Le canzoni sono poesie: il viaggio di Corrado D'Elia attraverso le parole di brani musicali che hanno costellato la sua vita (e non solo)

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Come spesso succede Corrado D’Elia (Milanoateatro ha parlato di lui in varie occasioni: “Corrado D’Elia” – Milano a Teatro) è solo in scena per il suo nuovo spettacolo Canzoni, la vita, fino al 17 maggio al Teatro Leonardo. Ora però, l’attore, regista e drammaturgo milanese classe 1967 Premio Hystrio (2002), Premio Pirandello (2009), due volte Premio Franco Enriquez per il teatro (2007 e 2023) e altri, è solo in scena e parla di sé. Non è quindi un suo Album, i monologhi in cui racconta geni universali come Van Gogh, Beethoven fino a Steve Jobs. E nemmeno un classico spettacolo come Cirano de Bergerac, Amleto, Don Chicotte, che recita, anche con altri attori, e di cui firma la regia. Canzoni, la vita è un lavoro che va spiegato, e la necessità di raccontare in poche righe la vita professionale di D’Elia deriva dal fatto che uno spettacolo del genere è da un lato un esperimento drammaturgico in grado di coinvolgere un vasto pubblico, dall’altro, da parte dell’attore, un racconto anche personale e intimo che avviene attraverso le canzoni a lui più care.

Come nello stile di D’Elia, la ricerca, l’approfondimento e lo studio non sono un modo per allontanare lo spettatore, anzi: con il suo teatro D’Elia cerca sempre di coinvolgere, avvicinare, far sentire gli spettatori parte di un momento comune. E così si va da Gino Paoli, Albergo a ore, a Battiato, La Cura e altre, fino a Luigi Tenco, Francesco De Gregori, Lucio Dalla, Ivano Fossati: le canzoni non vengono cantate, l’attore ne recita i testi, collegandoli a racconti della sua vita e concetti, idee che a questi si sposano. La musica non è completamente assente: è un’alleata, non una presenza costante. C’è in certi momenti, e non sempre come melodia riguardante quella specifica canzone. Ciò che conta sono le parole: i testi di queste canzoni diventano un’impronta poetica per esprimere la forza delle idee che contengono. Ai brani, poi, si intrecciano frammenti originali scritti da D’Elia in cui racconta anche fatti personali, come la fuga di casa da giovane, inventata per ottenere il permesso di potersi iscrivere alla Paolo Grassi. Nessun vero affronto o rischio: era dalla zia, complice, nel palazzo di fronte al suo.

Corrado D’Elia in scena, credit @ClaudiaBianco

Uno spettacolo che fa sentire il pubblico parte di uno stesso patrimonio che D’Elia definisce “letteratura popolare”, quello dei testi di certe canzoni italiane, e che unisce le persone anche nel delicato viaggio nei ricordi e le esperienza in cui l’attore conduce (sa condurre).

Informazioni

Durata: 60 minuti

Indirizzo: Teatro MTM Leonardo, via Andrea Maria Ampère 1, Milano

Info: Email: biglietetria@mtmteatro.it – Telefono: – 02.86.45.45.45 – Website: www.mtmteatro.it

Orari:

  • Martedì a venerdì ore 20.30
  • Domenica: ore 16.30

Bilgietti:

  • Intero 30€
  • Convenzioni 24€
  • Under 30 e Over 65 17€

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Ampere 57

    un’accoglienza estremamente gentile e ricca di attenzioni per un ristorante che sembrerebbe invece uno di quelli in cui il cliente può venire trascurato essendo di grandi dimensioni. Il proprietario è lo stesso dell’officina situata proprio accanto, ecco perchè tutto il ristorante è arredato con fotografie, gigantografie e quadri di macchine d’epoca o Vespe anni Cinquanta.

    Indirizzo: Via Andrea Maria Ampère, 57, 20131 Milano
    Telefono: 0236521125
    Website: https://ristoranteampere57.it/

  • Baia Chia

    Il primo pensiero che viene in mente mentre si è al Baia Chia, ristorante di cucina sarda in via Antonio Bazzini 37, è “qui tornerò”. Ambiente relativamente piccolo (meglio prenotare), una cinquantina di posti in due salette, in cui tutto è affidato alle mani di Donatella, campidanese, che gestisce con poche parole e molta attenzione. Con lei il figlio, un ragazzo intelligente e sensibile, curioso del mondo che ogni sera entra nel suo locale. D’altra parte chi scopre il Baia Chia sente di aver trovato non solo l’autentica cucina sarda, ma anche lo stesso spirito un po’ schivo, percettivo e aperto-ma-con-riserva dell’Isola. Abbiamo assaggiato (tra la prima volta e le altre in cui siamo tornati) un ottimo antipasto di calamaretti fritti, per passare ai culurgiones (ravioli al sugo di pomodoro ripieni di patate e menta), e  poi il misto di antipasti sardi, la fregola (una sorta di cous cous in versione sarda), e come dessert, la classica seada (raviolo con formaggio fuso ricoperto di miele), accompagnata da un bicchiere di mirto. Da provare, poi, anche le cozze alla vernaccia e il frittino di calameretti. Non sono parchi nel versare vino, se lo prenderete al calice, consigliamo l’ottimo Vermentino di Gallura. Prezzi decisamente ragionevoli (sui 30 euro a testa).

    Indirizzo: via Antonio Bazzini 37
    Telefono: 022361131
    E-mail: baiachiaristorante@hotmail.it

  • La Cuccuma

    A pochi minuti a piedi dal Leonardo, è l’ideale per un dopo teatro e non solo perché la cucina chiude a Mezzanotte (e se ci sono gruppi possono anche proseguire), ma anche perché è un ristorante-pizzeria che esiste da 50 anni, e l’esperienza si percepisce subito: gentilezza e cortesia del personale, freschezza degli ingredienti per ricette ischitane-napoletane (del resto “cuccuma” è il nome della moka partenopea). Noi abbiamo assaggiato spigola al forno coi carciofi (per 2) e melanzane, e un fritto napoletano di antipasti. Più un bicchiere di vino (71 euro) Quando lo abbiamo provato c’era seduta affianco a noi una tavolata napoletana, come a conferma della qualità. L’architettura interna ricorda quella di una nave, e la conduzione è famigliare.

    Indirizzo: Via Giovanni Pacini 26, 20131, Milano
    Telefono: 022664945
    Website: http://www.lacuccuma.it/
    E-mail: info@lacuccuma.it

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