Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Carolina Cametti, classe 1985 diplomata al Piccolo Teatro, è sola su un’impalcatura da lavori in corso. E’ sola, ma in un monologo che rapisce il pubblico e lo porta su quei tre piani senza tetto che diventano la sua casa in “Bluemax”, lo spettacolo che ha scritto e che interpreta fino al 19 novembre al Teatro dell’Elfo, che lo produce.
Un’ora o poco più in cui non vola una mosca, neanche un cellulare ha vibrato e nessuno lo ha illuminato per controllare se è arrivato qualche whatsapp nel frattempo. Tutto il pubblico è con lei, su e giù da questa impalcatura che riesce a gestire con equilibrio e professionalità mentre canta, parla, esprime tutta la sua delusione per il mondo. Un testo musicale e immaginario, che trasforma in poesia il malessere: “voglio solo esorcizzare il mio fottutissimo giorno”. Basta una canna? Basta la droga? È lì la risposta? Sono quelle le convulsioni che risolvono i problemi e permettono di passare oltre? Sembra di no: forse anche su quell’impalcatura precaria Carolina cerca una stabilità, e le allucinazioni che derivano da sostanze esterne non servono ad altro che a chiarirle, o almeno così pare, che non sono ciò che vuole. C’è sempre un ordine e una disciplina anche nella libertà che si vuole vivere. Quindi ecco una chitarra, una voce allenata e perfettamente intonata mentre canta e suona Dreams, canzone storica dei Crumberries per la voce di Dolores O’riordan, recentemente scomparsa (lo spettacolo sembra quasi un omaggio a lei), e altre melodie rock e sue composizioni.
Non è qualcun altro che cerca Carolina, che in scena parla di sé al maschile (l’aspetto fisico crea un ibrido: capello relativamente corto, lei indossa culotte e una specie di fascia oltre a una canottiera aderente). Non accusa e non cerca alibi. Non si percepisce rabbia, nel suo esternare il proprio dolore: “Dove, dove ci siamo persi?”. L’attrice cerca se stessa, ma si rivolge a tutti. Per uno spettacolo che ricorda per clima e sensazioni Memorie dal sottosuolo di Fedor Dovstoevskij, ovviamente attualizzato e reso drammaturgia. Dal 9 al 19 novembre l’attrice tornerà all’Elfo con Burn skin creato insieme a Claudia Salvatore.
Info. Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33, Milano
DURATA: 1 ora
Orari: mart-merc-giov-sab ore 19.30 / ven ore 21 / dom ore 15.30
Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50
Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
Website: https://littleitalymilano.com/
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