Al Piccolo Grassi il debutto di Nanni Moretti come regista teatrale: racconta la vita di coppia, vera, dai due atti unici di Natalia Ginzburg

Di Marta Calcagno Baldini

Categoria Recensioni

Pubblicato Novembre 16, 2023

Arianna Pozzoli e Daria Deflorian in "Fragola e panna", credit @LuigiDePalma
Arianna Pozzoli e Daria Deflorian in "Fragola e panna", credit @LuigiDePalma

Convincenti gli attori in uno spettacolo molto equilibrato e che sa svelare i complessi meccanismi che legano (e, soprattutto, a quanto pare, slegano) i sentimenti umani. Allora come oggi.

Sono due storie diverse, ma quasi non ci si accorge: fino al 26 novembre al Piccolo Teatro Grassi vanno in scena, una dopo l’altra durante la stessa sera, “Dialogo” e “Fragola e panna”, due atti unici di Natalia Ginzburg che Nanni Moretti, che firma qui la sua prima regia teatrale e ha fatto una breve comparsa ieri sera (quasi intimidito dalla nota attenzione del pubblico milanese) ai seppur meritati applausi finali, ha unito in un unico spettacolo dal titolo “Diari d’amore”. A dire il vero tutto il primo atto, “Dialogo”, risulta un po’ monocorde nella presenza, per l’intera durata della pieces, di Valerio Binasco, nel ruolo di marito, Francesco, e Alessia Giuliani in quello della moglie, Marta, sdraiati in un matrimoniale al loro risveglio: dialogano, appunto, vedi il titolo della commedia, di piccole cose quotidiane. Ma il tono stanco e disincantato, di rinfacciamenti distratti e assenza di curiosità reciproca con cui la conversazione è impostata fin dall’inizio, non possono che portare alla acclarata conclusione che il loro amore è concluso da tempo. Al punto che quando Marta confessa a Francesco di essersi innamorata del vicino di casa, fidato amico di lui, e di aver addirittura progettato di andare a vivere insieme, Francesco non sarà geloso né adirato. Per una conclusione che riesce ad appiattire ancora più ogni patos (l’amante infatti partirà in vacanza con la sua legittima moglie, lasciando alla coppia in crisi pure il cane da accudire). Dato forse anche il senso ultimo che vuole esprimere, di un amore schiacciato dall’abitudine e l’assenza di stimoli, questo atto unico è monocorde e richiama, ma senza il loro brio, le scene finali della pièce “Casa Vianello”, in cui Sandra rinfaccia a Raimondo il terribile piattume in cui versa ormai la loro relazione (dopo aver vissuto, in realtà, iperboliche vicende quotidiane).

Alessia Giuliani e Valerio Binasco in "Dialogo", credit@LuigiDePalma
Alessia Giuliani e Valerio Binasco in “Dialogo”, credit@LuigiDePalma

L’intero spettacolo si risolleva fin dall’inizio del secondo atto unico, Fragola e Panna: potrebbe essere il proseguo del primo perché anche qui la scena si apre su un rapporto coniugale in crisi. Non sono i due sposi, Flaminia, Alessia Giuliani, e Cesare, ancora Valerio Binasco, a parlarcene, ma la loro cameriera, Tosca, una davvero l’efficace Daria Deflorian, o “serva”, come lei stessa si autodefinisce: descrive la crisi della coppia lamentando di non ricevere mai un complimento, o piuttosto un rimprovero, sul suo operato. Non sa se i piatti che prepara siano piaciuti, se le pulizie vadano bene per come le svolge, se è necessario che si occupi di qualcosa in particolare. E’ molto puntigliosa e attiva, orgogliosa, ma demotivata, oltre che dalla solitudine reciproca dei due coniugi, anche per la lontananza della casa dal centro città. E’ lei, col suo carattere ben delineato ed espresso, a risvegliare il ritmo dopo l’atto unico precedente, in una commedia, la seconda, che non finisce di stupire: a metà infatti suona al campanello la giovane Barbara, Arianna Pozzoli, bravissima nel ruolo dell’amante di Cesare. Senza scrupoli rivela la sua disperazione alla moglie, Flaminia, per la sua relazione extraconiugale e non solo: si aspetta di essere accolta proprio in quella casa dato che non ha un posto dove andare. Non intende, infatti, tornare a casa, dove il suo bebè (avuto dal vero marito) le è venuto a noia, e il consorte tradito le fa paura. La sorella di Flaminia, Letizia (Giorgia Senesi), si propone di risolvere la questione accompagnandola in un ricovero di suore, il che ancora una volta non risolverà la situazione.

Due drammi di donne, che sanno guardare con sguardo cinico e ironico i rapporti di coppia che ciascuna vive: non sperano più nei loro uomini, e non cercano alcunchè. Certo, Barbara, la più giovane, vorrebbe una sua stabilità, ma più per senso pratico di sopravvivenza che per una reale esigenza di amore. Sembra che siano stati scritti ieri, mentre sono il primo del 1970 e il secondo del ’66, per un Nanni Moretti che si pone davanti al teatro con delicatezza e rispetto del pubblico: racconta sentimenti attuali e reali, ma, grazie all’ottima recitazione degli attori, questi ci sanno portare all’interno dei complicati meccanismi dei rapporti di coppia lanciando, nell’ironia con cui è condito tutto lo spettacolo, anche una strizzata d’occhio al pubblico. Come a dire: dai che è così per tutti noi e ci possiamo quasi ridere su per una sera.

La compagnia a fine spettacolo, con il saluto di Nanni Moretti, regista, credit @marta-calcagno

Durata: 90 minuti (Dialogo, 40 minuti | Fragola e panna, 50 minuti)  

Info. Piccolo Teatro Grassi (via Rovello, 2 – M1 Cordusio), dal 14 al 26 novembre 2023

Orari: martedì, giovedì e sabato, ore 19.30; mercoledì e venerdì, ore 20.30; domenica, ore 16. Lunedì riposo.

Prezzi: platea 33 euro, balconata 26 euro Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org

Consigli per prima o dopo lo spettacolo

  • Rovello18

    E’ un locale che sfrutta il fatto che arrivino in prevalenza turisti stranieri. Noi, tutti milanesi o comunque abitanti a Milano, eravamo in quattordici per un pre-teatro (è molto vicino allo Strehler): abbiamo prenotato specificando che avremmo scelto antipasti o primi leggeri. Non abbiamo pagato alla romana: ho speso 20 euro per una ridicola porzione di minestrone freddo e due bicchieri di bianco. Allora: servizio veloce, cucina più che mediocre e soprattutto imbroglioni. Assurdo il prezzo pagato rispetto al piatto scelto e soprattutto alla irrisoria quantità che mi hanno servito (il corrispondente di un bicchier d’acqua pieno). La zona di Brera-Garibaldi è sempre più sgradevole per chi abita in città, troppo turistica.

    Indirizzo: via Tivoli 2

    Telefono: 0272093709

    Email: rovello18@gmail.com

    Website: https://www.rovello18.it/

  • La Brisa

    E’ l’ideale per chi vuole assaggiare cucina lombarda rivisitata. Locale molto caratteristico con anche un giardino rigoglioso. Prezzi medio alti. Chiuso sabato tutto il giorno e la domenica a pranzo.

    Indirizzo: Via Brisa, 15, 20123 Milano

    Telefono: 0286450521

    Website: https://www.ristorantelabrisa.it/

  • La Libera

    Nel 1979 Italo Manca, ex marinaio di lungo corso, sempre elegante con i suoi grandi baffi, sigaro cubano Curchill e completi di stile ingleseapre (allora con il proprietario della Trattoria Vittoria) “La Libera”, una birraria con cucina, ossia una trattoria dove gustare piatti prevalentemente a base di birra, accompagnati dalle migliori birre del nord europa. Ancora oggi è possibile trovare in alcuni momenti in menu lo storico risotto alla birra, Il LiberatoIl menù propone specialitá regionali lombarde a base di carne e di pesce. Italo Manca è ancora proprietario della Libera, oggi con Gino Narducci.

    Indirizzo: Via Palermo, 21, 20121 Milano

    Telefono: 028053603

    Website: https://lalibera.it/it/menu/

  • Pandenus Bistrot

    Chissà se Ramazzotti ci è andato da quando il suo ex Resentin, il locale in via Mercato 24, è stato rilevato nel 2018 dalla società Hotel Pandenus, controllata a sua volta dalla holding Bretzel proprietaria del marchio fondato da Filippo Lecardane. Il Resentin aveva chiuso nel 2014, ma Ramazzotti era rimasto proprietario dei muri cedendo l’attività a Crocetta, il locale (di un suo amico) noto in città per i suoi veramente ottimi panini in corso di Porta Romana 67. Da quando la gestione è della catena che attualmente ha locali anche in Gae Aulenti, Melzi d’Eril, Largo La Foppa, piazza Vetra, corso Concordia e via Tadino, chiaramente ha perso un po’ dell’autenticità e del sapore del rapporto vero tra cliente e gestore. Si tratta più di un’amministrazione tecnica che sta molto, molto, troppo (?) attenta alle entrate più che a cercare una affiliazione con chi si reca nel locale. Al punto che, quando ci siamo andati, abbiamo perso ben due volte tempo a dimostrare che il gruppo non aveva intenzione di truffare il ristorante senza pagare alcune quote. Con foto e scannerizzazioni di scontrini, risalendo anche ad errori del locale (che una volta aveva stampato un prezzo superiore a quello effettivamente consumato) abbiamo dovuto dimostrare la nostra onestà di clienti. E  perdipiu’ il controllo interno della sicurezza è totalmente assente: la seconda delle due sere in cui siamo andati al Pandenus di via Mercato una signora del nostro gruppo ha subito il furto della sua borsa. La gestione non ha dimostrato alcun interesse nell’aiutarla nella ricerca, ne’ si è assunta la minima responsabilità dell’accaduto. Come se il furto non fosse avvenuto nel loro locale.  Ovviamente, data la sfiducia dimostrata verso di noi come ladri e, paradossalmente, il furto subito proprio da una persona del nostro gruppo, non torneremo mai più. Peccato, perché la cucina, che in via Mercato ha come chef Enrico Bartolini, propone buoni piatti di ricette tradizionali italiane. Compresa la pizza, il risotto giallo e pastasciutta di vario tipo. A prezzi che, tra l’altro, sono perfettamente nella norma per un locale del centro. Non viene neanche in mente di alzarsi senza pagare!

    Indirizzo: via Mercato 24

    Telefono: 028693391

    Email: mercato@pandenus.it

    Website: https://www.pandenus.it/it/store/pandenus-via-mercato-24/

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    Barone Rampante, foto di scena, credit@MasiarPasquali