Il pubblico era in estasi dopo la replica a cui abbiamo assistito de “Riccardo III” all’Elfo Puccini, dove è stato in scena pochi giorni purtroppo (28 marzo-2 aprile). Milanoateatro era lì, per uno spettacolo che avrebbe potuto riempire la sala ogni sera (purtroppo sempre più frequente è l’abitudine di tenere in cartellone un lavoro per pochi giorni): la regista, Kriszta Székely, nata a Budapest nel 1982, ha saputo evidenziare con estrema profondità le dinamiche umane che si insediano quando è la paura a governare.
Dal 2016 la Székely insegna recitazione all’Università di Teatro e Cinema di Budapest, ed è Presidente dell’Associazione dei registi ungheresi. Nel 2020 ha firmato la sua prima regia per l’Elfo, “Zio Vanja” di Čechov con Paolo Pierobon, con il quale torna a collaborare per la nuova produzione, di Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro Stabile di Bolzano / ERT – Teatro Nazionale, di un titolo shakespeariano. L’attore trevigiano è il protagonista, Riccardo III, di cui restituisce perfettamente la pericolosa pazzia che viene dalla sua disperazione interiore. Ma anche Matteo Alì, Stefano Guerrieri, Manuela Kustermann, Lisa Lendaro, Nicola Lorusso, Alberto Boubakar Malanchino, Elisabetta Mazzullo, Nicola Pannelli, Marta Pizzigallo, Francesco Bolo Rossini e Jacopo Venturiero vanno citati uno ad uno. Il lavoro con la regista ha creato in ciascun personaggio una spiccata e immediatamente riconoscibile autonomia e caratterizzazione, e non c’è un attimo per trare il fiato.
Credit @Luigi De Palma
L’epoca è quella attuale: abiti eleganti, benessere che ricorda le corti dei ricchi industriali o parlamentari di oggi (“Grande Bellezza” o “Il divo”, per creare due climi paralleli nel cinema), costumi di Dóra Pattantyus. In un cast di attori che riescono ciascuno ad avere una propria precisa identità e partecipano con praticamente uguale intensità alla resa dello spettacolo. Sono pochi gli elementi che bastano a Riccardo III per esprimere tutta la sua immane crudeltà, creando intorno a lui un’assenza data dalla paura. Tutti cercano di rendersi innocqui ai suoi occhi, assecondandolo, diventando trasparenti. Come la scena, di Botond Devich, vuota: un tavolo, poi neanche più quello. La morte sembra l’unica certezza.
Credit @Luigi De Palma
Immediati i riferimenti all’attuale situazione in Ucraina: per la folle decisione di uno, là dove ci potrebbe essere ricchezza, costruzione, agio e collaborazione, si decide per la distruzione. E, una volta che la partita è cominciata, accorgersi dell’errore diventa improponibile. Si va avanti, accecati dalle proprie convinzioni fasulle. E più Riccardo III delira, più appoggio riceve dalla sorella, dalla moglie, dalla madre. Sperano, istintivamente, che accontentandolo si plachi. Che riduca la sua smania di morte. E invece i cadaveri, avvolti da un telo nero, si accumulano sulla scena. Fino al limite estremo: quelli dei due nipotini di Riccardo. Davanti a queste ultime morti qualche personaggio cerca di uscire di scena, di districarsi dalle strette maglie di crudeltà che ha creato. Ma quasi nessuno lo abbandona: la verità è che Riccardo III non sarà mai solo nel suo bisogno di odiare. E questo, forse, è l’aspetto più pericoloso a cui la Székely ci porta a guardare.
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Little Italy
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Da Laurie Anderson a Gilberto Gil passando per Cristone Kingfish Ingram e i Gilsons: tra grandi e più giovani la qualità è l'altro comune denominatore oltre alla voglia di condividere
Domani al TAM-Teatro Arcimboldi Milano la replica del documentario e poi concerto "Tutta vita": il pianista jazz è reduce dal successo di Roma, col sold out nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”.
Al Piccolo Teatro Grassi lo storico spettacolo della Compagnia Carlo Colla & Figli: tra entusiasmo e avvertimenti, cambi di scena e di costume, da più di 800 repliche va in scena il progresso dell'umanità del XIX secolo
Uno spettacolo-missione, in scena al Parenti, per rendere onore alla figura che da sceglie di vivere in Sicilia per aiutare il prossimo: "può essere d'esempio a molti giovani oggi"
Marta Calcagno Baldini
Recensioni // 24 Giugno 2026
Informativa sulla privacy
Questo sito web www.milanoateatro.it utilizza cookie e tecnologie simili di archiviazione e recupero dati (di seguito cookie) sia propri per fornire i servizi del sito web, sia di terze parti per analizzare le visite, compilare statistiche di navigazione e interagire sui social network. Scegli l'opzione che desideri: ACCETTA tutti i cookie; IMPOSTAZIONI per accedere alla selezione del tipo di cookie non necessari che accetti o rifiuti. In ogni momento puoi rifiutare i cookie che hai accettato, cancellandoli. Per maggiori informazioni consulta la nostra Cookie Policy.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
Lascia un commento