La ragazza Rosella, un racconto di Milano

Giusi Di Lauro

Ciapa'l tram

In un’ora e dieci di spettacolo, molto godibile, Egidia Bruno riesce a interpretare tutti i passaggi della protagonista mettendo in scena anche una coralità di personaggi: la madre e le zie del paese, le amiche operaie della Innocenti, i signori da cui va a servizio come tata, il pubblicitario visionario che la prende come segretaria, il fidanzato già divorziato che ci dice che il racconto è arrivato all’epoca della legge in Italia.

Siamo al Teatro Franco Parenti dove il 2 maggio ha debuttato Rosella, fino al 5, per la regia di Alberto Saibene e la stessa Bruno. L’attrice si aiuta con i cambi linguistici che le offre il dialetto lucano e l’accento di alcune figure milanesi, dal ganassa al militante, fino a qualche passaggio canoro a fare da punteggiatura.  

Senza drammatizzare i conflitti di quegli anni, Rosella-Egidia Bruno riesce anche a raccontare un tempo che è stato di Milano e dell’Italia, aiutata dalle fotografie dell’archivio Cesare Colombo proiettate in scena, non perdendo mai il focus sulla sua esperienza, che è poi quella di una emancipazione femminile riuscita, tanto che quando torna giù in estate non sembra infastidita dalle incomprensioni di chi vi è rimasto e non fa nulla per comprenderla. Anzi Rosella riesce a concedersi la nostalgia e il gusto futuro di stare nel suo paese chissà magari anche non solo in estate. Milano dopo averle dato la tranquillità economica e una consapevolezza esistenziale non le basta più. Il finale rimane aperto anche per noi spettatori, facendoci provare il classico gioco degli specchi che innescano i racconti autobiografici.

DURATA: un’ora e dieci minuti  

INFO. Teatro Franco Parenti, via Pierlombardo 14 , www.teatrofrancoparenti.it/, Tel 02 5999 520

Fino al 5 maggio

ORARIO: stasera e domani ore 20.45, domenica ore  16.45

Valuta questo articolo

0(0 votes)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *