Anna Della Rosa attrice intensa e capace di aprire gli occhi su cosa conta davvero nella Vita

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

La morte distribuita per compassione, questo fa un’accabadora. Un lavoro, una missione, un incantesimo: la storia di Bonaria Urrai, raccontata nel romanzo Accabadora di Michela Murgia, Premio Campiello 2010, torna a rivivere nella mente e nel cuore degli spettatori grazie ad Anna Della Rosa, che la (ri)porta in scena a Milano al Teatro Fontana fino al 7 novembre, e poi parte per una tournee che tocca altre 15 città italiane (come Bologna, Genova, Gorizia, Trieste, Trento, Verona, fino a Mantova, Firenze e si conclude a Napoli il 21 dicembre).

La Della Rosa, attrice che cerca nell’interpretazione una elevazione mentale e spirituale (l’abbiamo vista anche al Teatro Franco Parenti per Cleopatras di Giovanni Testori, e poi al Piccolo Teatro Studio nell’Orlando di Virginia Wolf adattato per il teatro da Fabrizio Sinisi, e in altri spettacoli, abbiamo parlato di lei varie volte: https://milanoateatro.it/?s=Anna+Della+Rosa), in questo spettacolo sembra quasi grata al testo perché le permette di esprimere se stessa nella profondità e concentrazione che il personaggio richiede. Interpreta Maria, ovvero una fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’Accabadora: ultima di cinque figli, Maria viene affidata dalla sua stessa madre a Bonaria (questo significa essere fill’e anima: essere presi in adozione da un’altra donna che non ha figli suoi). A lungo Maria non conosce la seconda occupazione della madre Accabadora, ovvero quella di andare ad uccidere, su richiesta, le persone che stanno soffrendo. La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere. Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, la Tzia, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura.

Uno spettacolo che non fugge al dolore, che lo guarda in faccia: l’Accabadora avrà motivo di uccidere anche il giovane Nicola, di cui Maria era innamorata.

Su una scena spoglia, in cui pochi elementi restituiscono immediatamente al pubblico il clima profondamente spirituale di questo spettacolo, la drammaturgia di Carlotta Corradi parte dal ritorno di Maria sul letto di morte di Tzia Bonaria. Una volta scoperta la seconda occupazione della madre adottiva, Maria era partita per Torino. Il dolore era troppo, ed è tuttora vivo: la rabbia che la ragazza ancora prova per l’ulteriore omicidio compiuto dalla Tzia viene a galla prepotentemente durante l’ultima visita, nonostante gli sforzi che Maria compie per galleggiare tra i migliori ricordi.

Per uno spettacolo in cui la parola è la protagonista, nella musicalità dell’accento e a volte anche proprio della lingua sarda, che viene espressa dall’attrice in modo così sensibile che il senso profondo di ogni parola arriva al cuore. Spogliando i concetti di amore, di mancanza e di affetto di ogni artifizio in modo da tasmetterli in modo autentico e arrivare a  comprenderne l’importanza e il valore.

Informazioni

Durata: 75 minuti

Indirizzo: Teatro Fontana, via Gian Antonio Boltraffio 21, 20159, Milano.

Info: Email: biglietteria@teatrofontana.it – Telefono: 02 69015733 – Website: www.teatrofontana.it

Orari:

  • Lunedì a venerdì: ore 20.30
  • Sabato: ore 19.30
  • Domenica: ore 16

Bilgietti: prezzo unico a 25 euro

  • Intero 30€
  • Convenzioni 24€
  • Under 30 e Over 65 17€

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