Equivoci e giochi delle parti, ma che non fanno -solo- divertire
Di Marta Calcagno BaldiniCategoria Recensioni
Pubblicato Gennaio 11, 2026

Con la coppia Max Pisu e Marco Rampoldi alla regia, in scena con "Sinceramente bugiardi" al Teatro Leonardo debutta anche Matteo Pisu, figlio dell'attore
Apre la scena Matteo Pisu, figlio di Max Pisu, il comico legnanese noto per Zelig e varie partecipazioni tv (“Quelli del calcio”, “Controcampo”, Don Matteo” e molte altre), ma anche cinema e tanto palcoscenico (Milanoateatro ha parlato di lui varie volte: “Max Pisu” – Milano a Teatro).
Siamo al Teatro Leonardo, dove fino al 25 gennaio è in scena Sinceramente bugiardi, la commedia di Alan Ayckbourn, drammaturgo inglese classe 1939 autore di testi che raccontano la borghesia britannica di tutto il secondo Novecento fino ad oggi (Neighbourhood Watch è del 2011). La storia è ambientata negli anni Sessanta, in sottofondo le canzoni dei Beatles e dei Rolling Stones: il giovane Pisu, classe 1998, che è già stato finalista al Premio Hystrio per la Vocazione nel 2022 e ha ottenuto nel 2016 il Premio come Miglior Attore al FEST-Festival Nazionale delle Scuole di Teatro, non sfigura davanti al padre. Sono due presenze diverse, ci vuole poco a capirlo: Matteo è un bravo attore, anche se manca -ancora- di una reale libertà d’interpretazione. Lo si percepisce fin dai primi minuti, che sono tutti per lui, nel ruolo di Greg, in scena con Ginny, Valeria Lo Verso, la sua fidanzata coetanea. Lei ha un amante, un uomo di età ben superiore rispetto al fidanzato, interpretato da Max Pisu, con cui però vuole rompere la relazione. Per farlo dice a Greg che vuole andare a trovare i suoi, di lei, genitori per annunciare che la giovane coppia ha in programma di sposarsi, e che ci andrà da sola.
Un dialogo vivace e ben recitato, ma l’intero spettacolo aumenta di ritmo e intensità nella seconda scena, che si apre con Max Pisu che sta facendo colazione con Roberta Petrozzi, sua partner in scena. Reciproci sospetti emergono prendendo il caffè e spiegando i relativi programmi per la giornata, e rivelano una relazione fragile, retta più dall’abitudine e dalla reciproca indifferenza. Il ritmo si alza immediatamente, diventa più incalzante. Anche perché a un certo punto arriva davvero Ginny decisa ad interrompere la relazione clandestina, e non solo: anche Greg raggiunge Ginny a casa dell’amante, pensando di essere dai genitori di lei secondo ciò che Ginny gli aveva detto. E annuncia ai supposti suoceri il loro matrimonio, di Greg e Ginny. Per una vera e propria commedia degli equivoci, in cui l’ironia è la chiave.
La regia di Marco Rampoldi, con cui Pisu spesso lavora (vedi Pigiama per sei e Forbici e Follia), anche in questo caso punta a divertire tenendo alta la tensione in modo intelligente, giostrando le azioni e reazioni degli attori tra equivoci e menzogne. Anche se forse, rispetto ai primi due spettacoli, Sinceramente bugiardi non si basa solo e unicamente sul gioco delle parti fine a se stesso, ma lascia una leggera amarezza di fondo: il lieto fine cui si giunge è reale o solo apparente? Si torna tutti nei ranghi per scelta sincera o per convenienza sociale?
DURATA: 80 minuti
Teatro Leonardo, via Ampere 1
INFO: biglietteria@mtmteatro.it, www.mtmteatro.it – 02.86.45.45.45
ORARI: dal martedì al sabato, ore 20.30 – domenica, ore 16.30
PREZZI: intero € 30,00 – convenzioni € 24,00 – ridotto Arcobaleno (per chi porta in cassa un oggetto arcobaleno) € 24,00 – Under 30 e Over 65 € 17,00 – Università € 17,00 – scuole di Teatro € 19,00 – scuole civiche Fondazione Milano, Piccolo Teatro, La Scala e Filodrammatici € 11,00 – Scuole MTM € 10,00 – ridotto DVA € 15,00 tagliando Esselunga di colore ROSSO
MTM per l’accessibilità Lo spettacolo è accessibile a persone con deficit uditivo attraverso la app Listen WiFi, scaricabile gratuitamente. Collega allo smartphone i tuoi auricolari, protesi acustica o impianto cocleare
I
Consigli per prima o dopo lo spettacolo
Baia Chia
Il primo pensiero che viene in mente mentre si è al Baia Chia, ristorante di cucina sarda in via Antonio Bazzini 37, è “qui tornerò”. Ambiente relativamente piccolo (meglio prenotare), una cinquantina di posti in due salette, in cui tutto è affidato alle mani di Donatella, campidanese, che gestisce con poche parole e molta attenzione. Con lei il figlio, un ragazzo intelligente e sensibile, curioso del mondo che ogni sera entra nel suo locale. D’altra parte chi scopre il Baia Chia sente di aver trovato non solo l’autentica cucina sarda, ma anche lo stesso spirito un po’ schivo, percettivo e aperto-ma-con-riserva dell’Isola. Abbiamo assaggiato (tra la prima volta e le altre in cui siamo tornati) un ottimo antipasto di calamaretti fritti, per passare ai culurgiones (ravioli al sugo di pomodoro ripieni di patate e menta), e poi il misto di antipasti sardi, la fregola (una sorta di cous cous in versione sarda), e come dessert, la classica seada (raviolo con formaggio fuso ricoperto di miele), accompagnata da un bicchiere di mirto. Da provare, poi, anche le cozze alla vernaccia e il frittino di calameretti. Non sono parchi nel versare vino, se lo prenderete al calice, consigliamo l’ottimo Vermentino di Gallura. Prezzi decisamente ragionevoli (sui 30 euro a testa).
Indirizzo: via Antonio Bazzini 37
Telefono: 022361131
Email: baiachiaristorante@hotmail.it
Al’Less
Una cucina di stile rustico e nutriente, con grande preferenza di piatti a base di carne e con la specialità del lesso (a partire dal bollito misto, con tutti i principali tagli di carne e tutte le salsine classiche come il bagnetto vedre piemontese, la mostarda, il rafano, la pearà veronese). Ma non aspettatevi lo stile di una cascina in campagna: arredi vintage scovati chissà dove, colori e luminosità del locale riportano alla peculiarità che rende il ristorante unico: come per il menù, si reinterpreta a tradizione in modo moderno e innovativo.
Ampere 57
Accoglienza che già porta nella regione dello chef, e di tutta la famiglia: Sardegna, per la precisione Domus de Maria, sud Ovest, provincia di Cagliari. Infatti più che di ossequiosa gentielzza si può parlare di educata e onorevole competenza. Il locale Ampere 57, un nome un indirizzo, parla chiaro: semplice anche nell’arredamento, ma spazioso e luminoso. Non troppi tavoli: chi prenota o arriva in tempo, si accomodi. Due fratelli e una sorella, uno in cucina e due in sala: ingredienti di prima qualità, il pesce per primo, e ricette isolane per eccellenza. Abbiamo assaggiato il puree di fave con i gamberi, i gamberi alla Catalana e la cernia alla griglia, per finire con una imperdibile speada e poi del mirto. Un bicchiere di vermentino sardo, acqua. Prezzo alto, ma onesto per la qualità della cucina e degli ingredienti: 94 euro.
Indirizzo: Via Andrea Maria Ampère, 57, 20131 Milano
Telefono: 0236521125
Website: https://ristoranteampere57.it/
La Cuccuma
A pochi minuti a piedi dal Leonardo, è l’ideale per un dopo teatro e non solo perché la cucina chiude a Mezzanotte (e se ci sono gruppi possono anche proseguire), ma anche perché è un ristorante-pizzeria che esiste da 50 anni, e l’esperienza si percepisce subito: gentilezza e cortesia del personale, freschezza degli ingredienti per ricette ischitane-napoletane (del resto “cuccuma” è il nome della moka partenopea). Noi abbiamo assaggiato spigola al forno coi carciofi (per 2) e melanzane, e un fritto napoletano di antipasti. Più un bicchiere di vino (71 euro) Quando lo abbiamo provato c’era seduta affianco a noi una tavolata napoletana, come a conferma della qualità. L’architettura interna ricorda quella di una nave, e la conduzione è famigliare.
Indirizzo: Via Giovanni Pacini 26, 20131, Milano
Telefono: 022664945
Email: info@lacuccuma.it
Website: http://www.lacuccuma.it/
Banaras
Ristorante indiano, è estremamente raffinato ed elegante senza essere eccessivo. Propone una “indian experience”, concentrando l’attenzione sui sapori autentici nel nord dell’India. Piatti di carne, pesce, vegetariani e vegani realizzati con prodotti e tecniche tipiche della tradizione. Io non sono esperta della cucina orientale indiana, prima di entrare da Banaras non l’avevo mai assaggiata. Ne sono rimasta incantata.
Indirizzo: Via Orti, 17, 20122 Milano
Telefono: 0236568211
Email: info@banaras.it
Website: https://www.banaras.it/



