Donne, forza tranquilla e inossidabile

Marta Calcagno Baldini

Ciapa'l tram

Dopo un primo tempo lento, lo spettacolo ingrana. Forse perché ieri, 2 aprile, era la Prima di Fiori d’acciaio”, fino al 14 al Teatro Manzoni, fatto sta che le sei protagoniste (Barbara De Rossi, nel ruolo di Marilù, Martina Colombari, Anna, Gabriella Silvestri, Luisa, Alessandra Ferrara, Stella, Caterina Milicchio, Tamara) si sono ben amalgamate nel corso della commedia restituendo, alla fine, il senso profondo che la contraddistingue. La drammaturgia Robert Harling, autore statunitense classe 1951, porta alla luce una verità che spesso è sotto gli occhi di tutti: la forza della maggioranza delle donne nelle situazioni di crisi.

Tamara, la Milicchio, gestisce un parrucchiere a Bracciano, un comune di 18mila abitanti in provincia di Roma (nella drammaturgia di Harling siamo a Chinquapin, cittadina immaginaria nella Luisiana): tutto lo spettacolo si svolge qui, tra neo assunte, una brava Martina Colombari nel ruolo di Anna, appunto l’assistente volonterosa e molto caratterizzata -avrà anche una conversione a metà spettacolo-, e clienti. Tra entrate e uscite dalla scena-negozio si dipanano le storie di vita delle protagoniste. In particolare Marilù, la De Rossi, madre di Stella, la Ferrara: se il teatro è un modo che l’uomo adotta per mostrare la verità, sono loro due le personalità che rendono veramente credibile tutta la commedia. Stella, infatti, neo sposa e poi neo mamma, nonostante la diagnosi di diabete sconsigliasse la gravidanza, scopre di dover andare in dialisi. Potrà salvarla solo un trapianto di rene, e sarà la madre ad offrirsi. La tragica conclusione della vicenda ospedaliera di Stella non lascia un vero e proprio amaro in bocca: ciò su cui, infatti, la regia di Michela Andreozzi e Massimiliano Vado calca la mano è il senso che dà il titolo allo spettacolo. Le donne sono “Fiori d’acciaio”: nessuna circostanza o persona può realmente incrinarle.

La caparbietà e resilienza femminile riesce a guardare in faccia alle situazioni per affrontarle. Marilù, racconta la De Rossi in scena alle altre, rimane sola con Stella in ospedale fino all’ultimo (al contrario del padre e il marito): “ero lì quando è nata, c’ero quando se n’è andata”. E la bambina che sta per nascere di Anna potrà avere soltanto un nome.

Durata: 110 minuti più intervallo

Info: Teatro Manzoni, via Manzoni 42

www.teatromanzoni.it, info@teatromanzoni.it, 02-763901

Biglietti: prestige 36.50 euro, potronissima 33 euro, poltrona 25 euro, poltronissima under 26 anni, 16 euro

Orari: feriali ore 20.45, domenica ore 15.30, sabato 13 aprile ore 15.30 e 20.45

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