Il Miracolo al Piccolo: a 75 anni dall’uscita del film di Zavattini e De Sica va in scena la rilettura per il teatro

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Recensioni

Pubblicato Marzo 6, 2026

Da sinistra: Giulia Lazzarini, Lino Guanciale Sara Putignano, credit @masiarpasquali
Da sinistra: Giulia Lazzarini, Lino Guanciale Sara Putignano, credit @masiarpasquali

Da Lambrate si parte per un viaggio tra fantasia e verità: Lino Guanciale e Giulia Lazzarini insieme a altri 6 attori del Piccolo e gli allievi della Scuola Ronconi guidano in un'umanità povera ma ricca di speranze

Il Piccolo Teatro pieno di giovani ieri sera per Miracolo a Milano, lo spettacolo fino al I aprile allo Strehler, nuova produzione dello stabile per la regia di Claudio Longhi, che ne è anche il direttore artistico. Ad accogliere tutti gli spettatori dei giovani attori della scuola del Piccolo, abbigliati come delle maschere di un cinema anni Cinquanta: giacca verde scuro con bottoni dorati, colletto bordeaux. Un’eleganza vestita di speranza, di ripresa economica, di ricostruzione post bellica quale quella in cui è ambientata la storia che sta per cominciare: chi solo sorride e saluta gli spettatori, chi gira con il vassoio con tracolla contenente caramelle che regala al pubblico, chi augura una buona visione. Si entra già nel clima surreale, ma anche pieno di veri sentimenti e valori autentici che caratterizza il film da cui tutto trae ispirazione, Miracolo a Milano, il capolavoro cinematografico di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini di cui si festeggiano i 75 anni dall’uscita nelle sale.

Una storia poetica, che racconta la vita di Totò, mirabile Lino Guanciale, e Lolotta, sua madre, una Giulia Lazzarini quasi 92enne eppure sempre attrice professionista e una musa ispiratrice di altri orizzonti allo stesso tempo, come la si ricorda nelle regie di Giorgio Strehler. E, insieme a loro, una squadra di sei attori (Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Trivero) che perfettamente interpretano più parti ciascuno (22 ruoli in tutto!) oltre agli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola del Piccolo: un’opera corale, un lavoro per festeggiare, oltre al prossimo compleanno della Lazzarini che cadrà il 24 marzo, quando lo spettacolo sarà in scena, anche il quarantesimo anniversario di Elvira, o la passione teatrale, la rappresentazione che Strehler pensò proprio per lei e che debuttò il 30 giugno 1986 al Teatro Studio inaugurandone l’apertura.

Uno spettacolo omaggio, quindi: a Milano, al lavoro degli attori, ai suoi spettatori. Uno spettacolo che vuole portare un messaggio di fiducia nell’umanità in un momento storico complesso e buio, che invita alla speranza sulla base della caparbietà, della grinta, della fede e della preparazione.

Tutto è a regola d’arte. La scenografia, di Guia Buzzi, ha un ruolo fondamentale: sa unire scene del film con i tre salienti luoghi della vicenda. La casa in cui Totò vive da bambino con Lolotta, la madre, che lo scopre neonato nell’orto sotto un cavolo, la baraccopoli nella periferia di Lambrate in cui il protagonista trova la sua seconda famiglia, e Piazza del Duomo. Insieme a questi spazi fondamentali lo spettacolo sa restituire altri luoghi della vicenda, in un movimentato susseguirsi di immagini e situazioni, tra cartelloni pubblicitari dell’epoca, redazioni e giornalisti che seguono la vicenda della baraccopoli, improbabili giacimenti di petrolio scoperti in Lombardia. Il film è perfettamente rispettato, consapevoli del fatto che il linguaggio è un altro, diverso, linguaggio artistico. E sempre ricordando che Miracolo a Milano è una storia poetica, in cui la verità è raccontata viaggiando tra la fantasia e la realtà.

Da sinistra: Arianna Regina, Giulia Trivero, credit @masiarpasquali
Da sinistra: Arianna Regina, Giulia Trivero, credit @masiarpasquali

Ecco che in questo sogno meraviglioso in cui ci porta il Piccolo si passa dal Martinitt, si entra nella nebbia, la scighera milanese, si incontrano poliziotti con il cappotto, signore eleganti in un salone di bellezza che chiacchierano fiere del lor nuovo acquisto, il lava biancheria. E poi le citazioni del Festival di San Remo, la Scala di Milano. Fino al Palazzo di Giustizia e la casa di chi vuole distruggere la baraccopoli dove Totò ha ricostruito la sua esistenza di bambino orfano basandosi sugli insegnamenti della madre, la bontà e la gentilezza.

Con un altro protagonista che rende lo spettacolo ancora più prezioso: il dialetto milanese, in cui tutti gli attori recitano. Per un’opera che non vuole solo raccontare un mondo poetico che nell’amore e la solidarietà riesce a resistere alle intemperie della vita: basta un attimo, se si vuole perdere l’orientamento giusto. E, ecco, il miraggio della ricchezza e del possesso rischiano di mandare in rovina l’unione e la solidarietà che nella povertà uniscono le persone. Lieto fine assicurato, anche grazie alla mano dal Cielo, della Madonnina sicuramente, ma anche di mamma Lolotta verso il suo bambino trovatello Totò.

Finale, credit @masiarpasquali
Finale, credit @masiarpasquali

DURATA: 3 ore e 5 minuti circa (prima parte: 1 ora e 35 minuti | intervallo: 15 minuti | seconda parte: 1 ora e 15 minuti)

INFO: Piccolo Teatro Strehler, Largo Greppi. Tel. 02-21126116, www.piccoloteatro.org

ORARI: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30. Mercoledì e venerdì, ore 20.30 (salvo mercoledì 25 marzo, ore 15 riservata per le scuole). Domenica, ore 16. Lunedì, riposo.

PREZZI: platea, 40 euro. Balconata, 32 euro.

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Bar del Piccolo Teatro Strehler

    L’aperitivo è possibile. Il servizio è professionale, e si offrono anche panini e toast oltre alla combinazione vino, patatine e noccioline (6 euro). Il Teatro Strehler però non è il luogo migliore per godersi un aperitivo pre spettacolo. Essendo infatti il bar molto vicino alla sala, è possibile accedervi solo quando questa viene aperta al pubblico. Inoltre non ci sono tavolini con sedie, si può stare solo al bancone o su tavoli alti per appoggiare il bicchiere. Ad ogni modo siamo a due passi da Corso Garibaldi dove non manca la scelta di luoghi per aperitivo e cena.

    Indirizzo: Largo Greppi, 1, 20121 Milano

  • Bistrot Degustazione alla Casa degli Artisti

    Ospitalità perfetta al Bistrot “Degustazione” nella Casa degli Artisti: arriviamo tardi, senza prenotazione e a cucina quasi chiusa, ma si dimostrano comunque disponibili ad accoglierci. Prendiamo una buona tartar con un bicchiere di vino. Il locale è ampio, spazioso, con una parte in esterno. Esiste anche una terrazza dove si può mangiare, e il servizio è cortese, l’ambiente abbastanza famigliare, di persone che conoscono già il posto. Del resto il locale nasce in una struttura storica per Milano quale la Casa degli artisti, fondata nel 1908 come residenza per pittori e scultori e sovvenzionata dalla famiglia Bogani, mecenati milanesi. E’ poi diventata una casa occupata dagli anni ’70-’90 fino al restauro, voluto dal Comune e conclusosi nel fatidico febbraio2020. A causa del Covid 19 ha dovuto immediatamente richiudere: oggi per tutti, non solo per artisti, la Casa è un luogo d’incontro, e anche il Bistrot fa la sua parte per rendere la struttura accogliente sotto ogni punto di vista. La gestione è affidata a Future Fond, “affezionati al futuro”, impresa fondata da Lorenzo Castellini che “sviluppa progetti e reti in ottica di rigenerazione urbana”, in cui la campagna entra in città. Infatti, affacciato sul giardino pubblico Pippa Bacca, lo spazio “Degustazione” si distingue per il vivaio di erbe spontanee, aromatiche e officinali da ammirare e gustare sul posto. I tavoli all’aperto, sempre del Bistrot, valorizzano il fatto che la Casa degli Artisti sia un luogo di connessioni per tutti. Info. www.casadegliartisti.net, per prenotazioni via WhatsApp: 3427992990

    Indirizzo: Corso Garibaldi 89/A o con ingresso da via Tommaso da Cazzaniga

    Telefono: 3427992990

    Website: https://degustazione.org

  • Dumpling Mywei

    Perfetto se cercate un posto poco dispendioso, allegro, semplice ma curato nei dettagli (ad esempio è quasi perfettamente accessibile). Locale quindi piccolo ma completo, si trova davvero a pochi metri dalle gradinate che portano al Teatro Strehler. Prima, 8 anni fa, qui c’era solo un bar, gestione cinese. Da due anni e mezzo la stessa famiglia ha convertito la sala in una piccola ravioleria cinese — o dumpling bar, per dirla all’Inglese. Il nome fonde il termine cinese Meiwèi — il cui significato è “delizioso” — con l’espressione inglese My way, a modo mio. Un luogo gestito e frequentato da giovani, per gustare, prima o dopo spettacolo, ravioli cinesi freschi preparati secondo l’antica tradizione, ma ogni volta sempre diversi. Aperti tutti i giorni dalle 11:30 alle 15:30 e dalle 18:00 alle 23:30.

    Indirizzo: Via Rivoli, 2, 20121 Milano

    Telefono: 3737538973

    Website: https://www.myweibar.it/

  • Pandenus Bistrot

    Chissà se Ramazzotti ci è andato da quando il suo ex Resentin, il locale in via Mercato 24, è stato rilevato nel 2018 dalla società Hotel Pandenus, controllata a sua volta dalla holding Bretzel proprietaria del marchio fondato da Filippo Lecardane. Il Resentin aveva chiuso nel 2014, ma Ramazzotti era rimasto proprietario dei muri cedendo l’attività a Crocetta, il locale (di un suo amico) noto in città per i suoi veramente ottimi panini in corso di Porta Romana 67. Da quando la gestione è della catena che attualmente ha locali anche in Gae Aulenti, Melzi d’Eril, Largo La Foppa, piazza Vetra, corso Concordia e via Tadino, chiaramente ha perso un po’ dell’autenticità e del sapore del rapporto vero tra cliente e gestore. Si tratta più di un’amministrazione tecnica che sta molto, molto, troppo (?) attenta alle entrate più che a cercare una affiliazione con chi si reca nel locale. Al punto che, quando ci siamo andati, abbiamo perso ben due volte tempo a dimostrare che il gruppo non aveva intenzione di truffare il ristorante senza pagare alcune quote. Con foto e scannerizzazioni di scontrini, risalendo anche ad errori del locale (che una volta aveva stampato un prezzo superiore a quello effettivamente consumato) abbiamo dovuto dimostrare la nostra onestà di clienti. E  perdipiu’ il controllo interno della sicurezza è totalmente assente: la seconda delle due sere in cui siamo andati al Pandenus di via Mercato una signora del nostro gruppo ha subito il furto della sua borsa. La gestione non ha dimostrato alcun interesse nell’aiutarla nella ricerca, ne’ si è assunta la minima responsabilità dell’accaduto. Come se il furto non fosse avvenuto nel loro locale.  Ovviamente, data la sfiducia dimostrata verso di noi come ladri e, paradossalmente, il furto subito proprio da una persona del nostro gruppo, non torneremo mai più. Peccato, perché la cucina, che in via Mercato ha come chef Enrico Bartolini, propone buoni piatti di ricette tradizionali italiane. Compresa la pizza, il risotto giallo e pastasciutta di vario tipo. A prezzi che, tra l’altro, sono perfettamente nella norma per un locale del centro. Non viene neanche in mente di alzarsi senza pagare!

    Indirizzo: via Mercato 24

    Telefono: 028693391

    Email: mercato@pandenus.it

    Website: https://www.pandenus.it/it/store/pandenus-via-mercato-24/

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