Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Continua l’analisi dl Teatro Franco Parenti sul tema della Terza Età con lo spettacolo, in prima nazionale, che non a caso s’intitola Terzo tempo, prodotto dalla sala in via Pierlombardo, dal 20 maggio al 7 giugno. Liberamente ispirato dall’omonimo romanzo di Livia Ravera, la stessa autrice lavora alla drammaturgia con Emanuela Giordano, che firma anche la regia e le luci.
Non c’è da stupirsi se il cast è così prevalentemente femminile, dato che la storia racconta un breve tratto di vita di una coppia di sposi già da molti anni. Il tema è la famiglia, i figli, come si cambia: amori che nascono, amori che non finiscono ma scelgono di mantenersi. Domenico (Paolo Hendel) e Costanza (Lucia Vasini) sono marito e moglie, “separati di fatto ma non troppo”. Superati i sessant’anni, affrontano la vecchiaia con spirito opposto: lui pigro e accomodante, lei impulsiva, irrequieta e visionaria. Quando Costanza eredita dal padre partigiano un austero convento abbandonato in un antico borgo medioevale, progetta di trasformarlo nel suo “terzo tempo”: una grande casa comune per vecchi e nuovi amici.
Senza stare a sottolineare che “padre partigiano” è una parola che, unita alla frase “eredita un austero convento in un borgo medievale” immediatamente riporta al mondo radical chic che di fatto poi è rappresentato in scena, la storia è un retorico ripetersi delle dinamiche famigliari più comuni tra i benestanti. Se i due anziani avevano deciso di fare del maniero il loro rifugio, ecco che appaiono il figlio Matteo, scrittore in crisi e paradossalmente ancorato alle convenzioni, e la giovane Dolores, in cerca di un rifugio sicuro per crescere il figlio neonato Pepito. L’idea del rifugio per il “terzo tempo” riempito di amici che con gioia condividono spazi comuni e vivono un’ideale anzianità viene subito messa in bilico dal figlio, la moglie e il nipotino che invece vivono nel modo precario e fragile di oggi.
Caratteri opposti che cercano di convivere tra convenzioni e nuovi modelli senza di fatto riuscirci. Per uno spettacolo recitato anche bene, ma non basta: in una scenografia, di Stefano Zullo che firma anche i costumi, si muove il mondo ricco di confort e privilegi, ma che vuole apparire come umile e, soprattutto, autentico. Invece molto ha di retorico e risulta davvero scontato. Come il clima dell’intero spettacolo.
Durata: 1 ora e 30minuti
Indirizzo: Via Pier Lombardo 14
Info: Email: biglietteria@teatrofrancoparenti.it- Telefono: 02-59995206 – Website: www.teatrofrancoparenti.it
Orari:
Bilglietti:
Da sempre a conduzione famigliare (lui milanese lei di origini argentine), questo ristorante insieme rustico e raffinato punta tutto sulla carne: filetto, tagliata, fiorentina, chateaubriand, tartar per citare i piatti imperdibili, sia per il sapore che per l’ottima qualità. Tra ottimi vini, si trova anche la cerveza Quilmes o la Buenos Aires, mentre, tra le pregiate carni perlopiù italiane, non manca l’entrecote di manzo argentino “Rioplatense”. In menù da assaggiare anche il Salame di Varzi (12 euro), o le tagliate (22 euro, 48 quella “All’antica”, per due persone), come i filetti (27 euro).
Indirizzo: via Pasquale Sottocorno 5, Milano
Telefono: 0276003571
Website: https://ristorantebbqmilano.it/il-menu/
Prima dello spettacolo offre aperitivo alla carta, servizio bar e cena placé. Dopo è possibile cenare o bere un cocktail (il menù offre piatti classici come Spaghetti di Gragnano, pomodori del Piennolo e basilico, 12 euro, o Risotto alla milanese con gremolada essicata, 14 euro, cotoletta ala milanese, 24 euro, fritto di calamari e fiori di zucca, 16 euro).
Indirizzo: Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo, 14, 20135 Milano
Telefono: 393440101739
E-mail: prenotazioni@gudmilano.com
Un nome e un programma. O meglio un sale, il “Maldon”. Il logo di “Salt”, il ristorante in via Pierlombardo 23, è infatti il rombo che rappresenta i cristalli di sale pregiati della città inglese dove viene prodotto, situata sull’estuario del fiume Blackwater. E’ quasi l’unica nota anglosassone che si trova nell’elegante sala vicina al Parenti, che ha anche un ampio spazio esterno: il ristorante offre infatti una gustosa cucina italiana, piatti gustosi e ricette varie. E pensare che lo chef, Steven Walters, è inglese, o meglio scozzese di Edimburgo, ecco da dove ha origine la passione per il Maldon. “Ho conosciuto la mia futura moglie fuori da una discoteca nella mia città, ci siamo innamorati”. Ora tutta la famiglia (bambino e genitori di lui, “solo mio fratello e mia sorella sono rimasti in Scozia”) si è trasferita a Milano. Si può dire che il locale goda della straordinaria affabilità, cortesia e gentilezza di Steven, qualità che si riscontrano anche nell’arredamento, contemporaneo, ma semplice e raffinato, e le ricette proposte gli corrispondono. Al giovedì sera musica live. Prezzi nella norma.
Indirizzo: via Pier Lombardo 23
Telefono: 3425113260
Ubicato praticamente davanti al teatro Franco Parenti. E’ un locale piccolo, che si riempie facilmente, arredato in modo rustico ma elegante. Pochi tavolini in esterno. Presenta una buona scelta di vini e si possono consumare piatti anche veloci come taglieri. Non chiedete solo un bicchiere di vino con le patatine perchè berrete soltanto.
Indirizzo: Via Pier Lombardo, 9, 20135 Milano
Telefono: 0228098239
Website: https://www.enotecavinomilano.it/
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Bravo Sandro Lombardi nei panni del protagonista, ma lo spettacolo che indaga nella vita del celebre viveur a partire dagli ultimi anni si allontana (troppo?) dall'immaginario artistico e letterario che lo ha reso celebre

Francesco Colella. Francesco Lagi e Giovanni Ludeno parlano di relazione di coppia, di vecchiaia, di speranze infrante, in personaggi che non perdono la dignità e la voglia di vivere

Al Leonardo in scena la nuova produzione dell'attore regista e drammaturgo milanese

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