Il Grand Hotel et de Milan (tutti lo chiamano l’Hotel de Milan), si sa, è un salotto nel cuore di Milano. Riservato a chi ha preso una stanza nello storico albergo in cui alloggiava Giuseppe Verdi, certo, ma anche, grazie al suo Gerry’s Bar aperto alla Città, un ambiente perfetto per una tazza di tè, un aperitivo, spuntini leggeri durante tutta la giornata. E’ anche un pre o post-teatro aperto fino a tardi la sera. Ristrutturato di recente, mantiene il suo arredamento di pregio, pur non sacrificando la sua atmosfera unica. E’ il luogo ideale dove trovarsi nel caos cittadino per un momento di tranquillità. Per gruppi bisogna riservare una sala a parte.
Indirizzo: via Alessandro Manzoni 29, 20121, Milano
Telefono: 02723141
Website: https://www.grandhoteletdemilan.it/it
E-mail: info@grandoteldemilan.it
Inaugurato nel 2000 a pochi metri dal Teatro Manzoni, in via Croce Rossa 2, lo spazio è stato rinnovato in tutte le sue aree ed è aperto dal mattino fino a sera tarda. Il personale è molto giovane, cortese e disponibile ad ogni ora per aiutare gli avventori nella vasta scelta di possibilità che il luogo offre, seppur con naturalezza. Al mattino, infatti, si preparano prime colazioni con dolci e pasticceria di produzione propria. Per continuare con una ricca scelta di piatti per un pranzo veloce, gustoso e ricercato (il menù è poi disponibile tutto il giorno, anche in orari non classici), e la sera l’Armani Caffè Ristorante è un luogo di ritrovo per l’aperitivo (con 7 euro si può gustare un buon vino accompagnato da olive verdi king size e mandorle salate, altrimenti per i gruppi si possono chiedere delle alzatine con finger food). Dopo le 19 il locale prosegue con la cena, di piatti di cucina italiana (linguine con le vongole, bottaarga e limone, 28 euro. O risotto ai funghi, 30). Ciò che davvero colpisce, a parte la qualità del servizio, è la famigliarità dell’ambiente, che è accogliente e frequentato da molti milanesi. Non è, come ci si potrebbe aspettare, un locale solo per “gente del mondo della moda” e turisti.
Indirizzo: Via dei Giardini, 2, 20121 Milano
Telefono: 0262312680
Website: https://www.armani.com/it-it/experience/armani-restaurant/emporio-armani-caffe-ristorante-milan
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