"Albania casa mia", ma senza l'Italia raccontare la propria terra d'origine forse non sarebbe stato possibile

Marta Calcagno Baldini

Recensioni

Un attore che rende il pubblico partecipe della sua stessa esperienza di vita: Aleksandros Memetaj, di Vallosa, in Albania, era un bimbo in fasce quando i genitori sono riusciti, nel 1991, ad approdare in Italia e fuggire alla Polizia di frontiera. Lo stesso bebè di allora oggi racconta la sua storia e quella dei sui genitori, in italiano con anche delle inserzioni in albanese. Dall’11 al 16 febbraio al Teatro Elfo Puccini è in scena Albania casa mia, monologo di e con Aleksandros Memetaj per la regia di Giampiero Rappa, produzione TWAIN CPD con il contributo del Mic e della Regione Lazio.

Uno spettacolo che rende omaggio soprattutto alle difficoltà e alle complicazioni che Aleksandros ha trovato, fin da bambino, in Italia: episodi di razzismo, bullismo, difficoltà ad ambientarsi a Fiesso D’Artico, un piccolo paese di settemila anime tra Padova e Venezia dove la famiglia del protagonista era riuscita a fuggire scappando dall’Albania. Uno spettacolo che parla di stanchezza, di difficoltà, di pericolo, di rabbia e di amore per la patria lasciata. Comprensibili, per carità. Ma manca la gratitudine per un’Italia che ha dato accoglienza e non solo. Ha fornito anche Alekksandros  di un’educazione, una lingua e una cultura. Oltre che di un teatro a Milano dove poter raccontare a sua storia.

DURATA: 1 ora

ELFO PUCCINI, corso Buenos Aires,33- Milano

Orari: martedì 11 febbraio ore 19.30 Mercoledì 12 febbraio ore 19.30 Giovedì 13 febbraio ore 19.30 Venerdì 14 febbraio ore 21.00. Sabato 15 febbraio ore 19.30 Domenica 16 febbraio ore 15.00. Martedì 11 febbraio, al termine dello spettacolo, XHULIANO DULE e ALEKSANDROS MEMETAJ conversano con il pubblico. Introduce Francesco Frongia.

 www.elfo.org, +39 02.00.66.06.06 biglietteria@elfo.org

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Little Italy

    Proprio alle spalle del teatro, a tre minuti di distanza, è una trattoria che fa parte di una catena di locali sparsi tra Milano e l’hinterland. Ma la conduzione risulta familiare, cordiale ed efficiente. Ambiente semplice, due piani di sale e salette arredate con gusto semplice e senza il diffuso show off meneghino. Piatti frutto del mix di culture gastronomiche della casa, cilentane, toscane e salentine, con un pizzico di Basilicata ( i peperoni cruschi) offre una gamma di gustose pizze, fritti, fiori di zucca ripieni, melanzane imbottite, carni e pesce… ma non manca il tocco lombardo con l’immancabile risotto e la cotoletta orecchio di elefante (pure in versione imbottita con mortadella e altro). Prezzi intorno ai 20-25 euro , calice di vino o birra compresi.

    Indirizzo: Via Alessandro Tadino, 41
    Website: https://littleitalymilano.com/

  • Andry Restaurant

    Andry sta per Andrea, che è il figlio di di Ivano. E che è anche il nome del loro ristorante, in via Rovello 10 a pochi passi dal Piccolo Teatro Grassi. Un locale intimo, non troppo grande: due sale, atmosfera silenziosa e tranquilla. Ivano, Andrea e Luciano, abile e esperto cameriere le gestiscono coordinandosi tra i vari clienti che entrano si accomodano, stranieri e italiani. Cucina di pesce prevalentemente, di ottima qualità, ma in menù si trovano anche piatti classici della cucina italiana (primi e secondi anche di carne). “Alla sera -racconta Ivano-, verso le 22.30-23, venivano spesso dalla redazione del Giornale, che era in via Negri, ancora quando ero in Conni Zugna”. Sì, perchè, di origine calabrese, fin dalla fine degli anni Settanta la famiglia di Ivano si trasferisce da Vibo a Milano e per gestire ristoranti. “Ne ho avuti anche quattro contemporaneamente”. Erano ristoratori già in Calabria, “ho iniziato nel ’92 aiutando nel ristorante di famiglia, facevo le pizze”. Esperienza è la parola guida per tutto ciò che si trova oggi da “Andry”: l’ambiente elegante, ma non pomposo o esagerato. Il personale competente e non troppo invadente. La materia prima di ottima qualità e le ricette soddisfacenti le migliori aspettative. I prezzi: alti ma, per essere a due passi dal Duomo e mangiare pesce, perfettamente onesti. Noi abbiamo assaggiato un antipasto di pesce crudo, un frittino di totanetti spillo e baccalà, spigola ai ferri con patate al forno e un’orata con un’insalata di carciofi. Un bicchiere di vermentino sardo, due sorbetti al limone e un caffè (120 euro in tutto, più prosecchi offerti dalla casa).

    Indirizzo: via Rovello 10
    Telefono: 0286462709
    Website: https://ristoranteandry.com/
    E-mail: andryrestaurant@gmail.com

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