Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Non è assolutamente detto che vedere uno spettacolo teatrale due volte sia inutile. Anzi: anzitutto mai sarà lo stesso proprio perché si svolge hic et nunc, e poi ogni volta si possono notare nuovi dettagli e particolari. Eppure il “Barone Rampante” in scena al Teatro Grassi dal 27 settembre fino all’8 ottobre, per chi l’avesse già visto (Milanoateatro era stata, e ne aveva palrato qui: https://milanoateatro.it/recensioni/un-barone-rampante-per-festeggiare-degnamente-al-piccolo-teatro-i-100-anni-dalla-nascita-di-italo-calvino/ è uno spettacolo che può non convincere parimenti per la sua iniziale meraviglia.
La regia è sempre di Riccardo Frati, siamo ancora nel centenario di Italo Calvino, autore del romanzo da cui è stato tratto lo spettacolo. Ed è sempre vero che con questo lavoro il Piccolo è il primo teatro in assoluto ad aver ottenuto i diritti dalla Giovanna Calvino, figlia unica dello scrittore e oggi, dopo la morte della moglie Chichita, la responsabile dell’eredità letteraria e culturale del padre. La Calvino ha molto apprezzato la resa teatrale, che di fatto è anche ora tutta esaurita quanto a prenotazioni in sala. Anche gli attori sono gli stessi (applauditissimi già nella scorsa Stagione, Mauro Avogadro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Diana Manea, Marina Occhionero) eccetto che Matteo Cecchi, nei panni di Cosimo Piovasco di Rondò, e Leonardo De Colle in quelli del fratello-narratore, Biagio.
Eppure la magia è un’altra: per chi l’avesse già visto non sarà facile probabilmente ritrovare lo stesso entusiasmo per la sincronia degli attori con la macchina scenografica. Il bassotto Ottimo Massimo rimane un’idea geniale per come è reso (un rettangolo semovente con disegnato un bassotto che scorre avanti e indietro abbaiando), così come i libri e il progressivo “arredamento” della casa sull’albero di Cosimo, eppure la magia è come già avvenuta.
La scelta, per quanto estrema, di Cosimo è comunque di fuga e allo stesso tempo di comoda sopravvivenza grazie agli aiuti che provengono dalla vicina famiglia. E questo significato intrinseco pesa, infondo, su tutto lo spettacolo. Mentre per la morte di Romeo e Giulietta alla fine ci si commuove sempre, delle seppur bizzarre scelte acrobatiche di un Barone Rampante ci si può anche assuefare.
INFO. DURATA: 180′ incluso intervallo
Orari: dal martedì al sabato, ore 19.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.
Prezzi: platea 40 euro, balconata 32 euro Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).
Indirizzo: via Rovello 10
Telefono: 0286462709
Website: https://ristoranteandry.com/
E-mail: andryrestaurant@gmail.com
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