Musica, scene e fantasia per entrare ne "Il bar sotto il mare"
Il romanzo di Stefano Benni diventa una drammaturgia per l'idea di Emilio Russo, che firma anche la regia. Al Menotti lo spettacolo che riporta fedelmente lo stile surreale del libro

Recensioni

Uno spettacolo delicato e potente, come le donne sanno essere: Ida Marinelli, Elena Ghiarov e Denise Brambillasca sono un’anziana signora, una di mezza età e una giovane. Tre donne alte, produzione Teatro dell’Elfo a partire dal testo di Edward Albee (vincitore del Premio Pulitzer e del Lucille Lortel Awards nel 1994 nonché dell’Evening Standard Award in Gran Bretagna) del 2022, che torna in scena all’Elfo Puccini fino al 10 marzo per la regia di Ferdinando Bruni, in un’ora e 45 minuti (più intervallo), accompagna il pubblico in una meditazione morbida quanto inesorabile sul tema della femminilità: cosa significhi essere donna, e soprattutto come l’idea stessa che ognuna ha di sè cambi con l’età. Perché la femminilità non è una, ma tante.
Una scena, di Francesco Frongia, che raccoglie in una stanza i simboli che le tre donne incarnano, primi fra tutti un grande orologio senza lancette e un letto (di parto e di morte). In mezzo siedono Ida Marinelli, Elena Ghiaurov e Denise Brambillasca: un’anziana ereditiera, la sua badante e una giovane assistente avvocato che deve controllare le spese della vecchia. Aldilà delle categorie che rappresentano, incarnano tre momenti di vita e riescono a renderli in modo davvero toccante sia a parole quanto a movimenti e interpretazione fisica. Tra le perdite di memoria dell’anziana, le fughe in bagno emergenziali e sorrette dalla badante, i ricordi snocciolati come perline e poi improvvisamente persi, l’anziana di Ida Marinelli è una reale e profonda interpretazione della bontà e tenerezza che sopraggiungono negli anni, con un residuo di orgoglio e una inattesa saggezza che a volte improvvisamente diventa infantilismo. La Ghiaurov, la badante, è perfetta nel suo essere presente e professionale quanto non parente: è coinvolta dalla scombussolata condizione della vecchia, ma mai davvero impressionata. Quanto invece lo è la Brambillasca: il fastidio che prova verso la condizione che per forza, tra anni, ma l’attende, maschera appena la paura che la giovane vede nel tempo che passa. E quindi, davanti alle vite toccate dal dolore delle altre due, si difende proclamando un’incrollabile fiducia nel futuro.
Racconti commuoventi di vita, parole antiche (il brilì, al posto di pene) portano al secondo tempo: la scena è uguale ma con ancora meno riferimenti al reale. Siamo in un altro Tempo, quello eterno: le tre donne sono tre anime, a questo punto spogliate dal gioco di ruolo. Sono uguali, fanno i conti con la propria fase di vita tra speranze, disillusioni e errori. La presenza, nel secondo tempo, anche di un figlio-fantasma, Stephan Haban, che solo con lo sguardo esprime tutto il suo fastidio per essere stato messo al mondo, sembra portare a uno spettacolo che racconta solo gli errori. Ma non è così: la profondità di questo testo parla semmai ai cuori di ogni fase dell’esistenza, individuandone sì le difficoltà, ma forse, infondo, soprattutto, gli aspetti postivi e ciò che la vita insegna.
DURATA: Un’ora e 45 minuti più intervallo
INFO: Teatro Elfo Puccini, sala Fassbinder, corso Buenos Aires 33, Milano Orari spettacolo: martedì ore 21 | mercoledì e giovedì ore 20 | venerdì ore 20.30 sabato 19.30 | domenica ore 16.30 Prezzi: intero € 34 / <25 anni € 15 / >65 anni € 18 / online da € 16,50 Biglietteria: tel. 02.0066.0606 – biglietteria@elfo.org – whatsapp 333.20.49021
Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.
Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
Website: https://littleitalymilano.com/
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